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Sentenza

Sentenza n. 1486/2026 - Bologna, Sezione 1

Giustizia amministrativa202400905

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Emilia Romagna - Bologna, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: richiesta di attestazione del reperimento di parcheggi pertinenziali P3, con previsione del divieto di prosecuzione dell’attività in caso di mancata conformazione

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Le società ricorrenti hanno impugnato la determinazione comunale del 24 aprile 2024, sostenendo che la riapertura di una media struttura di vendita esistente dal 1958, qualificata dallo strumento urbanistico come “struttura di vendita esistente”, non avrebbe richiesto il reperimento dei parcheggi pertinenziali P3 previsti dalla disciplina edilizia sopravvenuta. La tesi si fondava sulla distinzione tra nuova apertura e riapertura di un esercizio preesistente: secondo le ricorrenti, la destinazione commerciale già riconosciuta avrebbe escluso l’applicazione degli standard relativi alle nuove strutture di vendita. Il Comune, invece, aveva richiesto l’attestazione relativa ai parcheggi P3, rilevando che l’attività era stata chiusa per numerosi anni, che i locali erano stati integralmente ristrutturati e riammodernati e che la nuova gestrice aveva presentato un’istanza per l’apertura di una nuova attività di vendita al dettaglio.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso. Ha ritenuto decisivo il lungo intervallo temporale tra la chiusura della precedente attività e la successiva riapertura, accompagnata dall’integrale ristrutturazione e riammodernamento dei locali e dalla presentazione di un’istanza per l’apertura di una nuova attività. Tale cesura temporale impedisce di qualificare la riapertura come prosecuzione in continuità dell’esercizio precedente e comporta, in concreto, una nuova apertura. La qualificazione urbanistica dell’immobile come struttura di vendita esistente consente soltanto la riapertura sotto il profilo della conformità della destinazione urbanistica, ma non esonera dal rispetto delle condizioni edilizie applicabili alle nuove aperture, inclusi gli standard per i parcheggi pertinenziali P3. Il TAR ha inoltre affermato che, in assenza di subentro nell’attività di vendita e nelle relative autorizzazioni, si configura l’apertura di un nuovo esercizio, risultando irrilevante la preesistente destinazione commerciale dell’edificio. Le ricorrenti sono state condannate al pagamento di 2.000 euro di spese di giudizio, oltre accessori di legge se dovuti.

Norme richiamate

  • punto 5.1.1., lett. b), delibera di Consiglio Regionale n. 1253/1999

    La quale prevede espressamente che “alle medie e grandi strutture commerciali, ancorché inserite in ambiti comprendenti altre funzioni, si applicano sempre le norme specifiche sugli standard relative agli insediamenti commerciali;…”

    Gli standard urbanistici specifici per gli insediamenti commerciali si applicano sempre alle medie e grandi strutture commerciali, anche quando siano inserite in ambiti con altre destinazioni o funzioni.

  • art. 5.2 delibera di Consiglio Regionale n. 1253/1999

    La determinazione assunta in data 24 aprile 2024, nella parte in cui prescrive il reperimento di parcheggi pertinenziali di tipo P3 di cui all’art. 5.2 della L.R. 1253/1999 e degli artt. 3.1.3 e 3.1.5 del RUE.

    La disposizione è richiamata quale base normativa della prescrizione relativa al reperimento dei parcheggi pertinenziali P3; il giudice ritiene legittima l’applicazione di tale disciplina alla nuova apertura conseguente alla cessazione e alla successiva riattivazione dell’esercizio.

  • artt. 3.1.3 e 3.1.5 del RUE

    La determinazione assunta in data 24 aprile 2024, nella parte in cui prescrive il reperimento di parcheggi pertinenziali di tipo P3 di cui all’art. 5.2 della L.R. 1253/1999 e degli artt. 3.1.3 e 3.1.5 del RUE.

    Le norme del RUE costituiscono, insieme alla disciplina regionale, il fondamento della richiesta di attestazione dei parcheggi pertinenziali P3 per l’apertura dell’esercizio commerciale.

Massime di principio

  • La qualificazione urbanistica di un immobile come struttura di vendita esistente consente la riapertura sotto il profilo della compatibilità della destinazione urbanistica, ma non esclude l’applicazione delle condizioni edilizie sopravvenute previste per l’apertura di un nuovo esercizio.
  • La chiusura dell’attività commerciale per un periodo significativo, accompagnata dall’integrale ristrutturazione o riammodernamento dei locali e dalla presentazione di un’istanza per l’apertura di una nuova attività, esclude la continuità dell’esercizio precedente e configura una nuova apertura.
  • In assenza di subentro nell’attività di vendita e nelle relative autorizzazioni, la riattivazione di un esercizio commerciale dopo una cesura temporale significativa deve essere trattata come apertura di un nuovo esercizio, anche se l’edificio conserva la destinazione urbanistica commerciale.
  • Alle medie e grandi strutture commerciali si applicano gli standard urbanistici specifici per gli insediamenti commerciali, compresi i parcheggi pertinenziali, anche quando esse siano inserite in ambiti urbanistici comprendenti altre funzioni.

Come è indicizzato

MaterieCommercio e grandi strutture di venditaTitoli abilitativi ediliziStandard urbanistici e dotazioni territoriali
RamiCommercio e attività produttiveEdiliziaUrbanistica e governo del territorio
IstitutiPrincipio di legalità e tipicitàProporzionalità e ragionevolezza

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