Sentenza n. 4794/2026 - Milano, Sezione 3
Per l’ottemperanza alla sentenza del Tribunale di Milano n. 3030/2024, depositata il 13.08.2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Milano n. 3030/2024, che aveva condannato il Ministero a mettere a disposizione la carta docente per gli anni scolastici 2021/2022, 2022/2023 e 2023/2024, per euro 500 annui
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha promosso giudizio di ottemperanza per ottenere l’esecuzione della sentenza del Tribunale di Milano n. 3030/2024, depositata il 13 agosto 2024, passata in giudicato e ritualmente notificata, che aveva condannato il Ministero a mettere a disposizione la carta docente, o altro strumento equipollente, per gli anni scolastici 2021/2022, 2022/2023 e 2023/2024, per euro 500,00 annui. Ha dedotto la mancata esecuzione del titolo, chiedendo il pagamento e una penalità di mora. L’ottemperanza non è stata chiesta per le spese del giudizio presupposto, distratte in favore del difensore.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso e dichiarato l’inottemperanza: era decorso il termine dilatorio di 120 giorni previsto per il pagamento e la documentazione, unitamente alle dichiarazioni della ricorrente, dimostrava che non era stato effettuato alcun pagamento, neppure parziale. Il Ministero, pur costituito, non ha contestato il credito nell’an o nel quantum né ha riferito sull’andamento della procedura. Ha ordinato al Ministero di eseguire integralmente il pagamento entro 90 giorni dalla pubblicazione della sentenza. In caso di ulteriore inadempimento, ha nominato commissario ad acta il Direttore della Ragioneria territoriale dello Stato di Milano, Monza e Brianza, con facoltà di delega; il commissario dovrà provvedere entro ulteriori 60 giorni dalla comunicazione dell’inottemperanza, a cura della ricorrente. Ha respinto la richiesta di penalità di mora, ritenendone manifestamente iniqua l’applicazione in considerazione del tempo trascorso dalla notificazione e dal passaggio in giudicato e dell’entità delle somme. Ha condannato il Ministero alle spese del giudizio, liquidate in euro 800,00 oltre accessori, con distrazione in favore del difensore antistatario.
Norme richiamate
art. 14 d.l. 31 dicembre 1996, n. 669, convertito dalla l. 28 febbraio 1997, n. 30
Il Tribunale osserva come, rispetto al titolo della cui ottemperanza si tratta – passato in giudicato e notificato ritualmente - sia decorso il termine dilatorio di 120 giorni per il pagamento, previsto dall’art. 14 del d.l. 31 dicembre 1996, n. 669, convertito dalla legge 28 febbraio 1997, n. 30.
Il termine dilatorio di 120 giorni per il pagamento deve essere decorso prima che possa essere accertata l’inottemperanza al titolo di condanna.
Massime di principio
- Nel giudizio di ottemperanza relativo a un titolo di condanna al pagamento, l’inottemperanza può essere accertata quando il titolo è passato in giudicato e ritualmente notificato, è decorso il termine dilatorio di 120 giorni previsto dall’art. 14 del d.l. n. 669/1996 e l’amministrazione non ha eseguito il pagamento.
- La mancata contestazione, da parte dell’amministrazione costituita, dell’esistenza e dell’ammontare del credito, insieme alla documentazione e alle dichiarazioni della parte ricorrente attestanti l’assenza di pagamenti, consente di ritenere il credito non contestato nell’an e nel quantum.
- Accertata l’inottemperanza, il giudice può assegnare all’amministrazione un termine per adempiere e nominare sin d’ora un commissario ad acta, incaricato di provvedere in caso di ulteriore inerzia.
- La penalità di mora richiesta in sede di ottemperanza può essere negata quando, avuto riguardo al tempo trascorso dalla notificazione e dal passaggio in giudicato del titolo e all’entità delle somme dovute, la sua applicazione risulti manifestamente iniqua.
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