Cassazione Civile, Sentenza n. 36074/2022 del 09/12/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione per cassazione della sentenza di appello che aveva rigettato l'opposizione di Carlo Gea al decreto ingiuntivo: il ricorrente sosteneva la nullità o annullabilità del contratto di installazione di cartelloni pubblicitari per violazione dell'art. 23 C.d.s., chiedeva la restituzione dell'indebito; deduceva altresì inammissibilità indebita delle nuove domande introdotte con la prima memoria istruttoria (art. 183 c.p.c.) e lamentava omessa motivazione circa la prova che tutti i cartelloni fossero stati installati senza autorizzazioni.
La decisione
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha rigettato i tre motivi per le seguenti ragioni: (1) primo motivo inammissibile per difetto di specificità e mancata indicazione chiara di dove e in quali termini fossero state formulate le nuove domande; (2) secondo motivo inammissibile per effetto della cd. 'doppia conforme', non essendo il ricorrente riuscito a dimostrare che la decisione di appello si fondasse su ragioni di fatto differenti da quelle della sentenza di primo grado; (3) terzo motivo inammissibile perché la Corte d'appello ha correttamente ritenuto che l'art. 23 C.d.s., pur imperativo, attiene alla fase esecutiva (comportamento dei contraenti) e prevede sanzioni amministrative, non la nullità del contratto, e inoltre non è provato che la presunta violazione fosse idonea a compromettere la formazione (momento genetico) del contratto. Si è rilevato che l'unica sanzione amministrativa relativa è stata pagata da Pubblidue, la quale si è assunta la responsabilità degli adempimenti esecutivi, senza danno per l'opponente. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali (e notificata la possibile maggiorazione del contributo unificato ai sensi dell'art.13 DPR 115/2002).
Norme richiamate
art. 23 Codice della Strada (d.lgs. n. 285/1992)
La Corte ha ritenuto che la norma sia imperativa ma la sua violazione comporti la sanzione amministrativa ed attenga alla fase esecutiva; non determina di per sé la nullità del contratto salvo che la legge disponga altrimenti o si dimostri che la norma concerne la validità genetica del negozio.
art. 183, comma 6, n. 1 c.p.c.
Disciplina l'ammissibilità di domande nuove contenute nelle memorie istruttorie; la Corte ha ritenuto che le domande siano state dichiarate inammissibili perché non specificamente e tempestivamente formulate.
art. 360, comma 3 c.p.c.
Limiti e requisiti dei motivi di cassazione: i motivi devono essere specifici e confrontarsi con le ragioni della decisione impugnata; l'omessa specificazione rende il motivo inammissibile.
art. 43 legge fallimentare e art. 41 d.lgs. n. 5/2006
L'apertura del fallimento, per le modifiche richiamate, non comporta l'interruzione del processo di legittimità; la Cassazione può quindi proseguire nonostante il fallimento della resistente.
art. 13 d.P.R. 115/2002, comma 1 quater
Prevede l'ulteriore contributo unificato in determinate ipotesi; la Corte ha attestato i presupposti processuali per l'applicazione della maggiorazione nei confronti del ricorrente, se dovuta.
Pronunce della Corte di Cassazione citate (Cass. n. 5372/2003; Cass. n. 27143/2017; Cass. n. 5528/2014; Cass. n. 8320/2022; Cass. n. 15099/2021)
Giurisprudenza richiamata per i principi: distinzione tra norme imperative riguardanti la validità del contratto e norme imperative riguardanti la condotta esecutiva; applicazione del principio della doppia conforme e dei requisiti di specificità per i motivi di cassazione; regole sull'omesso esame di fatti decisivi.
Massime di principio
- La nullità del contratto per violazione di norme imperative si configura solo se la norma tutela la validità del negozio giuridico; la violazione di norme che regolano il comportamento dei contraenti e prevedono sanzioni amministrative non determina automaticamente la nullità, ma può comportare responsabilità e sanzioni.
- Se si vuole sostenere la nullità di un contratto per violazioni amministrative (es. mancanza di autorizzazioni per affissioni), è necessario dimostrare che la violazione è genetica rispetto al contratto, ossia che ha riguardato la formazione dell'accordo e non solo la sua esecuzione.
- Le domande nuove introdotte con memorie istruttorie devono essere formulate in modo chiaro, specifico e tempestivo ai sensi dell'art. 183 c.p.c.; la genericità o la tardività ne comporta l'inammissibilità.
- In sede di cassazione il ricorrente deve riportare con precisione il fatto storico omesso o la motivazione carente e dimostrare la diversità delle ragioni di fatto tra primo e secondo grado per superare il principio della doppia conforme; altrimenti i motivi saranno dichiarati inammissibili.
- Il pagamento da parte della resistente di sanzioni amministrative per violazioni rilevate in fase esecutiva può essere considerato elemento che riduce il preteso danno o la rilevanza della condotta ai fini della nullità contrattuale.
- L'apertura del fallimento della parte resistente non impedisce la prosecuzione del giudizio di legittimità; la Cassazione può decidere anche dopo la dichiarazione di fallimento.
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