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Determinazione

Determinazione AGID n. 343/2021 del 26/04/2020

Determinazione 343/2021 del 26 aprile 2021 - Ristoro dei costi sostenuti nel 2020 dall’Agenzia per l’Italia Digitale per le attività di vigilanza sui gestori SPID accreditati ai sensi dell’art. 4, comma 1, lettera a) del DPCM 24 ottobre 2014

AgID343/2021

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Si tratta di una determinazione dirigenziale di natura principalmente amministrativo-contabile, adottata da AgID per quantificare il contributo annuale dovuto dai gestori SPID a titolo di ristoro dei costi sostenuti nel 2020 per le attività di vigilanza. L’atto ricostruisce il quadro normativo e convenzionale applicabile, dà conto delle attività ispettive e di vigilanza svolte, determina l’ammontare complessivo dei costi e ripartisce l’importo tra i gestori accreditati, nel rispetto del tetto massimo previsto per singolo gestore.

Quantificazione del contributo 2020 dovuto dai gestori SPID per il ristoro dei costi di vigilanza sostenuti da AgID

Ristoro dei costi di vigilanza SPID 2020

La determinazione è un atto amministrativo-contabile con cui AgID quantifica il contributo dovuto dai gestori SPID per il ristoro dei costi sostenuti dall’Agenzia nel 2020 per le attività di vigilanza. L’atto applica la disciplina del CAD, del DPCM 24 ottobre 2014, del regolamento AgID sulla vigilanza e dello schema di convenzione SPID.

Quadro normativo e presupposti

AgID richiama le proprie competenze in materia di SPID e di vigilanza sui soggetti pubblici e privati che partecipano al sistema. In particolare, la determinazione si fonda su:

  • art. 64, comma 2-bis, del CAD, che prevede l’istituzione del sistema SPID;
  • art. 14-bis, comma 2, lettera i), del CAD, sulla vigilanza di AgID;
  • DPCM 24 ottobre 2014, che disciplina caratteristiche, tempi e modalità di adozione di SPID;
  • regolamento AgID sulle modalità di accreditamento e vigilanza dei gestori dell’identità digitale;
  • schema di convenzione tra AgID e i gestori accreditati.

Il regolamento prevede che, entro aprile di ogni anno, l’Agenzia determini i costi derivanti dall’attività di vigilanza dell’anno precedente e li ripartisca tra i gestori secondo criteri predeterminati. Lo schema di convenzione stabilisce inoltre che il contributo annuo per la vigilanza non possa superare 8.000 euro per singolo gestore.

Attività di vigilanza svolte nel 2020

Nel corso del 2020 le attività di vigilanza hanno riguardato nove gestori SPID:

  • Aruba PEC S.p.A.
  • Infocert S.p.A.
  • Intesa S.p.A.
  • Lepida S.c.p.A.
  • Namirial S.p.A.
  • Poste Italiane S.p.A.
  • Register.IT S.p.A.
  • Sielte S.p.A.
  • TI Trust Technologies s.r.l.

A causa dell’emergenza sanitaria, le ispezioni sono state svolte da remoto dal personale AgID; in un caso ha partecipato anche un auditor della società RINA Services S.p.A., affidataria del relativo servizio tramite procedura espletata su piattaforma Consip.

Quantificazione dei costi sostenuti da AgID

L’atto dà conto delle risorse impiegate per le attività di vigilanza e di supporto. In particolare, rileva:

  • 2,5 giorni/persona dell’auditor esterno per le verifiche ispettive e le attività connesse di preparazione e documentazione;
  • 20,5 giorni/persona del personale AgID coinvolto nelle visite ispettive;
  • 122 giorni/persona del Servizio "Vigilanza" per coordinamento, pianificazione, verifiche, gestione documentale, notifiche di malfunzionamenti, segnalazioni utenti ed elaborazione dei dati periodici di riepilogo.

Sulla base della comunicazione dell’Ufficio competente, il costo complessivo delle attività di vigilanza SPID per il 2020 è stato determinato in 24.814 euro, di cui 1.375 euro relativi ad attività consulenziale di supporto.

Riparto del contributo e limite massimo per gestore

Applicando i criteri di riparto previsti dal regolamento, l’importo complessivo a carico dei gestori, depurato della quota eccedente il massimale annuo previsto per uno di essi, è stato determinato in 21.059,82 euro. La determinazione precisa che tale importo copre integralmente i costi di supporto all’attività ispettiva esterna e oltre l’80% dei costi interni sostenuti da AgID.

Importi dovuti dai singoli gestori

La determinazione quantifica il contributo dovuto da ciascun gestore SPID per l’attività di vigilanza svolta nel 2020:

  • Aruba PEC S.p.A.: 1.925,17 euro
  • Infocert S.p.A.: 1.802,77 euro
  • Intesa S.p.A.: 1.383,33 euro
  • Lepida S.c.p.A.: 1.784,95 euro
  • Namirial S.p.A.: 1.528,69 euro
  • Poste Italiane S.p.A.: 8.000,00 euro
  • Register.IT S.p.A.: 1.415,47 euro
  • Sielte S.p.A.: 1.753,25 euro
  • TI Trust Technologies s.r.l.: 1.466,21 euro

L’atto si limita quindi a determinare la misura del contributo da riconoscere ad AgID per l’anno 2020, in applicazione della disciplina vigente e dei limiti economici previsti dalla convenzione SPID.

Punti principali

Natura e finalità dell’atto

La determinazione non introduce regole nuove in materia SPID, ma applica le previsioni del DPCM 24 ottobre 2014, del regolamento AgID sulla vigilanza e dello schema di convenzione, per quantificare il contributo annuale a carico dei gestori SPID destinato a ristorare i costi di vigilanza sostenuti dall’Agenzia nel 2020.

Presupposti normativi e contrattuali

L’atto richiama le competenze di AgID in materia di SPID e vigilanza sui soggetti aderenti, nonché l’art. 9 del regolamento sulla vigilanza e l’art. 8 dello schema di convenzione, che prevedono la determinazione annuale dei costi e i criteri di riparto tra i gestori, con un tetto massimo di 8.000 euro annui per la vigilanza per ciascun gestore.

Attività svolte nel 2020 e costo complessivo

Nel 2020 le attività di vigilanza hanno riguardato nove gestori SPID. Le verifiche ispettive sono state svolte da remoto per effetto dell’emergenza sanitaria, con il coinvolgimento di personale AgID e, in un caso, di un auditor esterno. Il costo complessivo delle attività di vigilanza SPID è stato quantificato in 24.814 euro, comprensivi di 1.375 euro per attività consulenziale di supporto.

Riparto del contributo tra i gestori

Applicando i criteri di ripartizione previsti dal regolamento, il totale a carico dei gestori, al netto della quota eccedente il massimale annuale per un gestore, è stato determinato in 21.059,82 euro. La determinazione assegna a ciascun gestore l’importo dovuto, con Poste Italiane S.p.A. al valore massimo di 8.000 euro e gli altri importi ripartiti secondo il criterio stabilito.

Come è indicizzato

Materievigilanza spidristoro costiqualificazione servizi digitaliregolazione spidamministrazione e finanza

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