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Cassazione Civile, Ordinanza n. 22079/2026 del 27/06/2026

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (pubblica amministrazione)

La controversia

La controversia nasce da due ricorsi riuniti proposti dalla proprietaria di alcuni terreni occupati dal Comune per la realizzazione di strade comunali e poi oggetto di acquisizione sanante ex art. 42-bis del d.P.R. n. 327/2001. La Corte d'appello aveva accolto le domande, liquidando in favore della proprietaria un importo per il pregiudizio patrimoniale, uno per il pregiudizio non patrimoniale e un importo per l'occupazione illegittima dal 17 giugno 1990 al 20 settembre 2021. Il Comune ha proposto ricorso per cassazione con cinque motivi: 1) violazione degli artt. 112 e 91 c.p.c., sostenendo che il primo ricorso della controparte riguardasse un atto endoprocedimentale e che, riuniti i giudizi, la Corte avrebbe dovuto dichiararne l'inammissibilità e regolare le spese separatamente; 2) violazione dell'art. 42-bis d.P.R. n. 327/2001, perché la Corte avrebbe incluso nel valore liquidato anche quello delle strade pubbliche realizzate sul bene; 3) violazione degli artt. 2934, 2947 e 2948 c.c., per avere riconosciuto l'indennità per occupazione illegittima per l'intero periodo senza accogliere l'eccezione di prescrizione quinquennale; 4) violazione dell'art. 92 c.p.c., per mancato riconoscimento della soccombenza reciproca; 5) violazione dell'art. 91 c.p.c. e dell'art. 5 d.m. n. 55/2014 sulla liquidazione delle spese, che sarebbero state calcolate su uno scaglione non corretto.

La decisione

La Corte di cassazione ha respinto il primo e il terzo motivo, ha accolto il secondo motivo e ha dichiarato assorbiti il quarto e il quinto. Ha quindi cassato l'ordinanza della Corte d'appello e rinviato alla Corte d'appello di Catanzaro in diversa composizione anche per la liquidazione delle spese del giudizio di legittimità. La censura sull'inclusione del valore delle opere pubbliche nel quantum è stata ritenuta fondata perché, nell'acquisizione sanante, non deve essere computato il valore dell'opera pubblica realizzata dalla PA sul bene; la censura sulla prescrizione è stata invece respinta perché il diritto all'indennizzo ex art. 42-bis sorge con il decreto di acquisizione e la componente per occupazione illegittima è liquidata unitariamente ex nunc, non come crediti periodici autonomamente prescrivibili anno per anno.

Norme richiamate

  • art. 42-bis d.P.R. n. 327/2001

    non retroattivamente; a valori attuali; 5 percento annuo

    L'acquisizione sanante produce effetti ex nunc e comporta una liquidazione unitaria dei pregiudizi patrimoniale e non patrimoniale, oltre alla componente forfettaria per l'occupazione senza titolo. Il valore dell'opera pubblica realizzata dalla PA sul bene non va computato nel ristoro dovuto al proprietario.

  • art. 112 c.p.c.

    La censura è stata respinta perché non vi era un vizio di omessa pronuncia: la domanda era unica, pur se introdotta con due ricorsi riuniti.

  • art. 91 c.p.c.

    Le censure sulle spese sono state assorbite dall'accoglimento del secondo motivo; quanto al primo motivo, la separata regolazione delle spese non era necessaria perché non vi erano plurime cause autonome ma un unico giudizio sostanziale.

  • art. 366 n. 6 c.p.c.

    Il ricorrente che deduca il carattere endoprocedimentale del provvedimento deve trascrivere il documento su cui fonda la censura, altrimenti il motivo è privo di specificità e autosufficienza.

  • art. 2934 c.c.

    La prescrizione non opera sull'indennizzo ex art. 42-bis per l'occupazione illegittima, poiché il diritto sorge con il decreto di acquisizione e non come serie di rate periodiche autonome.

  • art. 2947 c.c.

    Inapplicabile la prescrizione quinquennale tipica del risarcimento del danno, poiché la componente per occupazione senza titolo è una voce indennitaria unitaria e non un credito risarcitorio periodico.

  • art. 2948 c.c.

    Non si tratta di prestazioni periodiche soggette alla prescrizione breve, ma di una voce indennitaria liquidata in blocco al momento dell'acquisizione.

  • art. 92 c.p.c.

    La doglianza sulla soccombenza reciproca è stata assorbita dall'accoglimento del motivo principale.

  • art. 5 d.m. n. 55 del 2014

    La censura sulla corretta determinazione dello scaglione per le spese è stata assorbita.

  • art. 380-bis c.p.c.

    La causa è stata trattata in adunanza camerale.

Massime di principio

  • Nel giudizio di opposizione alla stima o di liquidazione dell'indennizzo da acquisizione sanante, il giudice deve determinare il quantum effettivamente dovuto con giudizio di cognizione piena sul rapporto, non limitandosi al controllo formale del provvedimento amministrativo.
  • L'acquisizione sanante ex art. 42-bis d.P.R. n. 327/2001 opera con efficacia ex nunc: il diritto dell'ablato all'indennizzo nasce con il decreto di acquisizione e la relativa liquidazione va effettuata unitariamente, comprensiva della componente patrimoniale, non patrimoniale e dell'occupazione senza titolo.
  • Nella liquidazione ex art. 42-bis non va computato il valore dell'opera pubblica realizzata dall'amministrazione sul bene occupato, poiché il ristoro riguarda il pregiudizio subito dal proprietario e non il costo o il valore dell'intervento pubblico.
  • La voce indennitaria per l'occupazione senza titolo prevista dall'art. 42-bis non costituisce un credito periodico autonomamente esigibile anno per anno, ma una componente forfettaria del ristoro complessivo da liquidare al momento dell'acquisizione; perciò non si applica la prescrizione breve delle prestazioni periodiche.
  • Chi deduce in cassazione il carattere endoprocedimentale di un atto deve indicare e trascrivere il contenuto del documento rilevante, altrimenti la censura difetta di specificità e autosufficienza.
  • Quando due ricorsi riguardano in realtà la medesima domanda sostanziale, la riunione non impone una separata regolazione delle spese come se si trattasse di cause autonome.

Come è indicizzato

MaterieContratto preliminareProveSpese di lite
RamiImmobiliareProcesso civile
IstitutiOnere della provaPrescrizione

Testo integrale

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