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Ordinanza

Ordinanza n. 87/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 5

per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia sezione staccata di Lecce n. 1429/2025, resa tra le parti;

Giustizia amministrativa202509807

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: Sentenza del TAR Puglia, sezione staccata di Lecce, n. 1429/2025, relativa a una procedura di affidamento di lavori per il contrasto del dissesto idrogeologico

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (imprese appellate)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L’amministrazione appellante ha proposto appello contro la sentenza del TAR Puglia, chiedendone incidentalmente la sospensione dell’efficacia ai sensi dell’art. 98 c.p.a. Il testo non specifica i motivi di appello né il contenuto puntuale della sentenza impugnata. La domanda cautelare è stata esaminata in vista dell’udienza di merito fissata per il 5 marzo 2026, considerando la possibilità di eseguire i lavori nelle more e l’incidenza degli effetti della sentenza sull’interesse pubblico connesso al rischio idrogeologico.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto l’istanza cautelare. Ha ritenuto che, nelle more dell’udienza di merito, i lavori potessero essere eseguiti in attuazione della sentenza impugnata e che quanto già realizzato non fosse ostativo al subentro. Ne deriva che l’amministrazione può comunque assicurare la cura dell’interesse pubblico relativo al rischio idrogeologico e che gli effetti della sentenza non determinano un pregiudizio per tale interesse. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 98 c.p.a.

    La disposizione è richiamata quale base processuale della domanda incidentale di sospensione dell’efficacia della sentenza impugnata.

Massime di principio

  • La sospensione cautelare della sentenza impugnata può essere negata quando, nelle more della decisione di merito, l’attività amministrativa e l’esecuzione dei lavori possono comunque proseguire senza pregiudicare l’interesse pubblico dedotto dall’amministrazione.
  • Nella valutazione cautelare dell’appello, l’assenza di un pregiudizio concreto e attuale all’interesse pubblico, unitamente alla fissazione ravvicinata dell’udienza di merito, giustifica il rigetto dell’istanza di sospensione.

Come è indicizzato

MaterieTutela cautelareGrandi opere e infrastrutture strategiche
RamiProcesso amministrativoDemanio e patrimonio pubblico
IstitutiTutela cautelarePonderazione degli interessi e interesse pubblico

Testo integrale

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