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Legge

L.R. Piemonte 21/2022

Modifiche alla legge regionale 1 agosto 2018, n. 11 (Disposizioni coordinate in materia di cultura)

Normativa regionaleL.R. Piemonte 21/2022

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge aggiorna la disciplina piemontese in materia di cultura per includere espressamente il patrimonio linguistico e dialettale tra gli ambiti di tutela e valorizzazione. Istituisce una Consulta dedicata, definisce interventi diretti e indiretti, regola grafie standard e promuove iniziative scolastiche, scientifiche e mediatiche. Prevede una fase transitoria per la nuova Consulta e oneri finanziari per il 2023-2024.

Valorizzazione del patrimonio linguistico e dialettale del Piemonte e modifiche alla legge regionale sulla cultura

Valorizzazione del patrimonio linguistico e dialettale del Piemonte

La legge regionale del Piemonte interviene sulla legge regionale 1° agosto 2018, n. 11, per riconoscere in modo espresso il patrimonio linguistico e dialettale come componente del patrimonio culturale immateriale regionale. La disciplina rafforza gli strumenti di tutela, promozione e fruizione, con particolare attenzione alle minoranze linguistiche storiche, al piemontese e alle altre varietà presenti nel territorio regionale.

Ambito di tutela e definizione del patrimonio

Il patrimonio linguistico e dialettale del Piemonte viene qualificato come patrimonio culturale immateriale che contribuisce all’identità piemontese. Rientrano in tale patrimonio:

  • le lingue delle minoranze storiche occitana, franco-provenzale, francese e germanica (Walser);
  • il piemontese, inteso come insieme di dialetti gallo-italici diffusi nella maggior parte del territorio regionale;
  • il lombardo, nelle aree orientali individuate con deliberazione della Giunta regionale, sentita la Consulta;
  • il ligure, nelle aree meridionali individuate con deliberazione della Giunta regionale, sentita la Consulta.

La Regione promuove tale patrimonio nei limiti delle proprie competenze, incentivandone conoscenza e uso, nel rispetto della Costituzione, dello Statuto regionale e degli atti internazionali richiamati dalla legge.

Ambiti di intervento della Regione

La legge distingue tra interventi diretti, cioè azioni assunte di iniziativa della Regione, e interventi indiretti, cioè sostegno a iniziative di enti locali, istituzioni, associazioni e altri soggetti qualificati. Tali interventi sono programmati nel Programma triennale della cultura e sono orientati a conoscenza, promozione, valorizzazione, uso e fruizione del patrimonio linguistico e dialettale, anche in connessione con sviluppo sociale, economico e turistico delle aree interessate.

Gli interventi possono riguardare anche:

  • beni culturali;
  • istituti e luoghi della cultura;
  • promozione del libro e della lettura;
  • attività culturali e di spettacolo.

È inoltre previsto il sostegno a iniziative per il recupero e l’uso di toponimi e odonimi coerenti con le tradizioni linguistiche locali, anche tramite ricerche di toponomastica e odonomastica e mediante apposita cartellonistica o segnaletica turistica, nel rispetto della normativa su circolazione e sicurezza stradale.

Formazione, scuola, ricerca e comunicazione

La Regione sostiene iniziative per diffondere l’apprendimento orale e scritto del patrimonio linguistico e dialettale, in particolare attraverso:

  • corsi per la popolazione tenuti da insegnanti con adeguata competenza linguistica attiva;
  • materiale didattico che tenga conto delle diverse varietà linguistiche e dialettali;
  • servizi di aiuto alla trascrizione nelle grafie standard.

È promossa una convenzione con l’Ufficio scolastico regionale per il Piemonte per svolgere, nelle scuole di ogni ordine e grado, attività extracurriculari e facoltative finalizzate alla diffusione dell’apprendimento orale e scritto, nel rispetto dell’autonomia scolastica.

La Regione promuove anche ricerca storica e scientifica, pubblicazione di dati e documenti anche in formato digitale, attività culturali e formative e borse di studio per tesi di laurea. Ulteriore sostegno è previsto per iniziative coerenti con le finalità della legge svolte dalla stampa locale, dalle emittenti radiotelevisive locali e dalle testate on line locali.

Rapporti con comunità piemontesi fuori Regione e all’estero

La legge valorizza i rapporti con:

  • le comunità piemontesi emigrate in altre regioni italiane o all’estero, per mantenere viva la conoscenza e l’uso del patrimonio linguistico e dialettale;
  • altre comunità in Italia e all’estero con affinità linguistiche e culturali.

Sono inoltre previste forme di collaborazione e scambio culturale con tali comunità.

Consulta per la valorizzazione e promozione del patrimonio linguistico e dialettale

È istituita una Consulta regionale con funzioni di osservatorio e di supporto propositivo e consultivo nei confronti della Giunta regionale. La Consulta partecipa alla redazione del Programma triennale della cultura per gli aspetti inerenti alla materia.

La composizione comprende:

  • il Presidente della Giunta regionale o un delegato, con funzioni di presidente;
  • tre consiglieri regionali, di cui uno espressione delle minoranze;
  • sei esperti designati dalla Giunta regionale secondo criteri approvati dalla stessa, previo parere della commissione consiliare competente, uno dei quali indicato dalle associazioni degli enti locali piemontesi;
  • possono inoltre far parte, su designazione dell’ente di appartenenza, un rappresentante di ciascuno degli atenei di Torino, Politecnico di Torino e Università del Piemonte orientale.

La Consulta dura in carica quanto il Consiglio regionale, si scioglie con esso, è convocata almeno una volta l’anno e i suoi componenti partecipano a titolo gratuito e senza rimborso spese.

Grafie standard

Per favorire la fruibilità e l’uso contemporaneo del patrimonio linguistico e dialettale, la Regione privilegia l’impiego di grafie standard nelle iniziative scritte. Le grafie standard sono sistemi di trascrizione armonizzati, consolidati e coerenti con la tradizione letteraria delle minoranze linguistiche e dei diversi dialetti considerati dalla legge. L’elenco delle grafie standard è definito dalla Giunta regionale, sentita la Consulta.

Regime transitorio

La precedente Consulta per la valorizzazione e promozione del patrimonio linguistico e culturale piemontese e delle minoranze occitana, franco-provenzale, francese e walser resta operativa fino alla nomina e all’insediamento della nuova Consulta.

La prima nomina della nuova Consulta deve avvenire entro novanta giorni dall’entrata in vigore della legge.

Aspetti finanziari

La legge dichiara l’assenza di nuovi o maggiori oneri strutturali a carico del bilancio regionale, ma quantifica spese di attuazione per il biennio 2023-2024:

  • euro 70.000 per ciascuno degli anni 2023 e 2024 per la parte corrente;
  • euro 10.000 per ciascuno degli anni 2023 e 2024 per la parte in conto capitale. Le coperture sono individuate nelle risorse già allocate nella missione 05, programma 05.02, rispettivamente per spese correnti e in conto capitale.

Ambito territoriale ed efficacia pratica

La disciplina opera esclusivamente per la Regione Piemonte e per i soggetti e le iniziative ricadenti nel suo ambito competenziale. Poiché la legge modifica una normativa culturale regionale ancora utile nella pratica amministrativa e programmatica, non presenta carattere obsoleto.

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