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Sentenza

Sentenza n. 4958/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7

Giustizia amministrativa202600931

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VIISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata o inesatta esecuzione della sentenza del Consiglio di Stato, Sez. VI, n. 6098/2020, relativa al riconoscimento in Italia del titolo estero di formazione professionale per l’insegnamento

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente, docente in possesso di un titolo di formazione professionale conseguito presso un’università rumena e utile all’accesso alla professione docente in Romania, aveva chiesto il riconoscimento del titolo ai fini dell’insegnamento nella scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado, per la disciplina A028 Matematica e Scienze. Dopo il rigetto dell’istanza di riconoscimento e il depennamento dalle graduatorie regionali, aveva ottenuto una decisione favorevole del Consiglio di Stato, che imponeva all’amministrazione di verificare che, nel caso di formazioni in parte concomitanti svolte in altro Stato membro, la durata complessiva, il livello e la qualità delle formazioni a tempo parziale non fossero inferiori a quelli delle formazioni continue a tempo pieno. Ritenendo non eseguita la sentenza, il ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza.

La decisione

Nel corso del giudizio l’amministrazione ha riaperto e concluso il procedimento di riconoscimento del titolo estero, acquisendo il 26 febbraio 2026 un parere tecnico favorevole e notificando al ricorrente, l’8 maggio 2026, il provvedimento conclusivo. Ha inoltre disposto la refusione del contributo unificato. Poiché le parti hanno rappresentato il pieno soddisfacimento delle pretese azionate, il Consiglio di Stato ha dichiarato la cessazione della materia del contendere ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a. Le spese della fase di ottemperanza sono state poste a carico del Ministero dell’Istruzione e del Merito in applicazione del criterio della soccombenza virtuale, per euro 2.000 oltre accessori, con distrazione in favore del difensore antistatario.

Norme richiamate

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    condizioni per dichiarare la cessazione della materia del contendere

    La cessazione della materia del contendere ricorre quando, nel corso del giudizio, l’amministrazione soddisfa integralmente la pretesa sostanziale fatta valere dal ricorrente.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, la sopravvenuta integrale soddisfazione della pretesa del ricorrente mediante la riedizione dell’attività amministrativa conforme al giudicato determina la cessazione della materia del contendere ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a.
  • Quando l’amministrazione, nel corso del giudizio di ottemperanza, riapre e conclude il procedimento oggetto del giudicato, adottando gli atti necessari a dare esecuzione alla decisione e soddisfacendo la pretesa sostanziale dell’interessato, non occorre una pronuncia ulteriore sull’esecuzione, dovendosi dichiarare la cessazione della materia del contendere.
  • La regolazione delle spese nel giudizio definito per cessazione della materia del contendere può avvenire secondo il criterio della soccombenza virtuale, valutando quale parte avrebbe presumibilmente prevalso ove il giudizio fosse proseguito.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaRiconoscimento dei titoli di studio
RamiProcesso amministrativoIstruzione e università
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesseEffetto conformativo e riedizione del potere

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