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Sentenza

Sentenza del 14/01/2019 n. 144 - Comm. Trib. Reg. per la Sicilia

Appello-proposizione-requisiti richiesti.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il principio affermato è che un appello privo di specifica contestazione delle motivazioni della sentenza di primo grado è inammissibile. Non è sufficiente manifestare genericamente il dissenso o chiedere la riforma della decisione: occorre confrontarsi in modo puntuale con le argomentazioni del primo giudice. Nel testo fornito non è indicato l'esito concreto del giudizio né se l'appello sia stato dichiarato ammissibile o inammissibile.

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La controversia riguarda i requisiti di ammissibilità dell'appello. In particolare, si stabilisce che, anche se l'appello non è un'impugnazione a critica vincolata, l'atto deve individuare chiaramente le questioni e i punti della decisione contestati, nonché le doglianze relative. Deve inoltre contenere sia una parte volitiva, con l'indicazione di ciò che si chiede al giudice, sia una parte argomentativa, diretta a confutare le ragioni poste a fondamento della decisione impugnata.

Norme richiamate

  • Art. 53, comma 1, d.lgs. n. 546/1992

    L'atto di appello deve contenere, a pena di inammissibilità, i motivi specifici dell'impugnazione.

    Nel processo tributario l'appello deve indicare specificamente i punti e le questioni contestati, spiegando le ragioni per cui la decisione di primo grado dovrebbe essere riformata.

  • Art. 342 c.p.c., come riformulato dal d.l. 22 giugno 2012, n. 83, convertito dalla legge 7 agosto 2012, n. 134

    L'impugnazione deve contenere una chiara individuazione delle questioni e dei punti contestati della sentenza e delle relative doglianze.

    L'appello deve affiancare a una parte volitiva una parte argomentativa, mediante la quale l'appellante confuti le ragioni della decisione impugnata.

  • Art. 434 c.p.c., come riformulato dal d.l. 22 giugno 2012, n. 83, convertito dalla legge 7 agosto 2012, n. 134

    L'impugnazione deve contenere una motivata censura della sentenza impugnata.

    Anche nel rito del lavoro l'appello richiede una critica specifica e motivata della sentenza di primo grado, non essendo sufficiente una contestazione generica.

  • Legge 7 agosto 2012, n. 134

    La legge ha riformulato gli artt. 342 e 434 c.p.c., rafforzando il requisito di specificità e di argomentazione dell'atto di appello.

Massime di principio

  • Un appello deve indicare con precisione quali capi o passaggi della sentenza vengono contestati.
  • Non basta chiedere genericamente la riforma della sentenza o riproporre le difese già svolte in primo grado.
  • Per ogni censura occorre spiegare perché la motivazione del primo giudice sarebbe errata, indicando gli elementi di fatto o di diritto trascurati o erroneamente valutati.
  • L'atto deve contenere sia una richiesta concreta al giudice sia le argomentazioni che la sostengono.
  • In mancanza di motivi specifici e di un effettivo confronto con la sentenza impugnata, l'appello può essere dichiarato inammissibile.

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