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Legge

L.R. Basilicata 12/2010

Istituzione del Parco Urbano delle Cantine di interesse regionale

Normativa regionaleL.R. Basilicata 12/2010Non più vigente

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge istituisce in Basilicata il Parco delle Cantine di interesse regionale, definendone finalità, perimetrazione, criteri di progettazione, procedure di istituzione, gestione e finanziamento di interventi di recupero e valorizzazione. Prevede un programma annuale di interventi, l’affidamento della gestione ai Comuni e una dotazione iniziale per il 2010 pari a 20.000 euro.

Istituzione del Parco Urbano delle Cantine di interesse regionale

Istituzione del Parco Urbano delle Cantine di interesse regionale

La legge disciplina, per la Regione Basilicata, la costituzione e la valorizzazione del Parco delle Cantine di interesse regionale. Il provvedimento mira alla tutela ambientale, al restauro paesaggistico e alla valorizzazione storico-culturale ed economica di insediamenti ipogei e aree connesse.

Finalità e obiettivi

La Regione individua il Parco delle Cantine come strumento per:

  • difendere l’ecosistema e restaurare il paesaggio;
  • ripristinare l’identità storico-culturale dei luoghi;
  • valorizzare in chiave economico-produttiva ecocompatibile le aree interessate;
  • sostenere, in particolare, l’agricoltura urbana.

L’iniziativa si colloca nel quadro della normativa statale sui parchi, con attenzione alla tutela ambientale e alla riqualificazione urbana e periurbana.

Interventi regionali e soggetti coinvolti

Per attuare le finalità della legge, la Regione approva e finanzia programmi di intervento per la realizzazione dei parchi delle cantine in aree di particolare interesse o problematicità. Sono inoltre finanziabili:

  • il recupero di aree degradate;
  • progetti di studio per aree da destinare a parchi delle cantine;
  • iniziative di informazione sui problemi della tutela e del mantenimento dell’ambiente umano e naturale.

L’azione regionale è svolta in raccordo con una Conferenza di servizi istituita presso la Presidenza della Giunta, con la partecipazione dei Dipartimenti Agricoltura e Attività Produttive, delle Province di Potenza e Matera, di UPI, ANCI, dei Comuni interessati, di esperti di viticoltura e marketing turistico e delle organizzazioni professionali agricole, compresa l’Enoteca regionale.

Comitato tecnico-scientifico

È istituito un Comitato tecnico-scientifico con funzioni di consulenza e verifica sull’attuazione della legge. Ne fanno parte:

  • gli Assessori regionali all’Agricoltura e alle Attività Produttive, o loro delegati;
  • i Presidenti delle Province di Potenza e Matera, o loro delegati;
  • un esperto di vitivinicoltura e uno di marketing turistico, nominati dalla Giunta regionale.

Definizione e perimetro del Parco delle Cantine

Il Parco delle Cantine è definito come un sistema di insediamenti ipogei di valore ambientale e paesistico inseriti in contesti naturali rilevanti, destinati anche ad attività ricreative, culturali e del tempo libero, e recuperabili come insieme funzionalmente integrato.

La progettazione deve riguardare tutte le aree strutturalmente rilevanti, includendo anche quelle pubbliche o private necessarie a completare il disegno unitario o a mantenere l’equilibrio ecologico. Il “connettivo” è costituito dal sistema di verde pubblico e dagli spazi di collegamento e connessione, che rappresentano l’elemento portante del parco.

L’area territoriale originaria comprende i Comuni di Rapolla, Barile, Roccanova, Pietragalla, Sant’Angelo Le Fratte, Chiaromonte, Acerenza e Tolve; possono aggiungersi i territori dei comuni che ne facciano richiesta e che presentino i requisiti richiesti dalla legge.

Istituzione e gestione

L’istituzione dei singoli Parchi delle Cantine avviene su proposta del Consiglio comunale interessato, che ne individua la perimetrazione, con delibera della Giunta regionale, previo parere del Comitato tecnico-scientifico.

La gestione è affidata ai Comuni competenti per territorio. La Giunta regionale deve adottare linee guida entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge.

Criteri di progettazione

Nella progettazione dei Parchi delle Cantine devono essere considerati, in particolare:

  • la riqualificazione delle situazioni urbanistiche esistenti, anche mediante nuove realizzazioni;
  • la soluzione dei rapporti con residenza e attività produttive, terziarie e agricole;
  • la fattibilità tecnica ed economica, con attenzione alla suddivisione in fasi e alla manutenzione;
  • l’accessibilità delle strutture e dei collegamenti per i disabili;
  • la massima economicità delle opere;
  • l’uso di materiali naturali e la limitazione delle modificazioni del suolo e del soprasuolo;
  • la leggibilità funzionale e storico-ambientale del sistema.

Programmi di lavoro e interventi di studio

Le amministrazioni locali che richiedono finanziamenti per progetti di studio devono predisporre un programma di lavoro che indichi obiettivi, scelte fondamentali, aree interessate, criticità progettuali, assetti strutturali di partenza e spesa presunta.

I programmi devono essere presentati entro il 31 ottobre di ogni anno alla Giunta regionale, che entro i tre mesi successivi predispone il programma di interventi, nei limiti delle risorse disponibili, sentiti i Comuni interessati e il Comitato tecnico-scientifico, i quali si pronunciano entro 30 giorni dalla richiesta.

Recupero di aree degradate

Sono finanziabili progetti di recupero di aree in degrado ambientale o bisognose di sistemazione e ripristino di ambienti naturali, comprese le opere connesse, nonché altri interventi di risanamento su aree diverse.

Il programma di interventi di recupero è formulato dagli enti locali sulla base di un programma predisposto dai Comuni gestori. Per le aree private, il Comune delibera un atto unilaterale d’obbligo che regola i rapporti con i privati e l’uso delle aree secondo destinazioni compatibili con i recuperi.

L’accesso ai finanziamenti regionali è subordinato alla presentazione dei progetti esecutivi. Il recupero è realizzato dagli enti pubblici proprietari o, se si tratta di aree private, dalle amministrazioni comunali. La procedura prevista è esclusiva per i progetti inseriti nel programma di interventi di recupero.

Gestione del parco e piano triennale

L’ente gestore cura il sistema del connettivo e coordina le realizzazioni e le attività nel parco. La gestione del connettivo può essere affidata, in tutto o in parte, ad associazioni, privati o altri soggetti mediante convenzione.

Ogni ente gestore deve predisporre un piano di attuazione e gestione con validità triennale, articolato in programmi annuali. Il piano attua anche le previsioni urbanistiche e i progetti esecutivi e disciplina:

  • le fasi di attuazione;
  • la manutenzione, le attrezzature e l’ambiente;
  • gli interventi culturali, educativi e sportivi per l’uso sociale del parco, da realizzare in collaborazione con l’Enoteca regionale e con quella provinciale competente.

Copertura finanziaria

Per l’anno 2010 gli oneri della legge sono quantificati in 20.000 euro e sono coperti mediante prelevamento dal Fondo speciale per spese correnti relativo a provvedimenti legislativi regionali approvati successivamente al bilancio. Per gli esercizi successivi, la copertura è demandata alle rispettive leggi di bilancio.

Entrata in vigore

La legge è dichiarata urgente ed è entrata in vigore il giorno successivo alla pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Basilicata.

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