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Sentenza

Sentenza del 16/07/2018 n. 219 - Comm. Trib. Prov. Savona

Ires e altro - Fatture per Operazioni Inesistenti parzialmente - Identità dei responsabili di distinte società di capitale - Prestazioni rese vicendevolmente - Carenza della necessità del ricorso alle dette prestazioni - Elementi presuntivi - Sussistenza

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'Amministrazione ha ritenuto che due società di capitali, riconducibili ai medesimi familiari (fratello e sorella), si fossero fatturate reciprocamente prestazioni non adeguatamente descritte nelle fatture e non analiticamente dimostrate. Secondo la ricostruzione, tali prestazioni non risultavano necessarie dal punto di vista imprenditoriale e l'interposizione di due distinti soggetti giuridici appariva funzionale all'abbattimento dell'imponibile IRES e al conseguimento di un indebito risparmio fiscale. Gli elementi presuntivi sono stati quindi ritenuti idonei a configurare fatture per operazioni oggettivamente parzialmente inesistenti.

La decisione

Il ricorso del contribuente è stato respinto, con conferma della ripresa fiscale. È stata ritenuta legittima la contestazione delle fatture per operazioni parzialmente inesistenti, poiché le prestazioni reciproche erano generiche, non provate in modo analitico e non giustificate da una concreta esigenza imprenditoriale. La presenza di società formalmente distinte, ma riconducibili a familiari e utilizzate per fatturazioni reciproche non necessarie, è stata considerata un elemento presuntivo significativo dell'indebito risparmio fiscale.

Norme richiamate

  • Disciplina IRES sulla deducibilità dei costi inerenti

    Un costo può essere dedotto dal reddito imponibile solo se effettivamente sostenuto, documentato e inerente all'attività d'impresa. La mera esistenza di una fattura non dimostra da sola l'effettività, la natura e l'inerenza della prestazione.

  • Disciplina delle fatture per operazioni inesistenti

    Le fatture possono essere considerate oggettivamente parzialmente inesistenti quando la prestazione è stata eseguita solo in parte, è diversa da quella indicata oppure non è adeguatamente dimostrata nella sua effettiva consistenza. La contestazione può essere fondata anche su presunzioni gravi, precise e concordanti.

  • Principi in materia di abuso del diritto e indebito risparmio fiscale

    La presenza di operazioni formalmente valide non esclude la contestazione quando la struttura negoziale risulta priva di sostanza economica e principalmente diretta a ridurre indebitamente il carico fiscale. La non necessità dell'intervento di più soggetti giuridici può costituire un indice rilevante.

Massime di principio

  • Le fatture tra società collegate o riconducibili a familiari devono descrivere prestazioni specifiche, effettivamente eseguite e comprovate da contratti, relazioni, ordini, report, documentazione tecnica e pagamenti tracciabili.
  • La fattura, da sola, non prova l'effettività né l'inerenza del costo: il contribuente deve dimostrare concretamente che la prestazione è stata resa e che era utile o necessaria all'attività d'impresa.
  • Prestazioni reciproche tra società dello stesso gruppo o riconducibili alle stesse persone sono maggiormente esposte a contestazioni quando hanno contenuto generico, importi non giustificati o mancano di una chiara utilità economica.
  • L'utilizzo di due società distinte non è di per sé illecito, ma può diventare un elemento presuntivo di costruzione artificiosa se la separazione giuridica non corrisponde a una reale autonomia organizzativa ed economica.
  • Per prevenire contestazioni, ogni operazione infragruppo dovrebbe essere sorretta da una concreta motivazione imprenditoriale, da prezzi coerenti con il mercato e da una documentazione idonea a individuare con precisione attività, tempi, risultati e beneficiari della prestazione.

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