L.R. Molise 2/2016
Partecipazione della Regione Molise alla formazione e all'attuazione della normativa e delle politiche dell'Unione europea
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge disciplina, per la Regione Molise, le modalità di partecipazione alla formazione del diritto dell’Unione europea, l’adeguamento dell’ordinamento regionale, i controlli di sussidiarietà, la sessione europea annuale, la legge europea regionale, la gestione di programmi e aiuti di Stato, l’informazione istituzionale e le forme di cooperazione europea. Entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione ed è stata emendata dal 17 febbraio 2016 per l’art. 11.
Partecipazione della Regione Molise alla formazione e attuazione del diritto UE
Partecipazione della Regione Molise alle politiche e al diritto dell’Unione europea
La legge disciplina, per la Regione Molise, gli strumenti di partecipazione alla formazione e all’attuazione della normativa e delle politiche dell’Unione europea. Il provvedimento si inserisce nel quadro della Costituzione, dello Statuto regionale e della legge statale n. 234/2012, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo europeo della Regione e assicurare coordinamento tra Assemblea legislativa e Giunta.
Finalità generali e principi di cooperazione
La Regione si impegna a promuovere l’integrazione europea, la diffusione delle iniziative dell’Unione tra soggetti pubblici e privati e la partecipazione a programmi e progetti europei. L’azione regionale deve avvenire nel rispetto dei principi di attribuzione, sussidiarietà, proporzionalità, efficienza, partecipazione democratica, trasparenza e leale collaborazione.
Cooperazione interistituzionale e flussi informativi
Assemblea legislativa e Giunta regionale devono informarsi reciprocamente e tempestivamente sulle attività svolte, per favorire una posizione unitaria della Regione su progetti e atti collegati all’Unione europea. La Giunta deve riferire all’Assemblea su decisioni della Commissione e del Consiglio UE che impongano adeguamenti, osservazioni inviate ai sensi della legge n. 234/2012, iter degli atti regionali, esiti delle riunioni del Consiglio UE, atti adottati per l’attuazione degli obblighi europei, eventuali ricorsi, lavori dei gruppi del CIAE e oneri finanziari connessi. Deve inoltre comunicare le informazioni ricevute dal Governo su contenzioso, sessioni europee della Conferenza Stato-Regioni, atti iscritti all’ordine del giorno del Consiglio europeo e del Consiglio UE, recepimenti regionali delle direttive e stato di conformità dell’ordinamento interno. È prevista assistenza documentale e informativa all’Assemblea secondo modalità concordate.
Attuazione del diritto UE e prevenzione delle infrazioni
La Regione deve dare tempestiva attuazione, nelle materie di propria competenza, alle direttive e agli altri obblighi derivanti dal diritto dell’Unione europea. La Giunta verifica costantemente la conformità dell’ordinamento regionale e trasmette entro il 15 gennaio di ogni anno una relazione alla Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per le politiche europee. La Regione adotta ogni misura necessaria per prevenire o rimuovere violazioni che possano determinare procedure di infrazione.
Partecipazione alla formazione del diritto dell’Unione europea e sussidiarietà
La Regione può formulare osservazioni su progetti di atti normativi europei e sugli atti preparatori, quando incidano su materie regionali. Le osservazioni sono formulate dal Consiglio regionale e trasmesse, entro 30 giorni dal ricevimento degli atti da parte delle Conferenze, dal Presidente della Giunta al Governo; se l’Assemblea non provvede entro 20 giorni, interviene la Giunta nei successivi 10 giorni. Il Presidente della Giunta può invitare alla richiesta di riserva di esame in Consiglio UE e può richiedere la convocazione della Conferenza Stato-Regioni per l’intesa. La Regione partecipa ai gruppi di lavoro previsti dalla legge n. 234/2012 con propri rappresentanti.
Per il controllo del principio di sussidiarietà, l’Assemblea legislativa può inviare alle Camere osservazioni sui progetti di atti legislativi europei. Gli esiti vanno comunicati alla Giunta e alla Conferenza dei Presidenti delle assemblee legislative; la Giunta può segnalare questioni rilevanti e il Consiglio può aderire alla rete di controllo istituita dal Comitato delle Regioni.
Sessione europea regionale e rapporto annuale
Entro il 30 giugno di ogni anno l’Assemblea legislativa si riunisce in sessione europea per esaminare il disegno di legge europea regionale, il programma legislativo annuale della Commissione europea, la relazione sulla conformità dell’ordinamento regionale e il rapporto annuale sulla partecipazione della Regione alle politiche UE. La sessione può includere consultazioni con enti locali, università, autonomie funzionali e parti sociali ed economiche e si conclude con una risoluzione dell’Assemblea.
Entro il 30 aprile di ogni anno la Giunta trasmette un rapporto sulle attività svolte, includendo stato dei programmi cofinanziati, iniziative per l’anno in corso, orientamenti su atti europei, posizioni in Conferenza Stato-Regioni, lavori di Comitato delle Regioni e CIAE, bandi e progetti approvati, stato dei POR cofinanziati e procedure di infrazione imputabili alla Regione.
Legge europea regionale
La legge europea regionale è lo strumento ordinario di adeguamento dell’ordinamento regionale a quello europeo. È predisposta dalla Giunta, reca nel titolo l’indicazione “Legge europea regionale” con l’anno di riferimento e viene approvata dall’Assemblea in sessione europea. Essa può recepire direttive, dare esecuzione ai regolamenti UE, attuare sentenze della Corte di giustizia e decisioni della Commissione, modificare o abrogare norme regionali incompatibili, individuare atti attuabili in via regolamentare o amministrativa, disciplinare l’attuazione di programmi cofinanziati e prevedere direttamente sanzioni amministrative o nuovi organi se necessari per l’adempimento europeo. Il disegno di legge va presentato entro il 30 marzo, accompagnato da una relazione sullo stato di attuazione della legge precedente e sulle direttive da recepire o già non bisognose di ulteriori atti perché direttamente applicabili, già conformi o già attuate dallo Stato. Restano comunque possibili misure di attuazione in altre leggi regionali quando vi siano urgenze o scadenze anteriori.
Decisioni UE, impugnazioni e contenzioso
Su richiesta delle Commissioni consiliari competenti, la Giunta riferisce sulle conseguenze delle decisioni della Commissione europea e del Consiglio UE che impongano adeguamenti. L’Assemblea può indirizzare la Giunta sull’esecuzione delle decisioni o sulla loro eventuale impugnazione. In materia di atti normativi europei ritenuti illegittimi, la Giunta può richiedere al Governo e alla Conferenza Stato-Regioni l’impugnazione; l’Assemblea può sollecitare tale iniziativa e viene informata sugli esiti dei ricorsi. È prevista anche la partecipazione dell’Assemblea alla richiesta di attivazione del controllo giurisdizionale sul rispetto della sussidiarietà.
Partecipazione a programmi, progetti e cooperazione territoriale
La Regione partecipa a piani, programmi e progetti promossi dall’Unione europea. L’Assemblea delibera gli atti di programmazione degli interventi regionali cofinanziati e le modifiche sostanziali, intese come spostamenti o mutamenti di priorità strategiche e delle risorse collegate. La Giunta riferisce sull’andamento delle negoziazioni con Stato e Commissione europea e trasmette nuovamente gli atti al termine del negoziato. La Regione promuove inoltre la conoscenza delle attività UE e favorisce la partecipazione di enti locali, soggetti pubblici e privati.
La Regione promuove partenariati istituzionali, adesioni associative e cooperazione stabile con enti territoriali di altri Stati membri, per interessi comuni economici, culturali, sociali, sanitari, turistici e ambientali. L’Assemblea può adottare iniziative per valorizzare la posizione del Molise nell’area euro-adriatica e le prospettive di libero scambio.
Informazione ai cittadini e accesso alle opportunità europee
La Regione deve rendere accessibili ai cittadini, tramite i propri sistemi informativi, tutte le informazioni sui bandi per l’assegnazione di fondi europei. La Giunta informa regolarmente l’Assemblea sull’attuazione delle politiche europee, con particolare riguardo a partecipazione a bandi, bandi elaborati per programmi europei e iniziative di partenariato europeo.
Aiuti di Stato
Quando un regime di aiuti è contenuto in un atto di competenza del Consiglio regionale, la Giunta notifica alla Commissione europea i progetti di legge, regolamenti e atti amministrativi che istituiscono o modificano aiuti di Stato soggetti a notifica. Una scheda sintetica è trasmessa anche alla Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per le politiche europee. La notifica è effettuata dal Presidente della Giunta su proposta della commissione consiliare competente, secondo le procedure europee, la legge n. 234/2012 e il regolamento interno; l’iter consiliare si conclude dopo l’autorizzazione della Commissione europea. Se il testo viene modificato introducendo o alterando aiuti di Stato, si ripete la procedura. Per gli atti di competenza della Giunta sono previste disposizioni analoghe. È istituita una banca dati regionale sugli aiuti di Stato, accessibile telematicamente all’Assemblea.
Rappresentanza regionale negli organismi europei
La Regione propone alla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome i propri rappresentanti nel Comitato delle Regioni; il Presidente dell’Assemblea propone i consiglieri regionali per la rappresentanza delle assemblee legislative. L’Assemblea deve essere informata della designazione di propri componenti o di componenti della Giunta presso organismi europei in rappresentanza delle Regioni italiane entro la prima seduta utile e comunque non oltre 20 giorni dalla nomina. L’obbligo informativo vale anche per designazioni tramite associazioni delle autonomie regionali. Dopo l’assunzione delle funzioni, le Commissioni consiliari possono chiedere l’audizione dei rappresentanti regionali.
Organizzazione amministrativa e supporto tecnico
Gli uffici regionali assicurano il collegamento tecnico, amministrativo e operativo con le istituzioni europee, svolgendo attività di informazione, supporto agli organi politici e ai rappresentanti regionali, raccordo con la Rappresentanza permanente d’Italia presso l’UE, consulenza per enti e imprese, studi sulla normativa europea, coordinamento delle relazioni con istituzioni ed enti per progetti e programmi UE, formazione in affari europei e europrogettazione, oltre a ogni altra attività funzionale. Assemblea e Giunta adeguano le proprie strutture organizzative e stabiliscono d’intesa modalità di informazione, cooperazione e accesso alle banche dati europee.
Clausola valutativa, abrogazioni e disciplina finale
Decorsi due anni dall’entrata in vigore e poi con cadenza biennale, Giunta e Commissione consiliare competente presentano all’Assemblea una relazione sull’attuazione della legge, con particolare riferimento alla partecipazione alla formazione degli atti UE e all’informazione sulle politiche europee. Sono abrogate le precedenti leggi regionali in materia di partecipazione agli atti dell’UE e della Commissione speciale per gli affari comunitari. Per quanto non disciplinato, si applicano le norme statali e il regolamento interno dell’Assemblea.
Regime finanziario ed entrata in vigore
L’attuazione della legge non comporta oneri a carico del bilancio regionale. La legge entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione Molise. L’articolo 11 risulta in vigore dal 17 febbraio 2016.
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