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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 4662/2021 del 22/02/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

L'Impresa Pizzarotti chiedeva il risarcimento dei danni contro lo Stato per responsabilità civile dei magistrati in relazione alla concessione della provvisoria esecuzione di un decreto ingiuntivo nonostante fosse negato il fumus boni iuris e subordinata al deposito di una cauzione. Dopo che la cauzione prestata risultò inefficace e le controparti fallirono, la ricorrente sostenne che il provvedimento giudiziale colposo aveva cagionato il danno. I giudici di merito avevano riconosciuto la colpa del magistrato ma avevano escluso il nesso di causalità ritenendo che la condotta del creditore ingiungente, che aveva prodotto una fideiussione non valida e con condotta ritenuta dolosa, avesse interrotto la catena causale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il primo motivo di ricorso ritenendo errata la qualificazione giuridica del nesso causale fatta dalla Corte d'appello. La Cassazione ha stabilito che la condotta dolosa del creditore non interrompe il nesso causale a meno che tale condotta sia autonoma, eccezionale ed atipica rispetto alla serie causale già in atto; al massimo la condotta dolosa può rilevare per la determinazione dell'entità del danno. La sentenza impugnata è stata cassata e la causa rinviata alla Corte d'Appello di Ancona in diversa composizione per nuovo esame nel merito conformemente al principio di diritto enunciato.

Norme richiamate

  • art. 648 cod. proc. civ.

    La concessione della provvisoria esecuzione richiede il fumus boni iuris e la corrispondenza della cauzione; la giurisprudenza costituzionale è stata interpretata come affermante che la verifica della corrispondenza della cauzione deve precedere la concessione della provvisoria esecuzione

  • art. 40 cod. pen.

    Riferimento per l'analogia con la causalità penale nella ricostruzione della causalità materiale in sede civile

  • art. 41 cod. pen.

    Principio usato per valutare l'interruzione della catena causale: il nesso è interrotto solo se la causa sopravvenuta è autonoma, eccezionale e atipica e da sola idonea a determinare l'evento

  • legge 13 aprile 1988, n. 117, art. 2 comma 3 lett. a)

    Norma che definisce la responsabilità dei magistrati per condotte gravemente colpose, indicata come base per l'azione risarcitoria contro la Presidenza del Consiglio

  • art. 2055 cod. civ.

    Riferimento secondo il quale la condotta dolosa di un altro soggetto può concorrere nella produzione del danno e fondare una responsabilità concorrente, senza per questo escludere la responsabilità del magistrato

  • art. 2043 cod. civ.

    Fondamento generale della responsabilità extracontrattuale, richiede nesso causale tra condotta illecita e danno

  • art. 1223 cod. civ.

    Norma rilevante per la delimitazione dell'entità del danno risarcibile in relazione alla causalità giuridica

  • Corte Cost., sent. 2 maggio 1984, n. 137

    Giurisprudenza costituzionale richiamata per sostenere che la verifica della corrispondenza della cauzione all'entità degli oggetti deve precedere la concessione della provvisoria esecuzione

  • Corte Cost., ord. 25 maggio 1989, n. 295

    Decisione citata a sostegno del principio che l'art. 648 c.p.c. richiede il fumus boni iuris per la provvisoria esecuzione

Massime di principio

  • La concessione della provvisoria esecuzione, se difforme dal principio del fumus boni iuris e dalle prescrizioni sull"adeguatezza della cauzione, può integrare colpa grave del giudice e quindi essere fonte di responsabilità civile.
  • In sede civile l"accertamento del nesso causale segue la regola della 'preponderanza dell"evidenza': una causa sopravvenuta interrompe la catena causale solo se è autonoma, eccezionale ed atipica e da sola idonea a produrre l"evento dannoso.
  • La condotta dolosa di un terzo che concorre alla produzione del danno non esclude automaticamente la responsabilità del primo autore colposo; essa può invece incidere sulla quantificazione e sulla ripartizione delle responsabilità tra i soggetti coinvolti.
  • Il giudice chiamato a valutare la responsabilità per atti giudiziari deve applicare correttamente i criteri di causalità (conditio sine qua non e regolarità causale) e motivare la sussunzione giuridica dei fatti, pena la cassazione.
  • In caso di provvisoria esecuzione subordinata a cauzione, la verifica dell"idoneità della cauzione è un elemento rilevante; la mancata verifica preventiva può essere rilevante ai fini della responsabilità giudiziaria.

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