Cassazione Penale, Sentenza n. 14532/2026 del 21/04/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente ha chiesto la concessione di misure alternative (semilibertà o affidamento in prova al servizio sociale) per l'espiazione di una pena per il delitto di traffico di droga in elevata quantità commesso nel marzo 2023. Il Tribunale ha riconosciuto elementi positivi (alloggio presso il fratello, attività lavorativa, buona condotta carceraria, assenza di altre condanne, esiti osservazione psicologica che rilevano resipiscenza), ma ha ritenuto che le modalità del reato (rilevanti quantitativi di stupefacente, detenzione anche nell'abitazione, possesso di sette telefoni e due auto di grossa cilindrata) e l'atteggiamento minimizzante del ricorrente facciano emergere una significativa inclinazione a delinquere e la possibilità di ripresa di contatti con ambienti criminali. Per tali ragioni il Tribunale ha giudicato prematuro concedere misure alternative, ritenendo necessaria ulteriore osservazione intramuraria e l'avvio di esperimenti esterni premiali prima di ammissioni alla semilibertà o all'affidamento.
La decisione
Il ricorso contro l'ordinanza del Tribunale di sorveglianza è stato rigettato. La Corte ha ritenuto non illogica né carente la motivazione del Tribunale, confermando che la valutazione negativa circa la meritevolezza del ricorrente si fonda sulle specifiche modalità della condotta criminosa e sui concreti indizi di persistenza di collegamenti con contesti delinquenziali. La Corte ha altresì affermato la legittimità della richiesta, da parte del Tribunale, di un periodo aggiuntivo di osservazione e di esperimenti esterni prima della concessione di misure alternative. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali. Decisione resa il 10 marzo 2026.
Norme richiamate
Giurisprudenza della Corte (Sez. 1, n. 22443 del 17/01/2019)
Il Tribunale di sorveglianza, anche in presenza di elementi positivi nel comportamento del detenuto, può legittimamente ritenere necessari un ulteriore periodo di osservazione e lo svolgimento di esperimenti esterni premiali per verificare l'attitudine del soggetto ad adeguarsi alle prescrizioni, specialmente quando il reato denoti una significativa capacità a delinquere o una contiguità con ambienti delinquenziali.
Massime di principio
- La concessione di misure alternative non dipende esclusivamente dalla buona condotta carceraria: le modalità concrete del reato possono giustificare il diniego se indicano una persistenza della pericolosità sociale.
- Le osservazioni psicologiche che mostrano resipiscenza sono rilevanti ma possono essere valutate insieme alla coerenza del racconto dell'autore e alla sua sincerità: atteggiamenti reticenti o minimizzanti riducono la prova di cambiamento.
- Il Tribunale può richiedere fasi intermedie (osservazione prolungata, esperimenti esterni premiali) prima di concedere semilibertà o affidamento in prova; l'assenza di esperienze esterne lavorative o premiali non obbliga alla concessione immediata del beneficio.
- La presenza di indizi concreti di collegamenti con reti criminali o di condotte volte all'arricchimento illecito (es. grosse quantità di droga, pluralità di telefoni, beni consistenti) giustifica una valutazione più cautelativa.
- La contestazione dell'illegittimità della motivazione del Tribunale deve confrontarsi direttamente con le ragioni poste a fondamento del diniego; censure generiche sulla mancata considerazione della buona condotta sono destinate a fallire se il Tribunale ha motivato sulle specifiche modalità del reato.
- L'assenza di imputazioni associative non esclude la possibilità di ritenere sussistente rischio di ripresa di contatti criminali: il giudizio prognostico si basa su indici concreti, non solo su capi di imputazione formali.
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