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Legge

L.R. Toscana 29/2009

Norme per l'accoglienza, l'integrazione partecipe e la tutela dei cittadini stranieri nella Regione Toscana.

Normativa regionaleL.R. Toscana 29/2009

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge disciplina, in Toscana, politiche e interventi per l’accoglienza solidale, l’integrazione partecipe e la tutela dei cittadini stranieri, con particolare attenzione a salute, scuola, lavoro, abitare, asilo, minori, vittime di tratta e contrasto alle discriminazioni. Prevede programmazione regionale tramite piano di indirizzo, conferenze e rete informativa; alcune norme transitorie hanno riguardato il passaggio al PSSIR e gli adeguamenti normativi successivi.

Accoglienza, integrazione e tutela dei cittadini stranieri in Toscana

Norme per l’accoglienza, l’integrazione partecipe e la tutela dei cittadini stranieri in Toscana

La legge regionale toscana definisce un quadro organico di politiche per l’accoglienza, l’integrazione sociale e la tutela dei cittadini stranieri presenti sul territorio regionale. La disciplina opera solo in Toscana e si coordina con la normativa statale, europea e internazionale, oltre che con la programmazione regionale socio-sanitaria e di sviluppo.

Principi, finalità e destinatari

La legge si fonda sui principi di pluralismo culturale, reciproco rispetto, uguaglianza e pari opportunità. Le finalità comprendono:

  • primato della persona indipendentemente dalla cittadinanza e riconoscimento dei diritti inviolabili;
  • costruzione di una società plurale e coesa;
  • governo partecipato del fenomeno migratorio;
  • promozione della partecipazione alla vita pubblica e dei rapporti interculturali;
  • contrasto a razzismo, xenofobia, discriminazione e marginalità, con particolare attenzione a donne e minori vulnerabili.

I destinatari sono i cittadini di Stati non UE e gli apolidi regolarmente presenti in Toscana. La legge estende inoltre specifici interventi anche a stranieri comunque dimoranti sul territorio regionale, nei limiti previsti, e prevede interventi specifici per richiedenti asilo, rifugiati, titolari di protezione sussidiaria o umanitaria. Gli interventi sono estesi anche ai cittadini neocomunitari, nei limiti della normativa vigente.

Programmazione regionale e governance

La programmazione delle politiche migratorie è affidata alla Regione, alle province, ai comuni e alle società della salute, ciascuno per le proprie competenze.

Gli strumenti di programmazione sono:

  • il Programma regionale di sviluppo (PRS);
  • il Piano di indirizzo integrato per le politiche sull’immigrazione;
  • il Documento di economia e finanza regionale (DEFR) e la relativa nota di aggiornamento.

Il Piano di indirizzo è il piano settoriale che attua le strategie del PRS e valorizza i collegamenti tra le diverse politiche regionali. Definisce obiettivi, priorità, progetti speciali e risorse per iniziative innovative, di ricerca, sperimentazione, comunicazione e sensibilizzazione, finalizzate alla cittadinanza sociale e al contrasto delle discriminazioni. La Giunta regionale attua il piano in coerenza con DEFR, nota di aggiornamento e bilancio.

Gli atti attuativi della Giunta devono contenere un allegato con:

  • segnalazioni di interventi sulla normativa regionale vigente;
  • analisi della normativa internazionale, UE, nazionale e regionale sopravvenuta;
  • possibili interventi della Regione negli organismi di coordinamento interistituzionale.

Partecipazione, coordinamento e strumenti di supporto

La legge prevede un modello cooperativo tra Regione, enti locali, altre regioni, amministrazioni statali, istituzioni europee e agenzie ONU competenti. Sono previste conferenze regionali di programmazione con la partecipazione di enti istituzionali e terzo settore; possono essere organizzate anche dagli enti locali. La Giunta può convocare sessioni tecniche tematiche che sostituiscono una o più conferenze.

La Regione si raccorda con i consigli territoriali per l’immigrazione e sostiene programmi e progetti nei paesi d’origine, anche in connessione con il rientro volontario. Le funzioni di osservazione, monitoraggio, analisi e previsione del fenomeno migratorio sono svolte tramite l’osservatorio sociale regionale, che può collaborare con osservatori nazionali e locali e con istituti pubblici e privati. La Giunta promuove inoltre la messa in rete delle banche dati regionali sul fenomeno migratorio, nel rispetto della normativa sulla privacy.

Integrazione sociale, partecipazione e comunicazione interculturale

La legge promuove la partecipazione alla vita pubblica dei cittadini stranieri residenti in Toscana muniti di regolare titolo di soggiorno, anche attraverso l’estensione del diritto di voto. Favorisce lo sviluppo delle associazioni di cittadini stranieri e la diffusione di consigli e consulte degli stranieri presso gli enti locali.

Sono previsti interventi per:

  • insegnamento della lingua italiana e nozioni di educazione civica;
  • protocolli di accoglienza plurilingue per scuole e luoghi di lavoro;
  • qualificazione di insegnanti di italiano L2 e mediatori linguistico-culturali;
  • sviluppo di competenze interculturali nei servizi;
  • iniziative artistiche, culturali, sportive e ricreative;
  • mantenimento della lingua e cultura d’origine;
  • valorizzazione della presenza dei cittadini stranieri nei media.

La Regione promuove inoltre campagne informative per i giovani stranieri, anche per favorire l’accesso al servizio civile regionale.

Abitazione, mediazione sociale e coesione territoriale

La legge sostiene l’edilizia abitativa sociale e azioni specifiche per garantire parità di condizioni nell’accesso alla casa. I cittadini stranieri destinatari della legge accedono ai bandi per l’edilizia residenziale pubblica secondo la normativa vigente.

Sono previsti anche:

  • qualificazione e rete delle associazioni e del terzo settore impegnati nella mediazione sociale abitativa;
  • sostegno a soluzioni abitative di accoglienza, anche temporanee, per stranieri regolarmente soggiornanti senza autonoma sistemazione;
  • interventi speciali per la convivenza interculturale e la riduzione dei fattori di rischio nelle comunità urbane e rurali;
  • servizi di mediazione sociale per prevenire e risolvere microconflitti culturali.

Diritti sociali, salute e assistenza urgente

Ai cittadini stranieri regolarmente soggiornanti è garantito l’accesso alle prestazioni e ai servizi del sistema integrato di interventi e servizi sociali regionale. Tutte le persone dimoranti nel territorio regionale, anche prive di titolo di soggiorno, possono fruire di interventi socio-assistenziali urgenti e indifferibili necessari a tutelare i diritti fondamentali; per le persone in grave marginalità o a rischio vulnerabilità è inoltre garantito:

  • accesso a cure ambulatoriali e ospedaliere urgenti o essenziali, anche continuative, e alla prevenzione;
  • interventi sociali emergenziali e soddisfacimento dei bisogni primari, anche con accoglienza temporanea;
  • accesso dei minori all’istruzione obbligatoria e ai servizi per l’infanzia.

La programmazione regionale definisce le azioni attuative, in collaborazione con amministrazioni locali e terzo settore.

In materia sanitaria, la legge promuove il diritto alla salute degli stranieri e impone direttive alle aziende sanitarie per uniformare protocolli e garantire l’effettiva fruibilità delle prestazioni anche ai non iscritti al SSR. Sono previste azioni informative verso gli stranieri irregolari, strumenti epidemiologici, mediatori culturali, formazione del personale, adattamento dei servizi a un’utenza pluriculturale e piani di prevenzione e sicurezza sul lavoro.

Tutela di donne, minori, famiglie e soggetti vulnerabili

La legge prevede misure specifiche per:

  • prevenzione e contrasto delle mutilazioni genitali femminili;
  • tutela della gravidanza e maternità delle cittadine straniere;
  • assistenza alla cura dei minori per madri prive di rete familiare;
  • iscrizione al SSR in particolari fasi di contenzioso sullo status o per specifici permessi;
  • accesso dei disabili stranieri ai servizi socio-sanitari;
  • coordinamento degli interventi per minori stranieri non accompagnati, con progetti di tutela e affidamento anche tramite centri affidi;
  • protezione, assistenza, integrazione e rientro volontario delle vittime di violenza o grave sfruttamento, anche lavorativo;
  • interventi a favore dei detenuti stranieri e dei minori stranieri di cui alla normativa statale richiamata.

Scuola, formazione, lavoro e riconoscimento delle competenze

La Regione promuove intese con ufficio scolastico regionale ed enti locali per frequenza scolastica, diritto allo studio, accoglienza degli alunni stranieri, formazione del personale e mediazione culturale e linguistica, oltre che per l’accesso ai servizi per l’infanzia.

In ambito formativo e lavorativo, la legge favorisce:

  • tirocini e formazione per acquisire nuove competenze o valorizzare quelle acquisite nel paese d’origine;
  • intese per facilitare l’ingresso in Italia per corsi di formazione o tirocini;
  • incontro tra domanda e offerta di lavoro e accordi con sindacati, datori di lavoro e terzo settore per ingressi regolari per lavoro;
  • accesso ai servizi per l’impiego;
  • riconoscimento dei titoli di studio e professionali, e riconoscimento delle competenze acquisite all’estero.

Sportelli informativi, consulenza e documentazione amministrativa

La Regione promuove e coordina una rete regionale di sportelli informativi per:

  • supporto nelle pratiche di rilascio, rinnovo e conversione dei titoli di soggiorno e per la cittadinanza;
  • accesso ai servizi territoriali;
  • mediazione culturale e interpretariato.

La rete usa la rete telematica regionale, standardizza le procedure, cura formazione e qualificazione degli operatori e l’accesso multilingue a informazioni e modulistica. Gli sportelli possono essere gestiti da enti locali, no profit, sindacati e organizzazioni datoriali. La rete supporta anche i comuni nelle funzioni relative al rilascio dei titoli di soggiorno e coordina i servizi di semplificazione dei rapporti con la pubblica amministrazione.

I cittadini stranieri regolarmente soggiornanti possono inoltre avvalersi del difensore civico regionale nei casi previsti.

Religione, cultura e servizi di comunità

La legge promuove misure per garantire l’assistenza religiosa in carcere, in ospedali e strutture di cura; l’assegnazione di spazi cimiteriali e per riti funebri; luoghi adeguati per il culto; spazi per macellazione rituale; rispetto delle norme alimentari religiose nelle mense pubbliche; e possibili intese per l’osservanza di prescrizioni rituali e festività nei luoghi di lavoro.

È anche favorita l’adozione di misure per il rimpatrio delle salme di cittadini stranieri indigenti.

Impresa, ricerca, studio e mobilità internazionale

La Regione sostiene l’imprenditoria immigrata tramite informazione e assistenza sugli adempimenti e sulle opportunità di finanziamento, anche in raccordo con associazioni di categoria e camere di commercio. Promuove l’incontro tra imprenditori stranieri e associazioni imprenditoriali.

In ambito universitario e della ricerca, la legge garantisce pari accesso agli studenti stranieri ai servizi regionali per il diritto allo studio, sostiene la mobilità studentesca internazionale e favorisce:

  • orientamento e accoglienza per studenti, dottorandi e ricercatori non comunitari;
  • accordi per aumentare gli alloggi per soggetti ad alta qualificazione;
  • attrazione di studenti e studiosi stranieri;
  • mobilità in entrata dei ricercatori di paesi terzi e convenzioni di accoglienza.

Contrasto alle discriminazioni

La Regione, insieme a province, comuni e terzo settore, adotta misure contro le discriminazioni razziali, etniche, nazionali o religiose. La Giunta:

  • riceve segnalazioni e coordina la rete di soggetti per la rilevazione dei casi;
  • si raccorda con consigliera di parità, difensore civico e rete dei difensori civici locali nei casi pertinenti;
  • coordina l’azione con UNAR, centri antidiscriminazione e reti territoriali;
  • favorisce assistenza legale tramite intese con i soggetti legittimati ad agire;
  • acquisisce dati e informazioni con l’osservatorio sociale regionale;
  • promuove formazione, campagne informative e tutela delle vittime vulnerabili.

Asilo, protezione internazionale e integrazione dei beneficiari di accoglienza

La Regione promuove la tutela del diritto di asilo e della protezione sussidiaria tramite prima accoglienza e integrazione, in raccordo con Stato ed enti locali, con priorità a minori non accompagnati, donne e vittime di tortura. Sono previsti monitoraggio, rafforzamento della rete di informazione e tutela, formazione degli operatori, sensibilizzazione, supporto agli enti locali che aderiscono a programmi nazionali e UE, e coordinamento delle strutture di accoglienza.

La Regione sostiene anche iniziative e progetti di integrazione per le persone destinatarie delle misure di accoglienza previste dal d.lgs. 142/2015, in collaborazione con le comunità locali, con i finanziamenti nazionali e comunitari e nel quadro della programmazione socio-sanitaria integrata.

Aspetti finanziari, relazioni e monitoraggio

Le risorse per l’attuazione delle politiche sono definite ordinariamente dalle normative di settore e dagli strumenti di programmazione, senza nuovi oneri generali per il bilancio regionale. Ulteriori risorse per progetti speciali sono stabilite dal piano di indirizzo in coerenza con il bilancio.

Per gli esercizi 2009 e 2010 la legge indica coperture specifiche e una stima di oneri per la programmazione, le conferenze regionali, il funzionamento del comitato e le attività contro le discriminazioni. Per gli esercizi successivi si provvede con legge di bilancio.

A partire dal secondo anno dall’entrata in vigore e con cadenza biennale, la Giunta presenta al Consiglio una relazione sullo stato di attuazione, che riguarda in particolare integrazione, soggetti vulnerabili, diritto allo studio e impresa, azioni contro le discriminazioni e andamento del fenomeno migratorio. La relazione è resa pubblica.

Norme transitorie

Il piano di indirizzo attuativo del PRS 2011-2015 è stato prorogato fino all’approvazione del Piano sanitario sociale integrato regionale attuativo del PRS 2016-2020. Entro l’adozione di tale PSSIR, la Giunta doveva presentare al Consiglio proposte di adeguamento della normativa regionale in materia.

Abrogazioni, modifiche e assetto vigente

La legge ha abrogato la previgente l.r. 22 marzo 1990, n. 22. Nel testo consolidato risultano numerosi commi successivamente modificati, abrogati e in parte reintrodotti; la disciplina oggi rilevante è quella risultante dal consolidato, in particolare con le integrazioni del 2019 su vulnerabilità, grave marginalità e accoglienza.

Attualità della disciplina

La legge contiene una disciplina di carattere generale ancora riferibile a politiche regionali in materia di immigrazione, integrazione, salute, scuola, lavoro, accoglienza e antidiscriminazione. Non risulta quindi obsoleta nel suo complesso, pur avendo alcune parti transitorie ormai esaurite e contenendo riferimenti a programmazioni e coperture finanziarie riferite agli anni iniziali di vigenza.

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