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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10768/2025 del 18/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Palermo che, in sede di riesame e su rinvio della Corte di legittimità, aveva annullato la misura della custodia cautelare in carcere limitatamente al concorso nel reato di omicidio in esecuzione aberrante. La questione centrale era l'attribuibilità dell'esplosione del colpo che ha colpito Di Falco Roberto: la difesa aveva sostenuto l'aberrazione ictus in ragione della reazione difensiva di Zambuto (che avrebbe deviato/eterodiretto la mano del Di Falco), mentre il pubblico ministero deduceva violazione del vincolo di rinvio e carenza motivazionale del giudice del riesame, ritenendo che non fosse stato adeguatamente valutato se la reazione della vittima avesse realmente interrotto il nesso causale e se il colpo fosse stato esploso volontariamente dal Di Falco.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato, ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato il procedimento al Tribunale di Palermo per nuovo esame. La Corte ha rilevato che il giudice del rinvio non si è attenuto correttamente al vincolo di precedenza stabilito dalla sentenza di annullamento della Corte di legittimità: ha applicato in modo incoerente il principio secondo cui la reazione della vittima non interrompe il nesso causale salvo che la condotta difensiva abbia effettivamente determinato l'interruzione del collegamento oggettivo e soggettivo con l'agente. La Corte ha osservato che il Tribunale ha travisato le dichiarazioni rese da Zambuto e non ha chiarito il momento dell'esplosione rispetto alla manovra difensiva, né ha fornito elementi sufficienti per escludere l'ipotesi dell'aberratio ictus; pertanto ha annullato l'ordinanza con rinvio obbligando il giudice di merito a conformarsi ai principi indicati.

Norme richiamate

  • art. 82 c.p.

    Norma richiamata in relazione alla responsabilità concorrente e all'aberrazione dell'azione (eterodirezione). La Corte ha richiamato il criterio che l'azione della vittima è irrilevante salvo che interrompa il nesso di imputazione tra agente e fatto.

  • art. 575 c.p.

    Norma che disciplina il reato di omicidio, richiamata per la qualificazione giuridica del fatto oggetto di indagine; la decisione verte sulla configurabilità dell'omicidio in ipotesi di aberratio ictus.

  • art. 83 c.p.

    Richiamato nel contesto della nozione di concorso e della imputazione dell'evento letale a persona diversa da quella originariamente voluta: la Corte chiarisce che l'articolazione dell'aberrazione deve essere valutata secondo il criterio dell'effettiva riferibilità oggettiva e soggettiva dell'azione all'agente.

Massime di principio

  • La reazione difensiva della vittima non è automaticamente idonea a interrompere il nesso di causalità: rileva solo se, per la sua concreta dinamica e per il suo effetto, ha creato una serie causale autonoma, atipica e imprevedibile che renda non più attribuibile all'agente l'evento.
  • Per escludere l'aberrazione ictus occorre accertare che l'offesa rimanga oggettivamente e soggettivamente riferibile all'agente (ossia che sia stato lui a esplodere il colpo volontariamente o che il nesso causale non sia stato effettivamente interrotto dalla reazione).
  • Il concetto di 'eterodirezione' non può essere evocato genericamente: deve essere dimostrato con riferimento al concreto sviluppo della dinamica (momento dello sparo rispetto alla manovra difensiva, effettiva deviazione della traiettoria, effetti materiali), non basandosi solo sulla descrizione del tipo di manovra.
  • Nei procedimenti cautelari e di riesame il giudice è vincolato ai principi di diritto stabiliti dalla Corte di legittimità e deve motivare chiaramente perché ritiene interrotto o non interrotto il nesso causale; una motivazione apparente o contraddittoria può determinare l'annullamento e il rinvio.
  • La valutazione probatoria da effettuare (anche in sede cautelare) deve focalizzarsi su: chi ha materialmente esploso il colpo, il carattere volontario o accidentale dello sparo, il rapporto temporale tra la manovra difensiva e lo sparo e ogni elemento tecnico (es. consulenze balistiche) che chiarisca la dinamica.
  • Il semplice passaggio successivo dell'arma di mano in mano dopo lo sparo è irrilevante ai fini della configurazione dell'aberratio ictus se non è provato che tale passaggio abbia influito sulla produzione dell'evento letale.
  • In caso di travisamento delle dichiarazioni o di omissione sulla questione centrale (tempo dell'esplosione, effetti della manovra difensiva), la decisione di merito è vulnerabile e la Cassazione annulla con rinvio per nuovo esame.

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