Cassazione Penale, Sentenza n. 18462/2025 del 16/05/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente deduce un unico motivo: la Corte di cassazione avrebbe commesso un errore di fatto ritenendo generici i motivi dell'originario ricorso per cassazione. In particolare, sostiene che alle pagine 5-6 del ricorso era stata contestata specificamente l'affermazione secondo cui gli ignoti che esplosero colpi d'arma da fuoco verso i militari fossero in pieno accordo con i moldavi, posto che la sentenza assolutoria aveva accertato che i reati per i quali Burduja era stato detenuto erano stati commessi esclusivamente dagli italiani fuggiti a bordo della BMW. Chiede l'annullamento dell'ordinanza impugnata e l'adozione dei provvedimenti conseguenti.
La decisione
Il ricorso straordinario per errore materiale o di fatto è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto che, ai sensi dell'art. 625-bis cod. proc. pen., la legittimazione a proporre il rimedio è riservata al condannato in modo definitivo; essendo il ricorrente stato assolto in appello, manca la legittimazione e il ricorso non può essere esaminato nel merito. La decisione richiama un precedente della Sezione 3 (n. 35329/04.06.2024, Rv.286888-01) e dichiara l'inammissibilità ai sensi dell'art. 625-bis comma 4. Ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen., non ravvisandosi assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità (richiamata la Corte Cost. sent. n. 186/2000), il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a una sanzione pecuniaria di euro 3.000 in favore della Cassa (testo sentenza fornito interrotto sul punto).
Norme richiamate
art. 625-bis cod. proc. pen.
La Corte interpreta la norma nel senso che il ricorso straordinario per errore materiale o di fatto è esperibile solo dal condannato in via definitiva; chi è stato assolto non ha legittimazione a proporre tale rimedio.
art. 314 cod. proc. pen.
Norma richiamata come oggetto del procedimento originario (richiesta di riparazione per ingiusta detenzione), ma non decisiva per l'inammissibilità del ricorso straordinario evidenziata dalla Corte.
art. 616 cod. proc. pen.
Aplicata per la condanna alle spese processuali e alla sanzione pecuniaria quando non sussista assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.
Corte Cost. sent. n. 186 del 13.6.2000
Riferimento giurisprudenziale utilizzato per affermare che non sussiste assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, giustificando la sanzione e le spese a carico del ricorrente.
Sez.3, n. 35329 del 04/06/2024, Rv.286888-01
Precedente di questa Corte che conferma l'orientamento secondo cui il rimedio straordinario per errore di fatto ai sensi dell'art. 625-bis è riservato al condannato in via definitiva.
Massime di principio
- Il ricorso straordinario per errore materiale o di fatto ai sensi dell'art. 625-bis è esperibile solo dal soggetto condannato con sentenza definitiva; chi è stato assolto non ha legittimazione a proporlo.
- Quando si contesta la decisione della Corte di cassazione con un rimedio straordinario, verificare preliminarmente la propria qualità giuridica (condanna definitiva) per evitare inammissibilità e sanzioni.
- Se l'obiettivo è ottenere la riparazione per ingiusta detenzione (art. 314 c.p.p.), il profilo della legittimazione del ricorrente e la fase processuale sono cruciali: l'assoluzione può escludere l'accesso a certi rimedi straordinari.
- In caso di probabile inammissibilità, valutare alternative (es. azione civile per responsabilità dello Stato, altri rimedi amministrativi o ricorsi nei termini e forme previsti) prima di proporre un gravame straordinario.
- Un ricorso ritenuto infondato o inammissibile può comportare condanna alle spese processuali e sanzione pecuniaria; è quindi importante l'assistenza qualificata e un controllo rigoroso dei presupposti di legittimazione prima del deposito.
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