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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14563/2026 del 21/04/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte d'appello di Torino che aveva confermato le condanne per reati di bancarotta: a) bancarotta semplice per aver aggravato il dissesto non chiedendo il fallimento; b) bancarotta fraudolenta impropria da operazioni dolose per la sistematica omissione di versamenti fiscali e contributivi dal 2013 al fallimento; c) bancarotta fraudolenta distrattiva per la cessione della licenza di autotrasporto alla società amministrata dal Faulisi. Comandini deduce errori di diritto e carenze di motivazione in relazione all'esistenza del dolo, alla quantificazione e all'origine dell'aggravamento del dissesto, alla valutazione delle prove documentali (versamenti contributivi, assoluzione per omesso versamento IVA 2014, consulenza tecnica di parte) e contesta il riconoscimento di circostanze aggravanti/attenuanti. Carignola contesta in particolare la mancata valutazione del suo ruolo di liquidatore e l'ingiustificato riconoscimento dell'aggravante; Faulisi censura l'assorbimento del dolo e la mancata considerazione del modesto valore della licenza e della regolarità formale dell'atto notarile.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto i ricorsi di Comandini e Carignola parzialmente fondati e ha accolto alcune censure, mentre il ricorso di Faulisi è stato integralmente rigettato. In particolare: - Faulisi: rigetto integrale del ricorso; conferma della condanna e condanna al pagamento delle spese processuali. - Carignola: annullamento senza rinvio della sentenza limitatamente al capo a) (bancarotta semplice) perché il reato era estinto per prescrizione; rigetto per il resto del ricorso. - Comandini: annullamento senza rinvio in relazione al capo a) per prescrizione; annullamento limitatamente al riconoscimento dell'aggravante di cui all'art. 219, comma 1, legge fall. in relazione al capo c) (aggravante esclusa) e riconoscimento dell'attenuante di cui all'art. 219, comma 3, legge fall. in relazione al capo c); per tali modifiche la Cassazione ha disposto il rinvio ad altra Sezione della Corte d'appello di Torino per la determinazione del trattamento sanzionatorio nei confronti di Comandini. Per il resto dei capi e dei motivi i ricorsi sono stati respinti.

Norme richiamate

  • art. 223, comma 2 legge fallimentare

    Regola la bancarotta fraudolenta 'impropria' da operazioni dolose: distingue tra fallimento cagionato con dolo e fallimento da operazioni dolose; può integrarsi anche con condotte omissive sistematiche (es. omesso versamento di imposte/contributi) se riconducibili a scelte gestionali dolose che hanno contribuito al dissesto

  • art. 216, comma 1, n.1 legge fallimentare

    Riguarda la bancarotta fraudolenta patrimoniale (distrattiva): punisce la distrazione o la dissipazione di beni sociali idonei a pregiudicare le ragioni creditorie

  • art. 219, commi 1 e 3 legge fallimentare

    Comma 1: circostanza aggravante quando il danno patrimoniale è di rilevante gravità; comma 3: prevede che, se il danno è di speciale tenuità, possa operare una circostanza attenuante o diverso trattamento. La Corte precisa che l'aggravante va valutata con riferimento al danno direttamente prodotto dalla singola condotta di bancarotta e non in modo unitario su più reati distinti

  • art. 159 cod. pen. (sospensione della prescrizione)

    Il corso della prescrizione rimane altresì sospeso nei seguenti casi: 1) dal termine previsto dall'art. 544 cod. proc. pen. per il deposito della sentenza di condanna di primo grado, anche se emessa in sede di rinvio, sino alla pronuncia del dispositivo della sentenza che definisce il grado successivo di giudizio per un tempo, comunque, non superiore a un anno e sei mesi; 2) dal termine previsto dall'art. 544 cod. proc. pen. per il deposito della sentenza di condanna di secondo grado, anche se emessa in sede di rinvio, sino alla pronuncia del dispositivo della sentenza definitiva, per un tempo comunque non superiore a un anno e sei mesi....

    La disciplina sulla sospensione della prescrizione va applicata secondo la normativa vigente al tempo del fatto; i periodi di sospensione riconosciuti per una condanna possono venire meno se la Cassazione annulla la condanna in punto di responsabilità, determinando la perdita dell'effetto sospensivo e, quindi, il decorso della prescrizione. Nel caso concreto ha portato alla declaratoria di estinzione per prescrizione del capo a)

  • art. 224 e art. 217 legge fallimentare

    Richiamati dai ricorrenti nella contestazione del capo a) (bancarotta semplice da aggravamento del dissesto); le norme disciplinano profili di responsabilità degli organi sociali nell'ordinamento fallimentare e i presupposti della bancarotta semplice

  • art. 10-ter d.lgs. n. 74/2000

    Riferito al reato di omesso versamento dell'IVA: una pronuncia assolutoria in un procedimento fiscale specifico non impedisce la valutazione della condotta nel suo complesso in un più ampio contesto gestionale volto a comprovare una strategia pluriennale di omissione

  • art. 69 cod. pen.

    Norma generale sulle circostanze: evocata in relazione alla valutazione delle aggravanti/attenuanti in tema di responsabilità concorrente

  • artt. 110 e 42 cod. pen.

    Riferimenti al concorso di persone nel reato e alla responsabilità personale per il fatto commesso, richiamati dai ricorrenti per contestare la valutazione del dolo e della responsabilità

Massime di principio

  • La sistematica e prolungata omissione di versamenti fiscali e contributivi può integrare la bancarotta fraudolenta 'impropria' se è valutata come scelta gestionale dolosa idonea a causare o aggravare il dissesto: non conta solo l'evasione isolata ma la strategia pluriennale e la prevedibilità del danno
  • La sussistenza dell'aggravante per danno patrimoniale di rilevante gravità va valutata rispetto al danno direttamente prodotto dalla singola fattispecie di bancarotta; non è legittimo applicare una valutazione 'aggregata' delle diverse condotte riferibili allo stesso fallimento per estendere l'aggravante a reati distinti
  • La natura di 'reato di pericolo' della bancarotta distrattiva non esige che il bene distratto abbia un valore elevato: è sufficiente che la sua sottrazione sia idonea, nel contesto concreto, a pregiudicare le ragioni dei creditori; tuttavia se il danno è di speciale tenuità ciò può costituire attenuante
  • La regolarità formale (atto notarile, annotazione in contabilità) non esclude la riconducibilità della cessione a condotta distrattiva se manca la corresponsione del prezzo e non emerge alcun vantaggio per la società cedente
  • Una assoluzione o decisione favorevole in un procedimento limitato (es. omesso versamento IVA per singolo anno) non vincola la valutazione di una condotta nell'ambito di una strategia gestionale pluriennale: la 'base fattuale' e il contesto possono mutare l'interpretazione dell'elemento soggettivo
  • Le circostanze attenuanti/agggravanti oggettive (es. tenuità del danno) devono essere riconosciute con coerenza nei confronti di tutti i concorrenti del reato quando la loro sussistenza è accertata e riguarda il medesimo fatto
  • In presenza di cancellazioni/annullamenti in punto di responsabilità, i periodi di sospensione della prescrizione possono perdere efficacia: va verificata con attenzione l'applicabilità delle regole transitorie (legge n.103/2017, n.134/2021) e l'eventuale estinzione per prescrizione

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