Cassazione Penale, Sentenza n. 14537/2026 del 21/04/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Di Pinto impugnava l'ordinanza che aveva respinto la revoca della confisca allargata di un immobile formalmente a lei intestato, sostenendo di essere l'effettiva fornitrice della provvista per l'acquisto (mediante un pagamento effettuato da Criscuolo Claudio), chiedendo l'audizione del teste Criscuolo e l'acquisizione dell'assegno da questi emesso. Contestava inoltre di non essere stata parte nel procedimento contro il coniuge Lizza Ferdinando e di non aver ricevuto la notifica del sequestro, deducendo l'inesattezza della qualificazione della intestazione come fittizia e la prova della propria capacità reddituale.
La decisione
Il ricorso per cassazione è stato rigettato. La Corte ha ritenuto inammissibile la rilettura dei presupposti di fatto già definiti con giudicato in capo a Lizza (condannato), e ha ricordato che il terzo intestatario può solo dimostrare l'effettiva titolarità e la provenienza lecita della provvista. La Corte di appello aveva motivatamente ritenuto non provata la capacità patrimoniale di Di Pinto al momento dell'acquisto (luglio 2004) e l'assenza di tracciabilità del pagamento dal rogito; ha quindi legittimamente escluso la prova testimoniale proposta poiché generica e indeterminata rispetto alle modalità e alla data del versamento. È stato altresì stabilito che le doglianze relative alla mancata partecipazione al processo contro Lizza non impedivano la tutela esperibile avanti il giudice dell'esecuzione. Condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
art. 240-bis cod. proc. pen.
nel caso di condanna per uno dei delitti ivi elencati, incluso quello di cui all’art. 416-bis cod. pen. e art. 74 d.p.r. n. 309 del 1990, è sempre disposta la confisca dei beni e delle altre utilità delle quali il condannato non possa giustificare la provenienza e delle quali abbia la disponibilità, anche per interposta persona, in valore sproporzionato al proprio reddito
la norma legittima la confisca allargata nei confronti del condannato e dei beni nella sua disponibilità anche se formalmente intestati a terzi; il terzo può provare l'effettiva titolarità e la lecita provenienza della provvista, ma non può contestare il giudicato sulla condanna
art. 416-bis cod. pen.
reato 'associazione di tipo mafioso' inserito tra i delitti a cui si applica la confisca di cui all'art. 240-bis; la condanna per tale reato giustifica il sospetto di sproporzione dei beni
art. 74 d.p.r. n. 309/1990
riferimento ai reati in materia di stupefacenti inseriti tra i delitti che possono dar luogo a confisca allargata
art. 194, comma 3 cod. proc. pen.
il testimone deve riferire fatti specifici e determinati; la prova testimoniale può essere esclusa se l'oggetto è generico o indeterminato
art. 499, comma 1 cod. proc. pen.
norme sul contenuto della testimonianza e sui limiti dell'ammissione di prove testimoniali non attinenti o vaghe
art. 606, comma 1 lett. b) ed e) cod. proc. pen.
norme che disciplinano i motivi di ricorso per cassazione (tra cui la viziosità della motivazione); la Corte ricorda i limiti della cognizione di legittimità rispetto alla rilettura dei fatti
art. 666, comma 5 cod. proc. pen.
attribuisce al giudice dell'esecuzione ampi poteri istruttori per valutare la conformità della misura (compresa la possibilità di chiedere la revoca della confisca)
art. 616, comma 1 cod. proc. pen.
norma invocata per la condanna alle spese processuali della ricorrente
Art. 1 Prot. n. 1 CEDU
richiamato il principio di protezione della proprietà; la Corte segnala che le questioni sulla conformità della confisca a tale principio possono essere valutate dal giudice dell'esecuzione
Massime di principio
- Se un bene è stato confiscato a seguito di condanna irrevocabile di una persona, un terzo intestatario non può riesaminare il giudicato sulla condanna: può solo dimostrare l'effettiva titolarità e la lecita provenienza della provvista utilizzata per l'acquisto
- La prova della provenienza lecita della provvista richiede elementi concreti e tracciabili (documenti di pagamento, movimenti bancari, datazione certa); dichiarazioni generiche o indeterminate difficilmente sono ammissibili o persuasive
- La richiesta di audizione di un teste può essere rigettata se l'oggetto della prova è formulato in modo generico o indeterminato: la testimonianza deve essere riferita a fatti specifici e circostanziati
- Le contestazioni sul mancato coinvolgimento del terzo nel processo penale principale non escludono la possibilità di tutela: il giudice dell'esecuzione ha ampi poteri istruttori per valutare la legittimità della confisca e la conformità al Prot. 1 CEDU
- In cassazione il sindacato sulla motivazione è limitato: non è ammessa una nuova valutazione dei fatti o una diversa riconsiderazione delle prove se non in presenza di mancanza, manifesta illogicità o contraddittorietà della motivazione
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