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Sentenza lavoro

Cassazione Civile, Sentenza n. 17433/2022 del 30/05/2022

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Gli eredi chiedevano l'inserimento nello speciale elenco per l'erogazione dei benefici previsti a favore dei familiari delle vittime del dovere e il riconoscimento dei vitalizi spettanti in relazione al decesso in servizio del loro congiunto, il militare Giuseppe D'Alessandro, deceduto il 9 novembre 1971 nel disastro della Meloria. La qualificazione della missione (e delle condizioni operative) come riconducibile all'art. 1, commi 563 e 564 della L. n. 266/2005 e la conseguente spettanza dei benefici furono contestate dal Ministero della Difesa; quest'ultimo ha inoltre impugnato in Cassazione la decisione per l'erronea applicazione delle norme che individuano i superstiti beneficiari (convivenza e dipendenza economica dei fratelli).

La decisione

Il Tribunale di Palermo aveva riconosciuto il diritto agli eredi e condannato il Ministero a corrispondere i vitalizi. La Corte d'appello di Palermo ha confermato l'erogazione dei benefici ritenendo che il volo militare fosse qualificabile come "missione" ai sensi dell'art. 1, comma 564, L. n. 266/2005 (particolari condizioni operative: volo a bassa quota, tecnica diversa per eludere radar, maggior rischio). In Cassazione il Ministero ha proposto due motivi: il primo è stato rigettato (la Corte ha ritenuto corretta l'applicazione della nozione di "missione" e delle "particolari condizioni ambientali o operative" ai sensi della normativa e della giurisprudenza di legittimità); il secondo motivo è stato invece accolto: la Corte ha ritenuto che la Corte di merito non abbia adeguatamente accertato il requisito, previsto dalla normativa dei superstiti (L. n. 466/1980 art. 6 richiamata e sostituita dall'art. 2 comma 1 della L. n. 720/1981), della convivenza e della dipendenza economica dei fratelli. Per tale ragione la sentenza di merito è stata cassata e rinviata alla Corte d'appello di Palermo, in diversa composizione, per un nuovo esame sulla sussistenza di tali requisiti e per la regolamentazione delle spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • L. 23 dicembre 2005, n. 266, art. 1, comma 563

    Elenca attività ritenute pericolose che possono dare diritto automaticamente ai benefici come "vittime del dovere" qualora in esse si verifichino eventi lesivi; non richiede rischio specifico oltre quello inerente alle ordinarie funzioni istituzionali.

  • L. 23 dicembre 2005, n. 266, art. 1, comma 564

    Estende l'equiparazione ai soggetti che abbiano contratto infermità o deceduto in occasione o a seguito di "missioni di qualunque natura" riconosciute dipendenti da causa di servizio per le particolari condizioni ambientali od operative; richiede quindi la prova di una missione e di condizioni operative particolari, ossia situazioni che esorbitano dalle ordinarie modalità di svolgimento del servizio.

  • D.P.R. 7 luglio 2006, n. 243

    Regolamenta termini e modalità di corresponsione delle provvidenze; definisce fra l'altro cosa si intende per "missioni di qualunque natura" (autorizzate dall'autorità) e per "particolari condizioni ambientali od operative" come condizioni che implicano circostanze straordinarie e maggiori rischi rispetto alle ordinarie condizioni di servizio.

  • L. 13 agosto 1980, n. 466, art. 6 (requisiti per i superstiti) e sostituzione operata da L. 720/1981, art. 2, comma 1

    Individua i superstiti beneficiari; per la categoria dei fratelli/sorelle richiede espressamente i requisiti della convivenza e della dipendenza economica rispetto alla vittima, in ragione della natura assistenziale dei benefici.

  • L. 3 agosto 2004, n. 206 e L. 23 novembre 1998, n. 407

    Norme richiamate riguardanti i benefici economici (es. speciale vitalizio) estesi alle vittime del dovere e soggetti equiparati; sono le leggi che disciplinano l'entità e le modalità di erogazione delle provvidenze riconosciute se ricorrono i presupposti di legge.

Massime di principio

  • Distinguere fra art. 1, comma 563 (elenco tipologico di attività pericolose che possono automaticamente dare diritto) e art. 1, comma 564 (equiparazione per missioni che, per particolari condizioni ambientali o operative, espongono a rischi maggiori): la qualificazione ai sensi del comma 564 richiede prova della missione e delle condizioni 'particolari'.
  • La nozione di "missione di qualunque natura" è ampia e va intesa sia in senso straordinario che come qualsiasi incarico autorizzato che rientri nell'ambito dell'attività svolta; occorre però verificare l'autorizzazione e le condizioni operative concrete.
  • Le "particolari condizioni ambientali od operative" vanno interpretate come situazioni che si collocano al di fuori del normale modo di svolgimento dell'attività istituzionale: è sufficiente che l'evento non sia contemplato dalla normale esecuzione del compito.
  • Per i superstiti appartenenti alla categoria dei fratelli/sorelle sono imprescindibili i requisiti di convivenza e dipendenza economica rispetto alla vittima; l'accertamento di tali condizioni è essenziale e non può essere dato per scontato.
  • In giudizio è necessario documentare in modo specifico sia gli elementi che giustificano la qualifica di 'missione' e le condizioni operative particolari (ordine/autorizzazione, modalità operative, rischi specifici), sia la prova della convivenza e dell'effettiva dipendenza economica dei superstiti (residenza comune, apporto economico, documentazione fiscale/assistenza).
  • Il riconoscimento dei benefici ha natura assistenziale e richiede un accertamento fattuale puntuale: le corti di merito devono motivare l'esatta sussistenza dei presupposti normativi e non limitarsi a una mera sussunzione astratta.

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