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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 18212/2020 del 02/09/2020

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza di merito per presunta falsità della "quietanza" e della sottoscrizione; il ricorrente contestava l'attendibilità della consulenza grafica, sosteneva l'abusivo riempimento di due fogli firmati in bianco e la mancata corresponsione del prezzo (con conseguente nullità o natura liberale della compravendita). Il ricorso in Cassazione articolava motivi volti a far valere omissione di pronuncia, carenza motivazionale e vizio nella valutazione delle presunzioni e delle prove testimoniali.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondati i motivi: la corte d'appello aveva adeguatamente motivato, considerato le osservazioni delle parti e valutato il complesso probatorio; non vi era omissione di pronuncia sui "capi di domanda" né vizio formale tale da legittimare il sindacato di legittimità. La consulenza grafica è stata ritenuta congruamente motivata e gli elementi istruttori addotti dal ricorrente non erano idonei a dimostrare l'abusivo riempimento dei fogli o la falsità della quietanza. La Cassazione ha confermato che, una volta accertata l'autenticità della firma, la quietanza acquista valore di prova della provenienza e la sua contestazione richiede i rimedi previsti (es. art. 2732 c.c.). Condanna del ricorrente al pagamento delle spese di giudizio e delle somme indicate, con ordine di versamento dell'eventuale ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • Codice di procedura civile

    Definisce la corrispondenza tra chiesto e pronunciato; omissione di pronuncia sussiste solo se il giudice omette di decidere su un capo di domanda concreto. Nel caso la Cassazione ha ritenuto che non vi fosse omissione ma valutazione e, in parte, rigetto implicito delle censure.

  • Codice di procedura civile

    art. 360, comma 1, nn. 4 e 5 c.p.c.

    Fornisce i motivi di ricorso per cassazione (violazione di norme di diritto e vizio di motivazione/valutazione); la Corte ha richiamato i limiti del sindacato di legittimità sulla valutazione del merito e ha escluso la ricostruzione dei fatti in sede di legittimità se non sussiste un omesso esame di fatti decisivi o una motivazione formalmente insufficiente.

  • Codice civile

    Regola la revoca della confessione per errore o violenza; la Corte ha ricordato che, una volta accertata l'autenticità della firma e la riferibilità della dichiarazione, la contestazione della veridicità della quietanza può avvenire solo nei casi previsti (errore/violenza) e ha limiti procedurali.

  • Codice civile

    Disciplina l'ammissione e il valore della prova testimoniale; la sentenza richiama i limiti all'uso della testimonianza quando si contrappone alla prova scritta autenticata.

  • Codice civile

    Stabilisce che le presunzioni non sono ammesse nei casi in cui la legge esclude la prova per testimoni; la Corte ha evidenziato i limiti delle presunzioni invocate dal ricorrente per dimostrare il riempimento abusivo dei fogli.

  • Codice di procedura civile

    Principio della libera valutazione della prova e del potere del giudice di formare il proprio convincimento; la Corte ha ritenuto che la valutazione delle dichiarazioni rese in interrogatorio non fosse viziata in modo da giustificare la cassazione.

  • Codice di procedura civile

    Imposta i requisiti della motivazione; la Cassazione ha valutato la motivazione della corte d'appello come sufficiente e non meramente formale.

  • D.P.R. n. 115/2002

    Norma sul contributo unificato: la Corte ha dato atto dell'obbligo, se dovuto, del versamento da parte del ricorrente di un ulteriore importo pari a quello dovuto per l'impugnazione.

Massime di principio

  • L'omissione di pronuncia è configurabile solo se il giudice non decide su un "capo di domanda" concreto; la semplice mancata argomentazione su alcune contestazioni non sempre integra omissione.
  • Il giudice di merito può disporre e valutare una consulenza grafica ma non è vincolato solo ad essa: tuttavia la Corte di Cassazione non riesamina il merito se la decisione di fatto è logicamente motivata e non manca di indicare fatti decisivi non esaminati.
  • Una volta accertata l'autenticità della firma, la scrittura è attribuita formalmente all'autore; la contestazione del contenuto della scrittura richiede prova nei limiti previsti dalla legge (es. errore o violenza per la revoca della confessione), e la prova testimoniale o presuntiva è limitata quando la legge la esclude.
  • Le presunzioni generiche (es. disponibilità di fogli firmati in bianco) non sono di per sé sufficienti a provare il riempimento abusivo; è necessario un collegamento probatorio concreto e specifico.
  • In Cassazione i motivi che si limitano a esprimere dissenso sulla valutazione delle prove dal giudice del merito sono inammissibili salvo che non evidenzino omissione di fatti decisivi o ragioni formali di insufficienza logico-giuridica della motivazione.

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