Circolare numero 51 del 22-2-1991
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa circolare integra le istruzioni già fornite con la n. 187 del 31 luglio 1990 in materia di esecuzione delle sentenze che condannano l'Istituto al pagamento di somme a titolo di rivalutazione monetaria per ritardato pagamento di rate di pensione. Viene resa disponibile una tabella con gli indici ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati da gennaio 1971 a dicembre 1990, da utilizzare per determinare i coefficienti di rivalutazione e quantificare gli importi dovuti nei casi in cui la sentenza non sia sufficientemente dettagliata o richiami comunque tali indici.
Criteri per quantificare la rivalutazione monetaria nelle sentenze di condanna dell'Istituto per ritardato pagamento di rate di pensione
Rivalutazione monetaria nelle sentenze di condanna per ritardato pagamento di rate di pensione
La circolare interviene a completamento della n. 187 del 31 luglio 1990, con la quale erano stati fissati i criteri per l'esecuzione delle sentenze di condanna dell'Istituto al pagamento di somme a titolo di rivalutazione monetaria. Il chiarimento riguarda, in particolare, i casi in cui le decisioni giudiziarie non siano abbastanza precise da consentire un'esecuzione autonoma da parte delle Sedi.
Oggetto dell'integrazione
Viene precisato il metodo di calcolo delle somme dovute quando la sentenza non contenga indicazioni sufficientemente esaurienti sulle modalità di quantificazione della rivalutazione monetaria. La disciplina si inserisce nel contesto delle pronunce relative al ritardato pagamento di rate di pensione.
Tabella degli indici ISTAT
La circolare annuncia la predisposizione di una tabella allegata, destinata ad essere aggiornata periodicamente, contenente i valori degli indici ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati.
La tabella copre il periodo:
- da gennaio 1971;
- fino all'ultimo valore disponibile, indicato in dicembre 1990.
Modalità operative per le Sedi
Le Sedi devono procedere alla determinazione dei coefficienti di rivalutazione e alla successiva quantificazione delle somme dovute sulla base degli indici riportati nella tabella, seguendo le istruzioni in essa contenute.
Tale criterio si applica:
- nei casi in cui la sentenza faccia espresso riferimento agli indici ISTAT considerati;
- nei casi in cui la sentenza usi formulazioni diverse ma riconducibili allo stesso parametro, come ad esempio "ex indici del costo della vita".
Finalità pratica
L'intervento mira a rendere uniforme il calcolo della rivalutazione monetaria da parte delle Sedi, assicurando un criterio operativo fondato sugli indici ISTAT aggiornati e applicabile anche alle sentenze formulate in modo non perfettamente tecnico ma sostanzialmente equivalente.
Punti principali
Integrazione delle istruzioni per l'esecuzione delle sentenze
La circolare scioglie la riserva già richiamata nel punto 2 della precedente n. 187/1990, precisando le modalità di calcolo delle somme dovute per rivalutazione monetaria nei casi di ritardato pagamento di rate di pensione. L'obiettivo è consentire alle Sedi di procedere correttamente alla quantificazione quando la sentenza non sia sufficientemente esauriente e non possa essere eseguita autonomamente.
Tabella degli indici ISTAT e aggiornamento periodico
È stata predisposta una tabella allegata contenente il valore degli indici ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati dal mese di gennaio 1971 fino all'ultimo valore disponibile, indicato in dicembre 1990. La tabella sarà aggiornata periodicamente.
Criteri di applicazione da parte delle Sedi
Le Sedi devono utilizzare gli indici riportati nella tabella, secondo le istruzioni in essa contenute, per determinare i coefficienti di rivalutazione e la conseguente quantificazione delle somme dovute. L'applicazione è richiesta non solo quando la sentenza richiama espressamente tali indici, ma anche quando contenga formulazioni equivalenti o riferite al medesimo parametro, ad esempio "ex indici del costo della vita".
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