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Sentenza

Sentenza del 08/04/2016 n. 6865 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ha impugnato due avvisi di accertamento relativi alla TOSAP e alle sanzioni per l'occupazione abusiva di suolo pubblico connessa alla realizzazione di un complesso edilizio. Ha sostenuto: la carenza di motivazione degli avvisi per mancata allegazione o riproduzione dei verbali della Polizia Municipale e dei Carabinieri; l'errata individuazione della data iniziale dell'occupazione; la rilevanza di contratti di appalto che affidavano a terzi la gestione e il deposito del materiale di risulta; e l'erronea attribuzione alla società della soggettività passiva d'imposta.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato integralmente il ricorso. Il primo motivo è stato dichiarato inammissibile perché non trascriveva il contenuto degli avvisi e dei documenti rilevanti e risultava inoltre contraddetto dalla circostanza che alcuni verbali erano stati notificati o già prodotti dalla società. Il secondo e il terzo motivo sono stati dichiarati inammissibili perché miravano a ottenere una nuova valutazione delle prove, attività non consentita in sede di legittimità, e non individuavano correttamente un fatto controverso e decisivo ai sensi dell'art. 366-bis c.p.c. Il quarto motivo è stato ritenuto infondato: la società, titolare della concessione edilizia e beneficiaria dell'occupazione funzionale alla costruzione, è soggetto passivo della TOSAP, anche se aveva affidato a imprese appaltatrici le opere materiali. La società è stata inoltre condannata al pagamento delle spese, liquidate in Euro 11.000,00 in favore del Comune e in Euro 9.000,00 in favore di Tributi Italia S.p.A., oltre accessori.

Norme richiamate

  • D.Lgs. n. 507 del 1993, art. 39

    È soggetto passivo della TOSAP il soggetto che trae utilità dall'occupazione di suolo pubblico. Nel caso concreto, la società proprietaria e titolare della concessione edilizia è stata considerata beneficiaria dell'occupazione, anche se le attività materiali erano svolte da appaltatori.

  • D.Lgs. n. 507 del 1993, art. 51, comma 2-bis, introdotto dal D.Lgs. n. 32 del 2001, art. 6, comma 2, lettera b)

    La contestazione relativa alla motivazione degli atti impositivi e all'allegazione dei documenti probatori deve essere dedotta in modo autosufficiente, consentendo al giudice di verificare il contenuto degli atti e l'eventuale omissione.

  • Art. 360 c.p.c., nn. 3 e 5

    Il ricorso per cassazione può denunciare violazioni di legge o vizi motivazionali nei limiti previsti dalla norma, ma non può trasformarsi in una richiesta di riesame delle prove e dei fatti già valutati dal giudice di merito.

  • Art. 366-bis c.p.c.

    Per i ricorsi soggetti alla disciplina applicabile ratione temporis, i motivi dovevano essere accompagnati da quesiti di diritto o da un'effettiva indicazione del fatto controverso e decisivo. Quesiti generici o diretti a sollecitare una diversa valutazione delle prove non sono sufficienti.

Massime di principio

  • Ai fini della TOSAP, il soggetto passivo non è necessariamente colui che compie materialmente l'occupazione: può essere il titolare dell'attività o dell'intervento edilizio che trae l'utilità principale dall'occupazione.
  • L'affidamento dei lavori a imprese appaltatrici non esclude automaticamente la responsabilità tributaria del committente; può eventualmente determinare una responsabilità solidale o concorrente degli appaltatori.
  • In Cassazione non è possibile ottenere una nuova ricostruzione del quadro probatorio: occorre dimostrare una specifica violazione di legge o un vizio processualmente rilevante, individuando con precisione il fatto decisivo trascurato.
  • Le contestazioni sulla motivazione dell'avviso di accertamento devono indicare e trascrivere, per quanto necessario, il contenuto degli atti e dei documenti su cui si fondano, rispettando il principio di autosufficienza.
  • La prova dell'occupazione abusiva può derivare da verbali della Polizia Municipale, dei Carabinieri, fotografie, sequestri e altri elementi concordanti; il giudice di merito può valutarli complessivamente.
  • Per contestare efficacemente la durata o la superficie dell'occupazione occorre fornire elementi probatori specifici e non limitarsi a proporre una lettura alternativa degli stessi elementi già esaminati dai giudici di merito.

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