Sentenza n. 452/2026 - L'aquila, Sezione 1
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, prendendo atto della dichiarazione della ricorrente di non avere più interesse alla decisione. Non è stata quindi pronunciata una decisione di merito sulla legittimità della deliberazione regionale o degli atti presupposti. Le spese processuali sono state compensate, in ragione dell'esito in rito del giudizio.
Atto impugnato: deliberazione della Giunta regionale sull'accreditamento di ambulatori di riabilitazione ex art. 26 l. 833/1978 nel territorio della ASL Avezzano-Sulmona-L'Aquila, unitamente agli atti presupposti relativi alla verifica e alla stima del fabbisogno
Esito
Favorevole al resistente (regione)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società ricorrente aveva impugnato la deliberazione della Giunta regionale e gli atti presupposti relativi alla determinazione del fabbisogno di accreditamento di ambulatori di riabilitazione ex art. 26 l. 833/1978 per il territorio della ASL Avezzano-Sulmona-L'Aquila. Dal testo della sentenza non risultano specificati i singoli motivi di illegittimità dedotti. Con memoria depositata l'8 aprile 2026, la ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione del ricorso.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.
dichiara il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse
La disposizione è richiamata quale base processuale per la declaratoria di improcedibilità conseguente alla sopravvenuta carenza di interesse alla decisione.
art. 85, comma 9, c.p.a.
La disposizione è richiamata nel procedimento decisorio, senza ulteriore interpretazione esplicita nel testo.
art. 26 l. 833/1978
Individua il riferimento normativo delle prestazioni ambulatoriali di riabilitazione oggetto degli atti regionali impugnati; la sentenza non ne esamina nel merito la disciplina.
Massime di principio
- La dichiarazione della parte ricorrente di non avere più interesse alla decisione determina l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse, quando il giudice accerti che non permane un interesse concreto e attuale alla pronuncia.
- La declaratoria di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse definisce il giudizio in rito e non comporta alcuna valutazione di merito sulla legittimità degli atti amministrativi impugnati.
- In caso di definizione del giudizio per sopravvenuto difetto di interesse, il giudice può compensare le spese processuali in considerazione dell'esito in rito della controversia.
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