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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 17581/2020 del 21/08/2020

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della legittimità dell'occupazione e della procedura espropriativa sui fondi di proprietà della ricorrente (servitù/occupazione per acquedotto), con domanda di indennità per occupazione legittima, risarcimento per occupazione illegittima, nullità del decreto di acquisizione/asservimento. In particolare il ricorrente censura che il decreto di acquisizione "sanante" ex art. 42bis d.P.R. 327/2001 non può essere ritenuto onnicomprensivo delle somme dovute per l'indennità di occupazione legittima (disciplinata dall'art. 20 legge 865/1971 e poi dagli artt. 22bis e 50 del d.P.R. 327/2001), e che quindi l'ARIN/ABC non avrebbe estinto le pretese in favore del proprietario.

La decisione

La Corte di Cassazione, Sezioni Unite, ha accolto i primi due motivi del ricorso (riguardanti la corretta interpretazione dell'art. 42bis e la separazione tra indennità per occupazione legittima e indennizzo ex art. 42bis), ha dichiarato inammissibile il terzo motivo, infondato il quarto e assorbito il quinto. Ha cassato la sentenza del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche e ha disposto il rinvio al medesimo Tribunale in diversa composizione per nuovo esame del merito, applicando i principi di diritto enunciati. In sintesi: il provvedimento di acquisizione sanante ex art. 42bis non esclude di per sé il diritto dell'espropriato all'indennità per il periodo di occupazione legittima; la sentenza di appello dovrà riesaminare le domande alla luce di tali principi (e potrà riprendere la questione della prescrizione in sede di rinvio). La Corte ha altresì disposto la liquidazione delle spese del giudizio di cassazione.

Norme richiamate

  • d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, art. 42bis

    1. Valutati gli interessi in conflitto, l'autorità che utilizza un bene immobile per scopi di interesse pubblico, modificato in assenza di un valido ed efficace provvedimento di esproprio o dichiarativo della pubblica utilità, può disporre che esso sia acquisito, non retroattivamente, al suo patrimonio indisponibile e che al proprietario sia corrisposto un indennizzo per il pregiudizio patrimoniale e non patrimoniale, quest'ultimo forfetariamente liquidato nella misura del dieci per cento del valore venale del bene. ... 3. ... Per il periodo di occupazione senza titolo è computato a titolo risarcitorio, se dagli atti del procedimento non risulta la prova di una diversa entità' del danno, l'interesse del cinque per cento annuo sul valore determinato ai sensi del presente comma.

    L'art. 42bis disciplina l'acquisizione "sanante" e prevede un indennizzo comprensivo del danno patrimoniale (valore venale), di un ristoro non patrimoniale (10%) e di un'indennità risarcitoria per il periodo di occupazione senza titolo (interesse 5% annuo). Tuttavia non contiene né esclude espressamente l'indennità dovuta per il periodo di occupazione legittima, che resta disciplinata dalle norme specifiche sull'occupazione legittima.

  • Legge 22 ottobre 1971, n. 865, art. 20

    "L'ufficio tecnico erariale provvede, su richiesta del prefetto, alla determinazione dell'indennità di occupazione in una somma pari, per ciascun anno di occupazione, ad un ventesimo dell'indennità che sarebbe dovuta per l'espropriazione dell'area da occupare..."

    Disciplina storica dell'indennità per l'occupazione d'urgenza/legittima: stabilisce la misura dell'indennità per ogni anno di occupazione in rapporto all'indennità di espropriazione. Tale indennità sopravvive e si applica anche quando è intervenuto un provvedimento di acquisizione sanante, essendo distinta dall'indennizzo ex art. 42bis.

  • d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, artt. 22bis e 50

    Norme successive/collegate che disciplinano, tra l'altro, aspetti dell'indennità di occupazione e dell'esproprio. L'art. 50 reca la disciplina dell'indennità per l'occupazione (misura in rapporto all'indennità espropriativa). Queste disposizioni mantengono il diritto all'indennità per il periodo di occupazione legittima, distinto dall'indennizzo previsto dall'art. 42bis.

  • R.D. 11 dicembre 1933, n. 1775 (t.u. delle acque), artt. 200 e 201

    Norme procedurali applicabili al processo davanti ai Tribunali delle Acque; richiamate in relazione ai rimedi esperibili e alla disciplina processuale d'appello.

  • Costituzione, art. 111

    Richiamato nel quadro delle impugnazioni consentite contro le sentenze del Tribunale superiore delle acque pubbliche: il ricorso per cassazione è ammesso per violazione di legge, non per tutte le questioni di motivazione.

Massime di principio

  • Il provvedimento di acquisizione "sanante" ex art. 42bis non estingue automaticamente il diritto dell'espropriato all'indennità per il periodo di occupazione legittima: le due voci sono distinte e cumulabili se dovute.
  • L'indennizzo ex art. 42bis comprende: (a) valore venale del bene (pregiudizio patrimoniale), (b) indennizzo non patrimoniale forfettario (10%), (c) risarcimento per occupazione senza titolo normalmente quantificato con interesse del 5% annuo, ma non la specifica indennità per occupazione legittima prevista dalle norme sull'occupazione.
  • In presenza di acquisizione sanante, il giudice deve verificare separatamente l'esistenza e la prescrizione delle singole voci indennitarie (indennità per occupazione legittima vs indennizzo ex art. 42bis).
  • Se il giudice di merito omette di pronunciare su capi della domanda nel rito speciale delle Acque, il rimedio non è la cassazione bensì il ricorso per rettificazione al Tribunale superiore competente (art. 204 r.d. 1775/1933).
  • In ipotesi di occupazione trasformativa e acquisizione dell'area, il proprietario può alternativamente chiedere la restituzione del bene o il risarcimento/perdita per equivalente; l'acquisizione ex art. 42bis è un atto autonomo volto a ripristinare la legalità e soddisfare esigenze pubbliche attuali, ma non è un mezzo per assorbire automaticamente tutte le pretese dell'espropriato.
  • In giudizio le parti devono cura di specificare e documentare le singole voci di danno e le relative modalità di computo; l'amministrazione che invoca l'onnicomprensività del decreto di acquisizione deve dimostrare che tutte le voci (compresa l'indennità per occupazione legittima) sono state effettivamente liquidate.

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