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Legge

L.R. Calabria 15/2002

Norme sulla tutela, il recupero e la promozione dell’artigianato artistico e tipico della

Normativa regionaleL.R. Calabria 15/2002Non più vigente

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge disciplina in Calabria il sostegno all’artigianato artistico e tradizionale: istituisce il contrassegno di origine e qualità, regola botteghe-scuola e maestro artigiano, prevede incentivi per insediamenti, formazione, occupazione e innovazione, oltre a fondi di garanzia e agevolazioni finanziarie. È stata però abrogata dalla l.r. 8 febbraio 2018, n. 5, e non è più applicabile.

Tutela e promozione dell’artigianato artistico e tipico calabrese

Tutela e promozione dell’artigianato artistico e tipico della Calabria

La legge disciplina, per la Regione Calabria, misure di tutela, recupero e valorizzazione dell’artigianato artistico, tradizionale e di servizio. L’impianto normativo è oggi superato perché l’atto è stato espressamente abrogato nel 2018.

Ambito di applicazione e finalità generali

La disciplina regionale si propone di sostenere lo sviluppo dell’artigianato e di valorizzare le produzioni artigiane nelle loro espressioni territoriali, artistiche, tradizionali e di servizio. Le misure riguardano:

  • interventi nel settore dell’artigianato artistico e tradizionale;
  • incentivi per l’insediamento in aree attrezzate e nei centri storici;
  • formazione professionale e occupazione nel comparto.

Artigianato artistico, tradizionale e di “nicchia”

La Regione tutela le lavorazioni artigiane ad alto contenuto artistico mediante l’istituzione di un contrassegno di origine e qualità, destinato sia alle lavorazioni di tradizione consolidata sia alle nuove creazioni ispirate ad esse. È inoltre prevista la promozione di strutture integrate per la produzione artistica non di serie o di serie limitata e il sostegno finanziario alla permanenza delle imprese del settore.

Per l’artigianato di “nicchia” la legge prevede ulteriori strumenti di salvaguardia:

  • istituzione di un elenco di processi produttivi di interesse storico-culturale a rischio di cessazione o scomparsa;
  • ripristino e mantenimento di strutture e attrezzature;
  • sostegno dei redditi degli addetti;
  • promozione e valorizzazione delle produzioni;
  • diffusione didattica tramite pubblicazioni.

Settori tutelati e individuazione delle lavorazioni

I settori espressamente individuati comprendono ceramica, legno, ferro, tessitura, ricamo a mano, oreficeria e, più in generale, tutte le lavorazioni svolte prevalentemente con tecniche manuali, ad alto livello tecnico-professionale, con ausilio di apparecchiature, esclusi i processi integralmente seriali. Sono ricompresi anche i settori artistici, tradizionali e dell’abbigliamento su misura previsti dal DPR 8 giugno 1964, n. 537.

La Giunta regionale, su proposta e previo parere del Dipartimento competente in materia di attività produttive, individua le lavorazioni artistiche meritevoli del contrassegno e definisce le caratteristiche estetiche, merceologiche e di lavorazione richieste alle imprese. Il Consiglio regionale può inoltre ampliare i settori tutelati.

Bottega-scuola e maestro artigiano

Le botteghe-scuola sono le imprese del settore dirette da un maestro artigiano e riconosciute dal Dipartimento competente. Esse svolgono attività formative nello specifico ambito artigianale di riferimento.

L’attestato di maestro artigiano è attribuito al titolare o al socio dell’impresa artigiana del settore artistico o tradizionale che partecipi personalmente all’attività, purché siano presenti:

  • anzianità professionale di almeno dieci anni;
  • adeguata capacità professionale comprovata da titoli, premi, attestati, prove di lavoro, perizia, competenza o attività formative;
  • elevata attitudine all’insegnamento del mestiere, desumibile anche dall’avere avuto apprendisti portati alla qualificazione di fine apprendistato.

Contrassegno di origine e qualità: contenuto e rilascio

Il contrassegno deve riportare la dicitura “Regione Calabria”, la specificazione della lavorazione qualificata come “artistica”, la zona di produzione e le caratteristiche tecnico-tradizionali. Forma e caratteristiche tecniche ed estetiche sono stabilite dalla Giunta regionale su proposta del Dipartimento competente.

Per ottenere il contrassegno, le imprese singole o associate presentano domanda al Dipartimento, allegando:

  • certificato di iscrizione all’albo delle imprese artigiane;
  • relazione dettagliata con documentazione sulle caratteristiche tecniche e merceologiche dei prodotti;
  • descrizione delle tecniche, degli stili tradizionali, del processo produttivo e dei materiali utilizzati.

L’istruttoria deve essere completata entro 60 giorni dalla richiesta di eventuali documenti integrativi. L’uso del contrassegno è concesso con decreto del Presidente della Giunta regionale, pubblicato nel BUR Calabria.

Vigilanza, controlli e revoca

La verifica sull’osservanza dei disciplinari di produzione e sulla rispondenza delle produzioni compete alle Commissioni provinciali dell’artigianato, che propongono al Dipartimento i provvedimenti conseguenti. In caso di irregolarità possono essere adottate prescrizioni, diffide e sospensioni; nei casi più gravi il Dipartimento propone alla Giunta la revoca del decreto di utilizzo del contrassegno.

Le procedure di ricorso sono regolate dalla normativa vigente in materia di ricorsi amministrativi. L’uso illegittimo del contrassegno può comportare una sanzione pecuniaria, nei limiti indicati dalla legge, ferme restando le eventuali norme penali.

Albo regionale speciale delle imprese artigiane

Dopo il decreto di concessione del contrassegno, l’impresa viene iscritta nell’albo regionale speciale delle imprese artigiane operanti nel settore dell’artigianato artistico, tenuto dal Dipartimento. Solo le imprese iscritte possono utilizzare il contrassegno.

Se viene revocato l’utilizzo del contrassegno per perdita dei requisiti, l’impresa è automaticamente cancellata dall’albo speciale.

Funzioni del Dipartimento competente

Le attività di tutela, recupero e promozione dell’artigianato artistico e tipico sono demandate al Dipartimento Attività Produttive della Giunta regionale. Esso, in concertazione con gli enti e le associazioni di categoria maggiormente rappresentative, cura in particolare:

  • la proposta alla Giunta delle lavorazioni e delle aziende meritevoli del contrassegno;
  • la tenuta e l’aggiornamento dell’albo regionale speciale;
  • le proposte di iniziative per migliorare produzione e divulgazione;
  • le altre funzioni affidate dalla Giunta;
  • le proposte al Consiglio per l’integrazione o modifica dei settori tutelati;
  • la vigilanza sull’uso del contrassegno e la proposta delle sanzioni;
  • l’elaborazione dei disciplinari di produzione e dei regolamenti d’uso del marchio collettivo.

Per l’istruttoria delle domande il Dipartimento può sentire i rappresentanti dell’impresa, disporre perizie, sopralluoghi e indagini.

Insediamento in aree attrezzate e nei centri storici

La Regione favorisce l’insediamento dell’artigianato artistico e tradizionale in aree attrezzate e il reinserimento di attività artigiane di servizio nei centri storici, nel quadro delle politiche territoriali e urbanistiche regionali e comunali.

Gli incentivi sono concessi tenendo conto di eventuali misure già previste dalla normativa regionale in materia di assetto del territorio.

Fondo per gli insediamenti: programmi, soggetti e ripartizione

Per finanziare gli interventi è istituito un fondo gestito dalle Amministrazioni provinciali. Ogni anno possono presentare programmi, entro il 31 marzo, i seguenti soggetti:

  • Comuni singoli, associati o consorziati;
  • Comuni con il concorso di imprese singole, associate o consorziate;
  • imprese singole, associate o consorziate.

I programmi possono riguardare:

  • centri integrati per l’artigianato produttivo e di servizio;
  • mantenimento o reinserimento nei centri storici, anche tramite recupero di contenitori dismessi;
  • qualificazione e completamento delle aree artigiane previste dagli strumenti urbanistici, comprese opere per trattamento e smaltimento dei rifiuti.

Il fondo opera come fondo di rotazione per finanziamenti a tasso zero fino a tre anni e per l’azzeramento degli interessi sui mutui fino a cinque anni. È alimentato dalle dotazioni regionali, dagli interessi moratori e dai rientri delle rate. La ripartizione provinciale avviene proporzionalmente agli iscritti nella categoria artigiani, con possibile variazione motivata. L’assegnazione dei fondi deve essere deliberata entro il 31 maggio di ogni anno.

Formazione professionale e occupazione

La Regione programma interventi formativi nel settore artigiano, con particolare attenzione a quello artistico e tradizionale. Il Consiglio regionale definisce, nei piani pluriennali e nei programmi annuali della formazione, le iniziative da assumere sulla base delle richieste e degli elementi forniti dal Dipartimento competente.

La formazione imprenditoriale riceve particolare rilievo, anche con il concorso finanziario di soggetti pubblici e privati. Nei piani possono essere previste anche attività in materia di esportazioni e interventi speciali a sostegno dell’artigianato tradizionale e artistico.

Svolgimento della formazione e incentivi all’occupazione

La Regione favorisce la formazione anche tramite l’alternanza scuola-lavoro, utilizzando aziende o botteghe-scuola in possesso dei requisiti riconosciuti dagli enti delegati alla formazione professionale.

I piani e i programmi formativi prevedono forme di incentivo per l’occupazione nel settore, anche attraverso apprendistato, contratti di formazione-lavoro e botteghe-scuola. Un regolamento regionale deve disciplinare le modalità di attuazione della formazione nelle botteghe-scuola; il termine originario per l’adozione era di 90 giorni dall’entrata in vigore della legge, con previsione di commissario ad acta in caso di inerzia.

La Regione favorisce inoltre l’inserimento nelle aziende artigiane di soggetti appartenenti alle categorie protette.

Incentivi per nuove imprese, ampliamenti e occupazione

La Regione concede agevolazioni a chi ha svolto attività formativa ai sensi della legge per realizzare progetti imprenditoriali. I beneficiari possono essere:

  • imprese individuali o societarie;
  • imprese familiari e cessioni di azienda, se uno o più soggetti hanno svolto la formazione prevista.

Possono accedere ai benefici anche imprese artigiane che intendano ampliare l’attività produttiva assumendo soggetti formati.

Sono inoltre previsti:

  • un contributo pari al 40% del costo della prima annualità per contratti di apprendistato trasformati in contratti a tempo indeterminato;
  • un contributo in conto capitale per l’azzeramento degli interessi su mutui contratti da non più di due anni per lo svolgimento dell’attività artigiana.

Agevolazioni finanziarie, spese ammissibili e garanzie

Le agevolazioni per i progetti d’impresa possono essere concesse come contributi a fondo perduto o mutui agevolati, nei limiti europei di intensità di aiuto e secondo la disciplina regionale di attuazione. Sono ammissibili, tra le altre, le spese per:

  • acquisto di terreni o diritto di superficie;
  • acquisto, ristrutturazione e costruzione di fabbricati, entro il limite massimo del 40% della spesa complessiva;
  • acquisto di impianti, macchinari e attrezzature;
  • acquisto di brevetti, marchi e software;
  • marketing operativo e strategico, studi di fattibilità e progettazioni, entro il 2% delle spese di investimento.

Le garanzie sussidiarie per finanziamenti a medio termine e leasing sono concesse dal Consorzio Fidi.

Fondo di garanzia e strumenti per l’innovazione

La Regione interviene costituendo o potenziando fondi di garanzia presso il Consorzio Fidi promosso dalle associazioni artigiane maggiormente rappresentative a livello regionale. La gestione avviene secondo convenzioni conformi alla normativa nazionale e comunitaria.

Per l’innovazione la Regione si avvale di una società consortile costituita dalle associazioni artigiane maggiormente rappresentative, destinata a interventi innovativi, sperimentali, di sostegno e coordinamento dello sviluppo dell’artigianato artistico e tradizionale. La Giunta approva direttive operative, la società presenta entro aprile una relazione sull’attività svolta e un programma per l’anno successivo, e la Regione può concedere un contributo annuale determinato in base alle disponibilità di bilancio. La Giunta esercita vigilanza e controllo sui programmi e sui progetti esecutivi.

Regime finanziario e attualità della norma

Le spese derivanti dalla legge erano rinviate a successivo atto normativo. Poiché la legge è stata espressamente abrogata, la disciplina non ha oggi applicazione pratica ed è da considerarsi obsoleta per l’uso professionale corrente.

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