Ordinanza n. 1480/2026 - Salerno, Sezione 1
per la correzione del decreto collegiale n. 563 del 14 marzo 2023, pronunciato da questa Sezione sul ricorso n. 1115 del 2016;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: decreto collegiale di liquidazione del compenso professionale, limitatamente all'erronea indicazione del nome del beneficiario
Esito
Favorevole al ricorrente (professionista istante)
Prevale il privato
La controversia
L'avvocato istante ha chiesto la correzione del decreto collegiale n. 563 del 14 marzo 2023, rilevando che nel dispositivo era stato indicato erroneamente come beneficiario l'avv. Marco Rizzato, mentre l'istanza di liquidazione era stata presentata dall'avv. Massimo Rizzato. L'errore emergeva anche dal contrasto tra la motivazione del decreto, che identificava correttamente il difensore istante nell'avv. Massimo Rizzato, e il dispositivo, che indicava quale beneficiario l'avv. Marco Rizzato.
La decisione
Il TAR ha accolto l'istanza di correzione ai sensi dell'art. 86, comma 2, c.p.a., ritenendo sussistente un errore materiale desumibile dagli stessi atti e dal contrasto interno tra motivazione e dispositivo del decreto. Ha disposto che la dicitura "in favore dell'avv. Marco Rizzato" fosse sostituita con "in favore dell'avv. Massimo Rizzato". Non ha pronunciato sulle spese della procedura e ha ordinato alla Segreteria di effettuare le annotazioni previste dall'art. 86, comma 3, c.p.a.
Norme richiamate
art. 86, comma 2, c.p.a.
Consente la correzione degli errori materiali contenuti nei provvedimenti giurisdizionali; nel caso concreto è stato applicato per rettificare l'erronea indicazione del beneficiario della liquidazione.
art. 86, comma 3, c.p.a.
Impone gli adempimenti di annotazione conseguenti alla correzione del provvedimento, ordinati alla Segreteria.
Massime di principio
- L'erronea indicazione del nome del destinatario o beneficiario nel dispositivo di un provvedimento giurisdizionale è correggibile ai sensi dell'art. 86 c.p.a. quando l'identità corretta risulta con certezza dagli atti del procedimento e dalla motivazione del provvedimento.
- Il contrasto tra motivazione e dispositivo, ove sia riconducibile a una mera svista materiale e non incida sul contenuto sostanziale della decisione, può essere emendato mediante il procedimento di correzione dell'errore materiale, senza necessità di rinnovare la decisione.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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