Cassazione Civile, Sentenza n. 7358/2022 del 07/03/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Le ricorrenti principali impugnano la sentenza di merito accusando: (i) violazione del principio di specificità del petitum e ultravires (perchè la Corte d'appello avrebbe rilevato ex officio la violazione della buona fede oggettiva); (ii) lesione del diritto di difesa e del contraddittorio per mancata previa segnalazione di questioni rilevabili d'ufficio; (iii) errata interpretazione dei contratti del 15.6.1998 e del 18.12.1998 (sostengono che vincolo di esclusiva gravava solo sulle contraenti dirette e non si estendeva a forniture indirette); (iv) illegittima riqualificazione dei contratti come atipici e incompetenza della Corte a mutarne la natura rispetto al giudicato interno; (v) mancata valutazione degli effetti dell'atipicità (in particolare estensione degli obblighi verso soggetti terzi del gruppo); (vi) errori nella quantificazione del danno e nell'utilizzo di fatture/polizze di carico come elementi probatori; (vii) ingiustificata condanna in solido di una società (Italiana Investimenti/Oleifici) non parte del secondo contratto; (viii) vizi procedurali relativi alla prova e alle perizie (c.t.u.). Parallelamente, la ricorrente incidentale (I.B.) deduceva vizi nella mancata estensione temporale dei contratti (rinnovazioni per facta concludentia), omissioni nella liquidazione dei danni (lucro cessante, danno all'immagine, danno valutario), e contestava la mancata condanna della "Casa Olearia Italiana".
La decisione
La Corte di Cassazione ha pronunciato una decisione parziale: ha rigettato la maggior parte dei motivi del ricorso principale, confermando la possibilità per il giudice di merito di interpretare i contratti nella loro portata sostanziale e di integrare obblighi in base al principio di buona fede oggettiva; ha però accolto l'ottavo motivo del ricorso principale (error in iudicando) perché la Corte d'appello aveva condannato in solido l'"Italiana Investimenti e Partecipazioni" per un contratto (18.12.1998) di cui essa non era parte: la Corte di Cassazione ha ritenuto questa imputazione errata e ha cassato la sentenza definitiva limitatamente a quella parte, rinviando la causa alla Corte d'Appello di Lecce in diversa composizione per nuovo giudizio sui profili rimanenti relativi al rapporto tra Italiana Investimenti/Ital Bi Oil e I.B. International. Ha altresì accolto il settimo motivo del ricorso incidentale (relativo alla liquidazione dei compensi per il procedimento cautelare), ritenendo che le liquidazioni per il doppio grado cautelare fossero inferiori ai minimi tariffari applicabili (d.m. n.55/2014) e ha disposto la riformulazione. La Corte ha inoltre disposto che la I.B. International rimborsi le spese di cassazione alla Casa Olearia Italiana, e ha regolamentato questioni sul contributo unificato. In sintesi: esito parziale favorevole ai ricorrenti principali (sul punto di erronea condanna in solido di società non parte) e parziale accoglimento del ricorso incidentale (su liquidazione compensi cautelari); gran parte delle decisioni di merito è stata invece confermata.
Norme richiamate
art. 1372 c.c.
il contratto ha forza di legge tra le parti e non produce effetto rispetto ai terzi
la Corte ha richiamato il principio per affermare che una società estranea a un contratto non può essere tenuta a rispondere obbligazionalmente per quel contratto, salvo diverso titolo giuridico
art. 1175 c.c.
richiamato congiuntamente agli artt.1366 e 1375 per sottolineare l'obbligo di correttezza e buona fede nell'esecuzione dei contratti, che può integrare obblighi non espressi
art. 1366 c.c.
usato come base per l'integrazione interpretativa del contratto secondo buona fede e per l'interpretazione funzionale delle clausole
art. 1375 c.c.
la buona fede nell'esecuzione è fonte legale di integrazione del contenuto contrattuale; la Corte ha ritenuto legittimo al giudice desumere obblighi limitativi per evitare abusi
art. 1748, 2° co. c.c.
citate le pronunce di legittimità per l'affermazione del principio secondo cui le provvigioni 'indirette' spettano in caso di ingerenza nella zona di esclusiva, a prescindere dalla tecnica negoziale
art. 1359 c.c.
richiamato nella parte che discuteva della rinnovazione/condizione sospensiva dei contratti e del possibile avveramento per fatto imputabile alla controparte
art. 360 cod. proc. civ.
commi 1, 3, 4, 10 (richiamati nei motivi di cassazione)
norma-satellitare per le censure di legittimità; la Corte ha applicato i criteri di sindacabilità dei giudizi di merito (errore di diritto, vizio motivazionale, omesso esame di fatto decisivo)
art. 112 cod. proc. civ.
richiamato in relazione al principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato e alle deduzioni processuali
art. 116 cod. proc. civ.
richiamato relativamente agli effetti probatori dell'inottemperanza all'ordine di esibizione; la Corte ha ricordato che la mancata esibizione può essere valorizzata ma la sua non valorizzazione è potere discrezionale del giudice
art. 115 cod. proc. civ. (previgente)
richiamato in relazione alla prova per fatti pacifici: la Corte ricorda che la mancata contestazione non equivale sempre a prova, occorre ammissione espressa o comportamento incompatibile con la contestazione
art. 83 cod. proc. civ.
richiamato in tema di procura alle liti e della sua incorporazione nell'atto: la Corte ha ritenuto sanabile la procura allegata al controricorso purché tempestivamente integrata
art. 462 cod. nav.
richiamato in relazione al valore probatorio delle polizze di carico: la Corte ha ritenuto le polizze idonee a dimostrare il caricamento della merce anche in assenza di firma del caricatore
d.m. n. 55/2014
richiamato per i parametri tariffari degli avvocati nei procedimenti cautelari; la Corte ha ritenuto che la liquidazione fosse inferiore ai minimi applicabili e ha disposto adeguamento
art. 13 d.P.R. n. 115/2002
comma 10 quater e comma 10 bis richiamati
richiamato in tema di contributo unificato e rimborsi: la Corte ha disposto che non erano dovuti ulteriori versamenti nelle ipotesi di parziale accoglimento
Massime di principio
- Il principio di buona fede oggettiva (artt. 1175, 1366, 1375 c.c.) può integrare e, se necessario, limitare il contenuto delle obbligazioni contrattuali per prevenire abusi: il giudice di merito può utilizzarlo nell'interpretazione ed esecuzione del contratto quando ciò rispecchia la sostanza delle vicende fattuali.
- La qualificazione del contratto (tipico o atipico) è questione di merito: il giudice di legittimità sindaca la motivazione ma non sostituisce l'apprezzamento fattuale del giudice di merito se l'interpretazione è plausibile.
- Una società non parte di un contratto non può essere ritenuta responsabile per obblighi derivanti da quel contratto salvo titolo giuridico specifico: la responsabilità in solido richiede fondamento giuridico che leghi la società alla pattuizione.
- Il giudice d'appello può, entro la materia controversa, riqualificare il rapporto negoziale e rilevare questioni rilevabili d'ufficio purché ciò rientri nel contenuto sostanziale della domanda e non violi il contraddittorio; la rilevazione 'a sorpresa' è ammessa quando la questione appartiene al petitum sostanziale.
- La mancata esibizione documentale non determina automaticamente la prova della verità delle circostanze richieste: il giudice ha discrezionalità nel valorizzare l'inottemperanza all'ordine di esibizione ai sensi dell'art.116 c.p.c.
- I risultati di una c.t.u. possono essere integralmente recepiti dal giudice se l'ausiliario ha operato nei limiti delle sue competenze; tuttavia il c.t.u. non può acquisire di ufficio prove relative a fatti non allegati dalle parti o documenti non richiesti senza giustificazione.
- Difetti formali della procura (es. firma illeggibile) possono essere sanati con integrazione tempestiva (replica) e non sempre comportano inammissibilità automatica dell'atto cui la procura accede.
- Nella liquidazione dei compensi per il giudizio cautelare occorre rispettare i minimi tariffari applicabili: la loro violazione può determinare correzione in cassazione.
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