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Legge

L.R. Toscana 75/2019

Norme per incentivare l’introduzione dei prodotti a chilometro zero provenienti da filiera corta nelle mense scolastiche.

Normativa regionaleL.R. Toscana 75/2019Non più vigente

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge regionale Toscana n. 75/2019 prevedeva progetti pilota e contributi per introdurre nelle mense scolastiche almeno il 50% di prodotti a chilometro zero e da filiera corta, con iniziative di informazione agli utenti. Tuttavia gli articoli centrali sono stati dichiarati incostituzionali e l’art. 1 è stato abrogato nel 2021; la legge è quindi oggi sostanzialmente priva di applicazione utile.

Incentivi per prodotti a chilometro zero e filiera corta nelle mense scolastiche

Incentivi per prodotti a chilometro zero e filiera corta nelle mense scolastiche

La legge regionale della Toscana disciplinava un intervento per favorire l’impiego di prodotti agricoli, della pesca, dell’acquacoltura e alimentari a chilometro zero e provenienti da filiera corta nelle mense scolastiche. Il quadro normativo è oggi sostanzialmente superato, perché l’articolo 1 è stato abrogato e gli articoli 2, 3 e 4 sono stati dichiarati incostituzionali.

Ambito e definizioni

La disciplina individuava come prodotti a chilometro zero quelli la cui produzione e trasformazione della materia, o dell’ingrediente primario in misura superiore al 50%, avvenivano entro i confini amministrativi della Regione Toscana. Per i prodotti freschi della pesca in mare, era richiesto lo sbarco in punti situati in Toscana e la cattura da parte di imbarcazioni iscritte nei registri dei compartimenti marittimi regionali; per l’acquacoltura in mare, la provenienza da impianti collocati nelle acque costiere regionali.

Erano considerati di filiera corta i prodotti provenienti da filiere produttive con non più di un intermediario tra produttore e stazione appaltante.

La legge ricomprendeva inoltre, purché rispettosi dei requisiti di chilometro zero e filiera corta, anche:

  • prodotti biologici;
  • prodotti DOP, IGP, STG e prodotti di montagna riferiti al territorio regionale;
  • prodotti ottenuti con tecniche di produzione integrata;
  • prodotti agroalimentari tradizionali (PAT);
  • prodotti delle razze e varietà locali a rischio di estinzione.

Progetti pilota e contributi

A partire dal 2020, la Giunta regionale poteva finanziare, tramite procedura a evidenza pubblica, progetti pilota volti a introdurre i prodotti indicati nelle mense scolastiche. I progetti dovevano garantire almeno due risultati:

  • somministrazione di pasti preparati utilizzando almeno il 50% di prodotti a chilometro zero provenienti da filiera corta;
  • iniziative di informazione e sensibilizzazione rivolte almeno agli utenti della refezione scolastica.

Potevano presentare i progetti i soggetti pubblici appaltanti che aggiudicavano servizi di refezione scolastica, oppure i soggetti che erogavano direttamente il servizio, anche tramite società a partecipazione pubblica affidatarie.

Una deliberazione della Giunta regionale, da adottare entro 180 giorni dall’entrata in vigore, doveva definire modalità di presentazione, assegnazione, revoca e rendicontazione dei contributi.

Copertura finanziaria

Per finanziare i contributi era autorizzata una spesa di 200.000 euro per il 2020 e di 500.000 euro per il 2021, a valere sulla Missione 16, Programma 01, Titolo 1 del bilancio di previsione 2020-2022. Per gli esercizi successivi la copertura era rinviata alla legge di bilancio.

Regime attuale e abrogazioni

La legge è priva di utilità applicativa attuale perché:

  • l’articolo 1 è stato abrogato dalla l.r. 6 agosto 2021, n. 31;
  • la Corte costituzionale, con sentenza n. 31 del 2021, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale degli articoli 2, 3 e 4;
  • la legge regionale 27 maggio 2002, n. 18, è stata espressamente abrogata dalla disposizione finale.

Di conseguenza, il testo non offre oggi una disciplina operativa realmente utilizzabile.

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