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Sentenza

Sentenza del 30/11/2016 n. 24391 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

G.A. aveva chiesto il rimborso dell'IRAP versata nel 1999, sostenendo di esercitare l'attività professionale senza un'autonoma struttura organizzativa e, quindi, di non essere soggetto all'imposta. Dopo l'accoglimento del ricorso da parte della Commissione tributaria provinciale e il rigetto dell'appello dell'Agenzia, quest'ultima ha proposto ricorso per cassazione contestando l'interpretazione del termine di decadenza previsto dall'art. 38 del D.P.R. n. 602/1973. Secondo l'Agenzia, il termine per chiedere il rimborso decorreva dai singoli versamenti in acconto del 30 giugno e del 30 novembre 1999, poiché l'IRAP era originariamente non dovuta, e non dal versamento del saldo.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, ritenendo errata la decisione della Commissione tributaria regionale. Ha chiarito che, quando l'imposta risulta non dovuta già al momento dei versamenti in acconto, il termine di decadenza per chiedere il rimborso decorre dalla data dei singoli versamenti, sia in acconto sia a saldo. Il termine decorre invece dal saldo soltanto quando il diritto al rimborso deriva da un'eccedenza risultante dal conteggio complessivo dell'imposta o da una successiva determinazione definitiva dell'obbligazione tributaria. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio alla Commissione tributaria regionale del Lazio, in diversa composizione, affinché verifichi la tempestività dell'istanza applicando tale principio. Le spese sono state rimesse al giudice del rinvio.

Norme richiamate

  • D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, art. 38

    Il termine di decadenza per la presentazione dell'istanza di rimborso decorre, in caso di versamenti in acconto, dal saldo solo quando il diritto al rimborso deriva da un'eccedenza rispetto all'imposta complessivamente dovuta o da una successiva determinazione definitiva dell'obbligazione fiscale; negli altri casi decorre dai singoli versamenti.

    La norma distingue tra imposta originariamente non dovuta e imposta versata in eccedenza rispetto a un debito fiscale che viene determinato solo successivamente. Nel primo caso il contribuente può chiedere il rimborso già dal momento del singolo versamento e da quella data decorre il termine di decadenza.

  • Art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c.

    Violazione o falsa applicazione di norme di diritto.

    La disposizione consente di ricorrere per cassazione quando il giudice di merito abbia interpretato o applicato erroneamente una norma giuridica.

Massime di principio

  • Per individuare la decorrenza del termine per chiedere il rimborso di un'imposta, occorre stabilire se l'imposta fosse già originariamente non dovuta oppure se il diritto al rimborso sia sorto solo dopo il calcolo definitivo del tributo.
  • Se l'imposta era non dovuta già al momento del versamento, il termine decorre separatamente dalla data di ciascun pagamento, inclusi gli acconti; non è possibile attendere il versamento del saldo.
  • Se invece il rimborso deriva da un'eccedenza emersa solo dal confronto tra acconti e imposta complessivamente dovuta, il termine decorre dal versamento del saldo o dalla successiva determinazione definitiva dell'obbligazione fiscale.
  • In una controversia sul rimborso, è quindi essenziale qualificare correttamente la causa della non debenza e verificare la tempestività dell'istanza rispetto a ogni singolo versamento.

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