Cassazione Penale, Sentenza n. 14568/2026 del 21/04/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso per Cassazione articolato in cinque motivi: 1) contestazione della sussistenza oggettiva del reato di bancarotta preferenziale: si sostiene che al momento dei rimborsi la società Mancini s.r.l. non era in stato di insolvenza e dunque non sussisteva la lesione della par condicio creditorum; 2) vizio del coefficiente soggettivo della bancarotta preferenziale: manca la prova della consapevolezza dell'insolvenza e della volontà di favorire alcuni creditori a danno di altri; 3) vizio del coefficiente soggettivo della bancarotta documentale semplice: omissione di un esame concreto della colpa dell'amministratore, tenuto conto delle sue effettive competenze, dell'affidamento a professionisti e della conservazione della documentazione di supporto; 4) doglianza per il diniego del proscioglimento ex art. 131-bis c.p.; 5) censura per il mancato riconoscimento dell'attenuante di cui all'art. 219, comma 3, legge fallimentare, richiesta anche con riferimento alla bancarotta documentale.
La decisione
La Corte di Cassazione ha parzialmente accolto il ricorso: ha annullato la sentenza impugnata limitatamente alla bancarotta preferenziale e al mancato riconoscimento dell'attenuante di cui all'art. 219, comma 3, legge fallimentare con riferimento alla bancarotta semplice documentale, disponendo il rinvio per nuovo giudizio ad altra sezione della Corte d'appello di Milano. Ha ritenuto fondata la censura secondo cui la Corte d'appello non ha adeguatamente valutato la sussistenza dello stato di insolvenza della società al momento dei rimborsi (presupposto rilevante per la configurazione della bancarotta preferenziale) e, di conseguenza, ha disposto che la questione sia nuovamente esaminata. Ha invece rigettato il motivo relativo al coefficiente soggettivo della bancarotta documentale (confermando l'obbligo dell'amministratore di tenere la contabilità e la difficoltà di esonerarsi tramite l'affidamento a professionisti senza prova rigorosa contraria). Gli altri profili (proscioglimento ex art. 131-bis e valutazione dell'attenuante) sono assorbiti o rinviati al nuovo giudizio. Il resto del ricorso è stato rigettato.
Norme richiamate
art. 216, terzo comma, legge fallimentare
Richiamato in relazione alla fattispecie di bancarotta preferenziale; la Corte ha dato rilievo alla giurisprudenza che considera lo stato d'insolvenza come presupposto rilevante (anche se non espressamente previsto dalla norma) per la configurazione della preferenza
art. 217, secondo comma, legge fallimentare
Norma applicata alla bancarotta documentale semplice: la Corte ha ritenuto sussistente la responsabilità per mancata tenuta della contabilità e ha motivato che il coefficiente soggettivo è di natura colposa
art. 219, terzo comma, legge fallimentare
Circostanza attenuante dedotta dalla ricorrente; la Corte ha ritenuto necessario un nuovo esame in relazione alla bancarotta documentale, annullando la decisione sulla mancata concessione dell'attenuante per quella fattispecie
art. 131-bis cod. pen.
Richiamato dalla ricorrente come base per il proscioglimento; la Corte di Cassazione ha considerato la questione assorbita dall'annullamento relativo alla bancarotta preferenziale e dall'accertamento sulle attenuanti
art. 173 disp. att. cod. proc. pen.
Norma procedurale evocata in relazione alla limitazione della sintesi dei motivi di ricorso; la Corte ha ritenuto di espungere dalla ricostruzione solo le parti strettamente necessarie ai fini decisori
Giurisprudenza della Corte di Cassazione (es. Sez. 5, n. 24728 del 13/05/2025, Appignanesi e altre pronunce richiamate)
Principi consolidati richiamati: le restituzioni ai soci sono lecite in condizioni ordinarie, ma assumono natura preferenziale se avvengono in periodo di dissesto; lo stato di insolvenza è valutabile anche in assenza di protesti o pignoramenti
Massime di principio
- Per la configurazione della bancarotta preferenziale è necessario valutare lo stato di insolvenza dell'impresa al momento dell'atto di pagamento: rimborsi legittimi in periodo di normalità possono diventare preferenze se effettuati in un contesto di dissesto che metta a rischio la par condicio creditorum
- Il requisito soggettivo della bancarotta preferenziale richiede la prova, anche per via presuntiva, della consapevolezza dello stato di difficoltà e della volontà di privilegiare alcuni creditori; la valutazione deve essere puntuale e riferita al momento dell'atto
- L'amministratore ha un obbligo rigoroso di tenuta della contabilità: l'affidamento dei compiti contabili a professionisti non esonera automaticamente dalla responsabilità penale salvo prova rigorosa che attesti l'assenza di colpa dell'amministratore
- Le attenuanti ex lege fallimentare (es. art. 219, comma 3) richiedono una valutazione complessiva dell'incidenza dell'ammontare detratto sulla massa attiva e sulla ripartizione tra creditori; la loro concessione non può essere decisa soltanto sul quantum distratto
- Se la Corte d'appello non affronta in modo concreto e specifico questioni decisive (es. stato di insolvenza in un dato momento), la Cassazione può annullare per vizio di motivazione e disporre il rinvio per nuovo esame
- Con l'annullamento per vizio di motivazione il giudice di rinvio ha piena cognizione e può riconsiderare il compendio probatorio autonomamente, pur dovendo evitare gli errori argomentativi censurati
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