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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17869/2025 del 12/05/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Si discuteva se alcune condotte (in particolare l'esecuzione di bonifici e il disinvestimento di un fondo) fossero riconducibili a Marcato nonostante il formale trasferimento delle funzioni liquidatorie a Pietro Giunti. Il ricorrente contestava l'attribuzione delle condotte a suo carico: sosteneva che i fatti erano avvenuti durante la gestione di Giunti, che era un mero "prestanome" con scarse capacità cognitive, e che la coincidenza temporale fra l'esecuzione dei bonifici e la registrazione della cessione delle quote non bastava a dimostrare la responsabilità dell'ex liquidatore. La Corte territoriale, investita del rinvio, ha valutato anche una annotazione della Guardia di finanza del 29 luglio 2016, dalla quale emergeva che, immediatamente prima della dismissione delle quote e del trasferimento delle funzioni a Giunti, Marcato aveva personalmente curato il disinvestimento del fondo e aveva versato la provvista sul conto corrente societario, elemento ritenuto decisivo per ricondurre a lui le condotte contestate.

La decisione

In sede di giudizio di rinvio la Corte d'appello di Torino ha ritenuto provata l'effettiva partecipazione di Marcato nelle operazioni finanziarie antecedenti al trasferimento formale delle funzioni, sulla base anche dell'annotazione della Guardia di finanza. Ha riconosciuto le circostanze attenuanti generiche prevalenti rispetto alla contestata aggravante e ha rideterminato la pena in 1 anno e 4 mesi di reclusione, concedendo i benefici della sospensione condizionale della pena e della non menzione, e riducendo la durata delle pene accessorie a due anni.

Massime di principio

  • La mera coincidenza cronologica tra l'esecuzione di atti (es. bonifici) e la formale cessione di quote non è di per sé sufficiente a trasferire automaticamente la responsabilità penale dal soggetto formalmente in carica al precedente amministratore; è necessario dimostrare il controllo effettivo o la concreta partecipazione alle operazioni.
  • Per attribuire ad un precedente titolare (amministratore/liquidatore) atti posti in essere dopo il formale trasferimento delle funzioni occorre prova della sua effettiva direzione o dell'esecuzione materiale degli atti (es. documentazione bancaria, annotazioni investigative, disposizioni dirette).
  • Le annotazioni e le risultanze investigative (es. verbali/GdF) redatte in epoca prossima ai fatti possono assumere valore decisivo se documentano il comportamento materiale del soggetto e collegano temporalmente e causalmente le operazioni economiche al suo intervento.
  • La scarsa capacità cognitiva del soggetto subentrante (prestanome) può essere rilevante per escluderne l'attribuzione degli atti, ma non è automaticamente sufficiente: va valutata alla luce delle prove di fatto che dimostrino chi esercitava effettivamente la gestione.
  • Nella valutazione della responsabilità rileva la distinzione tra potere formale e potere di fatto; il diritto penale richiede una valutazione fattuale dell'esercizio della gestione.
  • La responsabilità può risultare mitigata dal riconoscimento di circostanze attenuanti generiche; tuttavia la concessione di benefici (sospensione condizionale, non menzione) dipende dalla complessiva valutazione della gravità e delle prove.
  • In casi analoghi è consigliabile conservare e produrre documentazione bancaria, prove di istruzioni o disposizioni, e qualsiasi atto che dimostri chi materialmente ha disposto le operazioni finanziarie per chiarire l'attribuzione delle condotte.

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