L.R. Valle d'Aosta 31/2022
Interventi regionali per lo sviluppo dell’imprenditoria giovanile, femminile e da parte dei disoccupati di lunga durata nei settori dell’industria e dell’artigianato.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge disciplina contributi regionali una tantum, fino al 60% della spesa ammissibile e comunque entro 80.000 euro, per la costituzione e lo sviluppo di micro, piccole e medie imprese industriali e artigiane con sede operativa in Valle d’Aosta, riservate a giovani, donne e disoccupati di lunga durata. Prevede business plan, spese ammissibili, vincoli di destinazione per 3 anni, revoca e controlli. Vigente dal 1° gennaio 2023.
Interventi regionali per l’imprenditoria giovanile, femminile e dei disoccupati di lunga durata nei settori industria e artigianato
Interventi regionali per l’imprenditoria giovanile, femminile e dei disoccupati di lunga durata
La legge regionale disciplina un sistema di contributi a sostegno di nuove iniziative imprenditoriali nei settori dell’industria e dell’artigianato, limitato al territorio della Regione Valle d’Aosta. La finalità è favorire la creazione e lo sviluppo di imprese promosse da giovani, donne e disoccupati di lunga durata, anche mediante l’utilizzo di fondi europei.
Finalità e ambito soggettivo
I contributi sono destinati alla costituzione e allo sviluppo di micro, piccole e medie imprese industriali e artigiane, in coerenza con la definizione eurounitaria di PMI. Le imprese devono avere sede operativa nel territorio regionale e non possono configurarsi come continuazione di imprese preesistenti.
Rientrano tra i destinatari:
- giovani tra 18 e 35 anni;
- donne;
- disoccupati di lunga durata secondo la normativa nazionale di riferimento.
Ai fini della legge, sono considerate “nuove imprese” non solo quelle di nuova costituzione, ma anche quelle costituite da non più di due anni alla data di presentazione della domanda.
Natura e misura dei contributi
L’agevolazione è concessa come contributo a fondo perduto, una tantum. La misura massima è pari al 60% della spesa ammissibile, nei limiti delle disponibilità di bilancio.
Sono fissati i seguenti limiti economici:
- contributo massimo concedibile: 80.000 euro;
- spesa minima ammissibile: 10.000 euro.
L’agevolazione deve essere concessa nel rispetto della normativa eurounitaria sugli aiuti di Stato. La formulazione originaria faceva riferimento al regime “de minimis”, ma il testo consolidato richiama in generale la disciplina europea vigente.
Cumulo con altre agevolazioni
I contributi regionali possono essere cumulati con:
- i mutui a tasso agevolato previsti dall’articolo 19 della legge regionale 31 marzo 2003, n. 6;
- altre agevolazioni pubbliche concesse per le medesime spese ammissibili.
Resta fermo il divieto di doppio finanziamento e il rispetto della normativa eurounitaria sugli aiuti di Stato.
Requisiti procedurali e business plan
Per accedere al contributo, l’impresa deve presentare alla struttura regionale competente in materia di industria e artigianato un business plan contenente almeno:
- descrizione dell’attività;
- obiettivi perseguiti;
- analisi del mercato di riferimento;
- strategia di marketing;
- organizzazione aziendale;
- strategia di sviluppo;
- proiezione economico-finanziaria.
I soggetti che non dispongono di un business plan possono ricorrere a un servizio di tutoraggio offerto dalla struttura regionale competente in materia di politiche del lavoro e della formazione, nell’ambito degli strumenti del piano triennale degli interventi di politica del lavoro e delle azioni di formazione e orientamento. Tale struttura può avvalersi di soggetti esterni all’Amministrazione regionale individuati con procedure a evidenza pubblica.
Spese ammissibili
Sono ammissibili le spese direttamente collegate all’iniziativa, relative all’acquisizione di beni e alla realizzazione di servizi materiali e immateriali nei settori industriale e artigianale.
In particolare, sono finanziabili se coerenti, funzionali all’attività d’impresa e destinati in via esclusiva all’iniziativa agevolata:
- immobilizzazioni materiali, soprattutto impianti, macchinari e attrezzature;
- immobilizzazioni immateriali, inclusi i costi per la digitalizzazione di processi aziendali, analisi di mercato e consulenze altamente specialistiche.
Sono ammissibili solo le spese documentate da fatture o altri giustificativi con data successiva alla presentazione dell’istanza di contributo.
Procedura di concessione
La domanda di contributo, insieme al business plan, deve essere presentata alla struttura competente, che svolge l’istruttoria anche con il supporto di:
- Finaosta S.p.A.;
- soggetti esperti in valutazione di progetti di investimento, eventualmente selezionati mediante procedure a evidenza pubblica.
Quando è coinvolta Finaosta S.p.A., deve essere stipulata una convenzione che regoli rapporti e compensi per l’attività istruttoria.
La concessione avviene con provvedimento del dirigente della struttura competente, nei limiti degli stanziamenti di bilancio.
Vincoli sui beni finanziati
L’impresa beneficiaria deve mantenere la destinazione produttiva dei beni agevolati e non può alienarli o cederli separatamente dall’azienda per tre anni dalla data di acquisto o di ultimazione dell’iniziativa.
Prima della scadenza del vincolo, l’impresa che intenda alienare i beni o mutarne la destinazione deve presentare istanza alla struttura competente.
Se la struttura autorizza il mutamento di destinazione o l’alienazione anticipata, recupera il contributo concesso con gli interessi legali dalla data di erogazione fino alla restituzione.
Se l’anticipata modifica del vincolo dipende da sopravvenuta impossibilità di mantenere la destinazione dichiarata, gli interessi possono essere ridotti proporzionalmente al periodo di effettivo mantenimento del vincolo, secondo quanto stabilito dalla Giunta regionale.
La restituzione non è dovuta se i beni sono sostituiti con altri della stessa natura, purché la sostituzione sia preventivamente autorizzata dal dirigente competente.
Revoca e conseguenze dell’inadempimento
La revoca, anche parziale, è disposta dal dirigente della struttura competente in caso di:
- dichiarazioni mendaci o false attestazioni;
- mancato rispetto del vincolo triennale sulla destinazione dei beni;
- mancato completamento delle iniziative entro due anni dalla concessione;
- trasferimento dell’attività o cessione delle quote sociali nei primi tre anni di attività, salvo trasferimento/cessione a soggetti rientranti tra i destinatari della legge che proseguano l’impresa;
- attuazione parziale o sostanzialmente difforme rispetto al progetto approvato.
La revoca comporta la restituzione dell’intero contributo, maggiorato degli interessi legali dalla data di erogazione fino alla restituzione; se la revoca è parziale, la restituzione è proporzionata all’inadempimento. Il provvedimento può prevedere la rateizzazione senza ulteriori interessi per un periodo non superiore a dodici mesi.
Se la somma non viene restituita entro il termine fissato, il soggetto inadempiente non può beneficiare di altre agevolazioni previste dalla legge per tre anni dalla comunicazione del provvedimento di revoca; il divieto cessa con la regolarizzazione della posizione debitoria.
Controlli e ispezioni
La struttura competente può effettuare in qualsiasi momento controlli e ispezioni, anche a campione, eventualmente con il supporto di Finaosta S.p.A. o di esperti esterni.
Le verifiche riguardano:
- stato di attuazione delle iniziative;
- rispetto degli obblighi di legge e del provvedimento di concessione;
- veridicità delle dichiarazioni e delle informazioni rese.
I soggetti incaricati hanno libero accesso alla sede, agli impianti e alla documentazione necessaria.
Potestà attuative della Giunta regionale
La Giunta regionale definisce con propria deliberazione i requisiti e gli aspetti procedurali ulteriori per l’accesso ai contributi, compresi:
- entità delle agevolazioni;
- dettaglio delle spese ammissibili;
- modalità e termini di concessione;
- modalità e termini dell’istruttoria;
- diniego e revoca.
La concessione può avvenire anche tramite procedimenti a bando, secondo modalità e termini fissati dalla Giunta, in relazione a eventi che richiedano specifici interventi di rilancio dell’economia regionale.
Abrogazioni e profili finanziari
La legge abroga la precedente disciplina regionale in materia di imprenditoria giovanile e femminile, nonché ulteriori disposizioni regionali correlate.
L’onere complessivo è quantificato in 230.000 euro annui a decorrere dal 2023, con copertura nei pertinenti capitoli di bilancio regionali per spese correnti e in conto capitale. La spesa potrà essere rideterminata con legge di bilancio negli esercizi successivi al 2024, e la Giunta è autorizzata ad apportare le necessarie variazioni contabili.
Entrata in vigore
La legge è entrata in vigore il 1° gennaio 2023.
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