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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 26610/2025 del 21/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione per quattro censure principali: 1) mancata prova che il ricorrente fosse il conducente del ciclomotore nonostante fosse proprietario e presente sul luogo del sinistro; 2) contestazione della validità della prova del tasso alcolemico, per presunta incongruenza temporale tra sinistro e prelievo ematico; 3) omessa pronuncia sulla richiesta di applicazione delle pene sostitutive ex art. 545-bis cod. proc. pen. e art. 56 l. n. 689/1981 (sostituzione della pena detentiva con detenzione domiciliare); 4) vizio nella motivazione del trattamento sanzionatorio, anche in relazione alla mancata applicazione delle attenuanti e al rilievo della mancata copertura assicurativa del veicolo.

La decisione

La Cassazione ha rigettato i motivi relativi alla prova della responsabilità e alla validità dell'accertamento alcolemico, nonché il motivo sul trattamento sanzionatorio; ha invece accolto il terzo motivo relativo all'omessa motivazione sul diniego della sostituzione della pena detentiva con pena sostitutiva. Di conseguenza la sentenza impugnata è stata annullata limitatamente alla questione della sostituzione della pena detentiva e rinviata ad altra sezione della Corte d'appello di Venezia per nuovo giudizio su quel punto. Rimangono definitivamente confermate la responsabilità e le altre statuizioni di merito: condanna a 9 mesi di arresto, euro 3000 di ammenda, confisca del mezzo e sospensione della patente per un anno, salvo il nuovo esame sulla sostituzione della pena.

Norme richiamate

  • art. 186, comma 2 lett. c), d.lgs. 30 aprile 1992 n. 285 (Codice della Strada)

    art. 186, comma 2 lett. c) d.lgs. 30 aprile 1992 n. 285

    Disciplina la guida in stato di ebrezza; la Corte ha confermato che il tasso rilevato (1,59 g/l) integra il reato contestato e che gli esami tossicologici validamente provano il superamento del limite.

  • art. 545-bis cod. proc. pen.

    art. 545-bis cod. proc. pen.

    Norma che impone l'avviso all'imputato sulla possibilità di ottenere la sostituzione della pena detentiva; la mancata pronuncia sul punto da parte del giudice di merito è stata ritenuta rilevante e ha determinato annullamento limitato.

  • art. 58 l. n. 689/1981 (ora sostituito dall'art. 71, comma 1, lett. f), D.Lgs. n. 150/2022)

    art. 58 l. n. 689/1981; art. 71, comma 1, lett. f), D.Lgs. n. 150/2022

    La sostituzione delle pene detentive con pene alternative rientra nella discrezionalità del giudice e deve essere valutata secondo i criteri dell'art. 133 c.p.; tuttavia il diniego richiede motivazione prognostica adeguata sulle ragioni per cui la pena sostitutiva sarebbe inidonea alla rieducazione e alla prevenzione del rischio di recidiva.

  • art. 133 cod. pen.

    Criteri di determinazione della pena e parametri ai quali il giudice deve attenersi anche quando valuta l'applicabilità delle pene sostitutive; la motivazione deve richiamare tali criteri in chiave prognostica quando si nega la sostituzione.

  • art. 597 cod. proc. pen.

    Regola l'omessa pronuncia sulle istanze e deduzioni delle parti; la Cassazione ha rilevato che l'omessa motivazione sulla richiesta di sostituzione della pena costituisce vizio che legittima annullamento parziale.

  • art. 606, comma 1, lett. e) cod. proc. pen.

    art. 606, comma 1, lett. e) cod. proc. pen.

    Ground di ricorso per cassazione per vizio di motivazione o per inosservanza della legge; utilizzato per censurare mancanze o contraddizioni nella motivazione della sentenza impugnata.

  • art. 62-bis cod. pen.

    Norma sulle circostanze attenuanti generiche; la Corte ha ricordato che, dopo riforme, l'assenza di precedenti non basta di per sé per riconoscere le attenuanti generiche, e il giudice può motivarne il diniego con l'assenza di elementi positivi.

  • art. 624, comma secondo, cod. proc. pen.

    art. 624, secondo comma, cod. proc. pen.

    Prevede la declaratoria che l'annullamento non incide sugli altri capi della decisione; la Cassazione lo ha applicato perché l'annullamento ha riguardato solo la questione della sostituzione della pena.

Massime di principio

  • Il fatto di essere proprietario del veicolo e l'essere l'unico presente sulla scena costituiscono indizi rilevanti che possono legittimare la condanna, purché l'accertamento indiziario sia motivato e non si fondi su mere congetture.
  • Il tempo intercorso tra la guida e l'accertamento alcolemico non invalida di per sé il risultato: grava sull'imputato l'onere di dimostrare circostanze che ne compromettano la valenza probatoria.
  • La richiesta di sostituzione di pene detentive brevi (o delle nuove pene sostitutive) è soggetta a valutazione discrezionale del giudice, ma il diniego deve essere adeguatamente motivato in chiave prognostica richiamando i criteri dell'art. 133 c.p.; la mera enunciazione della gravità del fatto non è sufficiente.
  • L'omessa pronuncia o la mancata motivazione su richieste specifiche dell'imputato costituisce vizio rilevante in sede di legittimità e può determinare annullamento limitato della sentenza.
  • Il giudice può considerare, ai fini della determinazione della pena, elementi come l'entità del tasso alcolemico e l'assenza di copertura assicurativa del veicolo; l'assenza di danni a terzi non esclude in sé la gravità della condotta.
  • Le censure che richiedono un diverso apprezzamento del materiale probatorio sono tipicamente inammissibili in Cassazione se non sono fondate su travisamento di prova dimostrabile; la Corte di legittimità non sostituisce il giudizio di merito senza elementi che implichino errore nel processo probatorio.

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