Sentenza n. 5317/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Sentenza del TAR Lazio che aveva annullato il diniego ministeriale dell’istanza di riconoscimento del titolo di specializzazione su posto di sostegno ADSS conseguito in Spagna
Esito
Favorevole al ricorrente (ministero)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La destinataria del provvedimento aveva impugnato il diniego ministeriale adottato sull’istanza presentata ai sensi dell’art. 16, comma 1, d.lgs. n. 206/2007, diretta al riconoscimento del titolo di specializzazione su posto di sostegno ADSS conseguito in Spagna. Il TAR aveva accolto il ricorso e annullato il diniego. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha appellato la sentenza, deducendone l’erroneità, in particolare perché, nelle more del giudizio di primo grado, l’interessata aveva formalmente rinunciato all’istanza di riconoscimento ai fini della partecipazione ai percorsi di specializzazione previsti dall’art. 7 d.l. n. 71/2024, convertito dalla l. n. 106/2024.
La decisione
Il Consiglio di Stato ha accolto l’appello sotto il profilo processuale, annullando senza rinvio la sentenza di primo grado. La rinuncia all’istanza di riconoscimento, presentata il 27 giugno 2025 e documentata dal Ministero, ha fatto venir meno l’interesse concreto e attuale della ricorrente alla decisione sul ricorso contro il diniego. Il sopravvenuto difetto di interesse determina l’improcedibilità del ricorso originario ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a. Il Collegio ha precisato che il rapporto processuale amministrativo resta unitario nei due gradi di giudizio, sicché la sopravvenuta carenza di interesse maturata in appello rileva anche rispetto al ricorso di primo grado. Il Ministero conserva l’interesse a ottenere l’eliminazione della sentenza che aveva annullato il proprio provvedimento di diniego. Le spese del doppio grado sono state integralmente compensate.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
Il sopravvenuto difetto di interesse concreto e attuale comporta la declaratoria di improcedibilità del ricorso; se la carenza di interesse riguarda il ricorso di primo grado e sopravviene in appello, la sentenza impugnata deve essere annullata senza rinvio.
art. 60 c.p.a.
Consente la definizione della causa con sentenza in forma semplificata, previo rituale avviso, anche nell’ambito della camera di consiglio fissata per l’esame della domanda cautelare.
art. 16, comma 1, d.lgs. n. 206/2007
Costituiva la base normativa dell’istanza di riconoscimento del titolo di specializzazione conseguito in Spagna; la sentenza non affronta nel merito i presupposti del riconoscimento.
art. 7 d.l. 31 maggio 2024, n. 71, convertito dalla l. 29 luglio 2024, n. 106
Rileva quale finalità della rinuncia all’istanza di riconoscimento, presentata per partecipare ai percorsi di specializzazione previsti dalla disposizione.
Massime di principio
- La rinuncia dell’interessato all’istanza amministrativa oggetto del provvedimento impugnato può determinare il sopravvenuto difetto di interesse al ricorso contro il diniego, quando renda non più concreta e attuale l’utilità derivante dall’annullamento dell’atto.
- Nel processo amministrativo il rapporto processuale resta unitario nei due gradi di giudizio; pertanto, la sopravvenuta carenza di interesse al ricorso di primo grado, anche se verificatasi durante l’appello, deve essere rilevata dal giudice d’appello e conduce alla declaratoria di improcedibilità della domanda originaria.
- Quando il ricorso di primo grado diviene improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse durante il giudizio d’appello, il giudice d’appello annulla senza rinvio la sentenza impugnata, anche se essa aveva accolto il ricorso e annullato il provvedimento amministrativo.
- L’amministrazione conserva un interesse concreto all’annullamento della sentenza favorevole al privato che abbia eliminato un proprio provvedimento di diniego, qualora una circostanza sopravvenuta abbia fatto venir meno l’interesse del destinatario all’impugnazione del diniego stesso.
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