L.R. Abruzzo 2/2008
Provvedimenti urgenti a tutela del territorio regionale.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge regionale Abruzzo detta criteri di tutela territoriale e paesaggistica per il rilascio dell’intesa su opere energetiche e infrastrutture connesse, con particolare attenzione a idrocarburi, metanodotti e centrali a gas. Molte previsioni introdotte nel tempo sono state dichiarate costituzionalmente illegittime; restano richiamate solo come testo consolidato, ma diverse disposizioni non sono più applicabili.
Tutela del territorio regionale e localizzazione di opere energetiche in Abruzzo
Tutela del territorio regionale e localizzazione di opere energetiche in Abruzzo
La legge regionale Abruzzo disciplina, in chiave programmatica e di indirizzo, la tutela del territorio rispetto alla localizzazione di opere energetiche e infrastrutture connesse. Il provvedimento è finalizzato a orientare il rilascio dell’intesa regionale e l’attività del Comitato di coordinamento regionale VIA, con priorità per salute, ambiente, paesaggio, beni culturali e salvaguardia degli habitat.
Ambito e finalità generali
La Regione Abruzzo afferma di esercitare le proprie competenze in materia di governo del territorio, valorizzazione dell’ambiente e agricoltura per garantire:
- tutela della salute umana;
- protezione e valorizzazione dei beni paesaggistici;
- preservazione degli habitat prioritari;
- sviluppo sostenibile e uso accorto delle risorse naturali. Le disposizioni hanno natura di indirizzo per l’azione amministrativa regionale in tema di intesa energetica e valutazioni ambientali.
Localizzazione di opere di prospezione, ricerca, estrazione e coltivazione di idrocarburi liquidi
Per le opere relative ad attività di prospezione, ricerca, estrazione e coltivazione di idrocarburi liquidi, la legge individua aree nelle quali la localizzazione è ritenuta incompatibile, in particolare:
- aree naturali protette;
- aree soggette a vincoli paesaggistici o ricadenti nel Piano paesaggistico regionale;
- SIC, ZPS e altri siti di interesse naturalistico;
- aree sismiche di prima categoria. Nelle aree non ricomprese in tale elenco, la compatibilità deve essere valutata considerando soprattutto i profili sismici, idrogeologici e la tutela delle produzioni agricole di pregio.
Criteri di valutazione e indirizzo per gli organi regionali
Le disposizioni relative alle aree incompatibili e alla valutazione delle aree residue valgono come norme di indirizzo per il Comitato di coordinamento regionale VIA. Il testo mira a indirizzare le scelte amministrative verso soluzioni con minore impatto ambientale e sismico, tenendo conto anche delle esigenze di protezione delle aree agricole specializzate e delle produzioni a denominazione di qualità.
Regole sulle centrali di compressione e spinta del gas e sulle distanze di sicurezza
Le centrali di compressione e di spinta del gas funzionali ai metanodotti devono essere localizzate, in coerenza con il Piano regionale della qualità dell’aria, nelle zone industriali della Regione, dove l’impatto ambientale e il rischio sismico risultano minori. Per i nuovi metanodotti, la Regione prevede distanze di sicurezza crescenti in rapporto al diametro delle condotte e alla pressione di esercizio, secondo una tabella tecnica allegata. Il testo disciplina anche:
- distanze minime tra condotte vicine per evitare l’effetto domino;
- distanza minima di 100 metri dei metanodotti di prima specie dai fabbricati, anche isolati, salvo impossibilità topografiche o geologiche;
- uso di manufatti di protezione nei tratti con distanza ridotta;
- equivalenza delle distanze di sicurezza delle centrali di compressione a quelle delle condotte in uscita.
Opere di interesse statale: oleodotti, gasdotti e impianti connessi
Per oleodotti e gasdotti di diametro pari o superiore a 800 mm e lunghezza superiore a 40 km, nonché per gli impianti termoelettrici e di compressione a gas naturale connessi, la disciplina regionale prevedeva l’incompatibilità nelle aree sismiche di prima categoria e il diniego dell’intesa con lo Stato. La legge richiamava anche il contrasto con il Piano regionale di Tutela della Qualità dell’Aria come ulteriore causa di diniego.
Centrali di compressione a gas
La localizzazione e realizzazione delle centrali di compressione a gas era consentita solo al di fuori delle aree sismiche di prima categoria, previo studio particolareggiato della risposta sismica locale con indagini geofisiche, sismiche e litologiche di dettaglio. Questa disciplina, tuttavia, risulta oggi non utilizzabile per effetto della dichiarazione di illegittimità costituzionale della relativa disposizione.
Effetti pratici e obsolescenza delle disposizioni
Dalle note al testo consolidato emerge che diverse disposizioni aggiunte o sostituite negli anni sono state dichiarate costituzionalmente illegittime dalla Corte costituzionale. In particolare, risultano non più applicabili le norme che introducevano specifiche preclusioni o regole operative su:
- valutazione comparata delle soluzioni dopo il diniego di intesa;
- localizzazione delle centrali di compressione e spinta del gas e relative distanze;
- localizzazione di grandi infrastrutture energetiche di interesse statale;
- centrali di compressione a gas fuori dalle aree sismiche di prima categoria.
Entrata in vigore
La legge è stata dichiarata urgente ed è entrata in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nel BURA.
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