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Sentenza

Sentenza n. 757/2026 - Lecce, Sezione 2

per l’annullamento - del silenzio-rigetto formatosi in relazione all’istanza di accesso presentata dall’Ing. Tundo in data 05.8.2024, in relazione alla S.C.I.A. in variante al P.d.C. n. 59/2020 del 13.5.2021, e a tutti i suoi allegati, presentata dalla Sig.ra Pierini e acquisita al prot. comunale al n. 30172 del 15.5.2024; per la declaratoria - del diritto del ricorrente all’accesso agli atti richiesti con istanza del giorno 5.8.2024, con consequenziale condanna del Comune di Gallipoli alla esibizione e al rilascio di copia di tutta la documentazione richiesta.

Giustizia amministrativa202401239

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Lecce, Sez. IISentenzaAccesso agli atti

Atto impugnato: silenzio-rigetto formatosi sull'istanza di accesso relativa a una SCIA in variante a un permesso di costruire e ai relativi allegati

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha proposto ricorso ex art. 116 c.p.a. contro il silenzio-rigetto formatosi sull'istanza di accesso presentata al Comune di Gallipoli il 5 agosto 2024, avente a oggetto una SCIA in variante a un permesso di costruire e tutta la documentazione allegata, presentata da una privata. Ha chiesto l'annullamento del silenzio-rigetto, l'accertamento del diritto di accesso e la condanna del Comune all'esibizione e al rilascio di copia degli atti. Nel corso del giudizio il ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione, rappresentando che il Comune, con nota dell'ottobre 2024, aveva trasmesso copia degli atti richiesti.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., prendendo atto della dichiarazione depositata dal ricorrente prima che la causa fosse trattenuta in decisione. Il Collegio ha escluso la cessazione della materia del contendere, poiché non risultava provata in atti l'effettiva ostensione della documentazione richiesta, sebbene entrambe le parti avessero rappresentato che l'accesso era stato effettuato nell'ottobre 2024. Le spese sono state poste a carico del Comune in applicazione della soccombenza virtuale, poiché l'ostensione sarebbe avvenuta dopo la proposizione del ricorso. Il Comune è stato condannato alla rifusione di 1.000 euro, oltre accessori di legge e rimborso del contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 116 c.p.a.

    Disciplina il rito speciale per le controversie in materia di accesso ai documenti amministrativi.

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    Consente di dichiarare l'improcedibilità del ricorso quando sopravviene una carenza di interesse alla decisione.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato nel provvedimento tra le disposizioni processuali applicabili.

Massime di principio

  • Nel processo amministrativo il ricorrente dispone dell'azione sino al momento in cui la causa è trattenuta per la decisione e può dichiarare la sopravvenuta perdita di interesse, determinando l'improcedibilità del ricorso.
  • La sopravvenuta ostensione degli atti richiesti non determina automaticamente la cessazione della materia del contendere quando non sia provata in giudizio l'effettiva messa a disposizione della documentazione oggetto dell'istanza.
  • Quando l'amministrazione soddisfa la richiesta di accesso dopo la proposizione del ricorso, le spese possono essere poste a suo carico secondo il criterio della soccombenza virtuale, anche se il giudizio viene dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse.

Come è indicizzato

MaterieAccesso documentaleEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiAccesso e trasparenzaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

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