Decreto dirigenziale n. 445 del 02/12/2025
Modalità di erogazione, rendicontazione, monitoraggio delle risorse relative al II quinquennio di applicazione del Piano Strategico della mobilità sostenibile (2024-2028) del DI n° 81 del 14/02/2020 nonché le disposizioni per il completamento del I quinquennio di tutto il PSNMS (2019-2023)
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl decreto disciplina per il quinquennio 2024-2028 le modalità di utilizzo, erogazione, rendicontazione e monitoraggio delle risorse del Piano strategico nazionale della mobilità sostenibile destinate alle regioni per il rinnovo dei parchi autobus del trasporto pubblico locale e regionale e per le infrastrutture di supporto. Vengono fissati criteri di ammissibilità delle spese, regole specifiche per leasing, tipologie di autobus e attrezzaggi obbligatori, percentuali di anticipazione e saldo, termini per l’assunzione delle obbligazioni giuridicamente vincolanti e per il completamento della spesa, nonché vincoli di destinazione, reversibilità, cofinanziamento e pubblicità. Il provvedimento disciplina inoltre il completamento delle forniture avviate nel primo quinquennio 2019-2023 e contiene l’elenco dei CUP relativi agli interventi del secondo quinquennio.
Modalità di erogazione, rendicontazione e monitoraggio delle risorse del Piano strategico nazionale della mobilità sostenibile per il quinquennio 2024-2028
Modalità di erogazione, rendicontazione e monitoraggio delle risorse del PSNMS 2024-2028
Il decreto definisce, per il quinquennio 2024-2028, le regole operative per l’utilizzo delle risorse del Piano Strategico Nazionale della Mobilità Sostenibile destinate al rinnovo del parco autobus del trasporto pubblico locale e regionale e alle infrastrutture di supporto. L’atto è adottato in attuazione dell’articolo 3 del decreto interministeriale n. 81 del 14 febbraio 2020 e si coordina con il DPCM 17 aprile 2019 di approvazione del Piano, come modificato dai successivi interventi normativi citati nelle premesse.
Base normativa e finalità
Il provvedimento richiama, tra le principali basi normative, l’articolo 1, commi 613-615, della legge n. 232/2016, che ha istituito il Piano Strategico Nazionale della Mobilità Sostenibile, il DPCM 17 aprile 2019 di approvazione del Piano e il decreto interministeriale n. 81/2020 di riparto delle risorse. Vengono inoltre richiamati il D.lgs. n. 257/2016, il D.lgs. n. 229/2011 sul monitoraggio delle opere pubbliche, il D.lgs. n. 36/2023 sui contratti pubblici e vari decreti direttoriali antecedenti, tra cui i DD n. 134/2021, 175/2021, 109/2023 e 152/2025.
La finalità è duplice: disciplinare l’impiego delle risorse del secondo quinquennio del Piano, e aggiornare le regole di rendicontazione anche per il completamento di forniture avviate nel primo quinquennio 2019-2023.
Ambito soggettivo e utilizzo delle risorse
Le risorse sono attribuite alle regioni, che restano i beneficiari del finanziamento. Le regioni possono operare direttamente oppure tramite soggetti attuatori, imprese affidatarie o esercenti dei servizi di TPL e regionale, soggetti individuati dalla normativa regionale, o soggetti affidatari di parchi rotabili e/o infrastrutture impiegati per i medesimi servizi.
È espressamente previsto che la regione o il soggetto attuatore assicurino che le forniture e le infrastrutture di supporto non siano oggetto, per la quota ammessa a contributo, di ulteriori finanziamenti diversi da quelli del decreto n. 81/2020.
Termini vincolanti per obbligazioni, spesa e istanza finale
Per le risorse annualmente assegnate nel quinquennio 2024-2028:
- le obbligazioni giuridicamente vincolanti devono essere assunte entro il 31 dicembre 2026, con revoca della quota non impegnata;
- entro il 31 dicembre 2028 le risorse devono essere interamente utilizzate, mediante pagamento del saldo e acquisizione delle fatture relative al completamento della fornitura, con revoca della quota non utilizzata;
- entro il 30 settembre 2029 deve essere inviata l’istanza di cui all’articolo 7, comma 1, lettera c), pena la revoca della quota di finanziamento non utilizzata.
Spese ammissibili e condizioni di finanziabilità
Le risorse possono essere impiegate esclusivamente per:
- fornitura di autobus;
- attrezzaggi previsti dall’articolo 5, commi 3 e 5;
- eventuali attrezzaggi ulteriori previsti dall’articolo 5, comma 4;
- infrastrutture di supporto secondo le modalità dell’articolo 6.
Non sono ammesse a contributo, neppure parziale:
- le spese di manutenzione;
- le spese di cui all’articolo 45, commi 5-7, del D.lgs. n. 36/2023;
- i costi per eventuali contenziosi relativi all’affidamento o all’esecuzione degli appalti.
L’IVA è ammissibile solo se effettivamente e definitivamente sostenuta e non recuperabile.
Sono ammesse al contributo per il quinquennio 2024-2028 soltanto le forniture:
- avviate con procedure iniziate dopo il 1° gennaio 2023;
- eseguite nel rispetto del decreto e del D.lgs. n. 36/2023;
- per le quali i mezzi siano immatricolati dopo il 1° gennaio 2024.
Sono previste eccezioni motivate ai riferimenti temporali, purché i mezzi rispettino gli standard tecnologici e ambientali vigenti al 1° gennaio 2024, indicati come EURO 6 step E ai sensi del Reg. (UE) 2018/1832, oltre alle specifiche dell’articolo 5.
L’atto formale di avvio della procedura è, di regola, la determina a contrarre ex articolo 17, comma 1, del D.lgs. n. 36/2023; per gli accordi quadro, il momento rilevante è il contratto applicativo.
È inoltre consentito l’utilizzo delle risorse per coprire quota del canone di un contratto di leasing con obbligo di riscatto per autobus, secondo le regole specifiche del decreto.
Leasing
Il decreto ammette la copertura di leasing per autobus, stabilendo che:
- la durata del leasing non può superare gli anni residui del programma di investimenti vigente al momento della sottoscrizione;
- canone e riscatto devono rientrare nel cronoprogramma degli investimenti del II quinquennio;
- il contributo del Piano non copre la parte del canone destinata a remunerare il capitale del fornitore terzo né la percentuale di cofinanziamento dovuta;
- il mezzo resta assoggettato ai vincoli di destinazione e reversibilità, che devono essere richiamati nei contratti, compreso il subentro di un nuovo gestore del TPL;
- la rendicontazione di ciascun canone deve indicare contributo statale, eventuale cofinanziamento regionale e quota interessi.
Tipologie di autobus, alimentazioni e attrezzaggi obbligatori
Gli autobus devono essere idonei al servizio di TPL locale e regionale.
Per il quinquennio 2024-2028 sono finanziabili:
- per il servizio urbano/suburbano: autobus M2 e M3 di classe I/classe A, a metano, elettrico, idrogeno, o ibrido metano/elettrico, salvo casi espressamente motivati;
- per il servizio extraurbano: autobus M2 e M3 di classe II-III/classe A-B, a metano, elettrico, idrogeno, o ibrido metano/elettrico, salvo casi espressamente motivati, nel rispetto dell’articolo 1, comma 526, della legge n. 207/2024;
- filobus, limitatamente alla fornitura dei mezzi.
Gli autobus devono essere corredati da:
- attrezzature per l’accesso e il trasporto di persone a mobilità ridotta;
- conta-passeggeri attivo;
- dispositivi di localizzazione con chiamata di emergenza del conducente;
- dispositivi di validazione elettronica;
- videosorveglianza e dispositivi di protezione del conducente secondo le modalità regionali;
- sistemi di aerazione e climatizzazione;
- indicatori di linea.
Per i veicoli ordinati dopo la data del decreto è obbligatoria anche la dotazione di:
- almeno 4 prese USB;
- per gli autobus extraurbani di media e lunga percorrenza, prese USB per ciascun posto a sedere e servizio igienico.
Ulteriori attrezzaggi, comprese strutture porta-biciclette o altri dispositivi di mobilità attiva/ITS, possono essere finanziati fino al 5% del costo complessivo del veicolo, se previsti nella programmazione regionale.
Gli autobus devono inoltre essere conformi al D.M. 17 aprile 2024, n. 108.
Infrastrutture di supporto e piani di investimento esecutivi
Il decreto consente di destinare alle infrastrutture di supporto fino al 50% del contributo previsto per il primo triennio di ciascun quinquennio. I piani di investimento esecutivi possono variare le voci di investimento fino al 15%, finalizzando la modifica alla realizzazione di infrastrutture di supporto o alla modifica delle tipologie di alimentazione, fermo quanto previsto dall’articolo 1, comma 526, della legge n. 207/2024.
Sono ammesse, in particolare, le spese strettamente connesse alla realizzazione delle infrastrutture necessarie per l’alimentazione dei mezzi: allacciamenti alla rete, colonnine/luoghi di ricarica e relativi apparati, siti e dispositivi di stoccaggio, nonché eventuali adeguamenti dei depositi limitatamente alle opere necessarie.
Le spese tecniche di progettazione, direzione lavori, coordinamento della sicurezza e collaudo sono ammesse, previa certificazione regionale, entro i limiti del D.M. Giustizia 17 giugno 2016. Per i piani di investimento esecutivi è prevista una copertura massima pari al 2% del contributo per infrastrutture di supporto, destinabile anche alla redazione del piano e ad analisi specialistiche, come l’analisi costi-benefici.
Modalità di erogazione delle risorse
L’erogazione segue tre fasi:
- anticipazione del 30% dell’importo complessivo del contributo del II quinquennio;
- erogazioni successive fino al 90% complessivo, sulla base di rendicontazione che attesti almeno il 20% di spesa sull’importo del contributo del quinquennio;
- saldo finale del 10%.
L’anticipazione è articolata in due quote:
- 20% entro 60 giorni dall’entrata in vigore del decreto;
- il restante 10% entro 60 giorni dalla richiesta di saldo delle risorse del I quinquennio di cui l’ente sia beneficiario.
Se al saldo del primo quinquennio vi sono quote residue già nella disponibilità dell’ente, queste sono riportate in conto anticipazione. Per le regioni che abbiano già ottenuto il saldo del primo quinquennio, l’anticipazione è erogata entro 60 giorni dall’entrata in vigore del decreto.
Documentazione per anticipazione, stati di avanzamento e saldo
Per ottenere le erogazioni successive e il saldo, la regione deve trasmettere una dettagliata istanza corredata da documentazione tecnica e contabile.
Per la rendicontazione ordinaria sono richiesti, tra l’altro:
- piano di investimento esecutivo con dettaglio di autobus e infrastrutture;
- dati degli ordini di acquisto, procedure di aggiudicazione, CUP e CIG;
- dati del fornitore/costruttore;
- dati delle imprese designate all’acquisto e all’utilizzo delle unità di autobus;
- elenco di dotazioni, attrezzature ed equipaggiamenti;
- indicazione del costo contrattuale ammesso a contributo;
- provvedimenti regionali su vincolo di reversibilità e destinazione.
Il RUP deve dichiarare:
- la rispondenza delle forniture alle previsioni del Piano e del decreto;
- il rispetto dei requisiti degli attrezzaggi obbligatori;
- l’installazione degli eventuali attrezzaggi aggiuntivi e il loro peso percentuale sul costo del veicolo;
- l’assenza di altri finanziamenti sulla quota ammessa a contributo.
Per l’erogazione dei contributi su infrastrutture di supporto devono essere trasmessi anche SAL, certificati di pagamento, fatture quietanzate o con prova di pagamento.
Per le forniture devono essere inoltre indicati:
- il numero di targa di ciascun autobus;
- l’elenco delle fatture quietanzate riferite a ciascun autobus.
Per il saldo finale è necessaria anche la documentazione conclusiva:
- certificati di collaudo o di regolare esecuzione per le opere;
- certificato di conformità per eventuali infrastrutture di supporto;
- quadro aggiornato del prospetto di dettaglio;
- per ciascun autobus, i dati essenziali dei documenti di circolazione e gli estremi per la messa in servizio.
Nel caso di acquisto di filobus, devono essere inviati anche i verbali di immissione in servizio. I format per le richieste di erogazione sono resi disponibili sul sito del Ministero.
Utilizzo delle economie e revoca
Le economie da ribasso di gara possono essere immediatamente reimpiegate per aumentare il piano esecutivo, acquistando ulteriori autobus o realizzando ulteriori infrastrutture. Le economie rilevate a seguito dell’istanza di saldo finale sono invece revocate.
Il contributo è revocato anche in caso di mancato rispetto dei termini e delle modalità previste dal decreto. Le somme già erogate e revocate devono essere restituite allo Stato entro 60 giorni dalla comunicazione di avvio del procedimento di revoca.
Vincolo di destinazione e reversibilità
Gli autobus e le infrastrutture di supporto finanziati devono essere destinati esclusivamente ai servizi di TPL locale e regionale della regione beneficiaria fino alla fine della vita tecnica.
Alla scadenza della vita tecnica, l’eventuale valore residuo derivante da alienazioni deve essere destinato alle medesime finalità del decreto. Se il mezzo è distolto anticipatamente dal servizio per cause di forza maggiore, il finanziamento relativo alle quote non ancora imputate deve essere restituito oppure trasferito su un nuovo mezzo soggetto al medesimo vincolo d’uso.
Gli autobus e le infrastrutture restano di proprietà della regione, o del soggetto designato, o del soggetto affidatario del servizio, purché sia garantito il vincolo di reversibilità a favore della regione o dei successivi affidatari, previo riscatto dell’eventuale valore residuo secondo i criteri ART richiamati dal decreto.
Cofinanziamento e pubblicità
La regione si impegna a garantire il cofinanziamento o, comunque, la copertura della quota non finanziata dal contributo statale se il costo effettivo dei mezzi o delle infrastrutture supera il contributo concesso.
È prevista anche una disciplina di pubblicità: su ciascun autobus deve essere apposto, e mantenuto, un pannello esterno con la dicitura “Finanziato con risorse del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti”, secondo le modalità del DD n. 245/2022, oltre a un pannello interno con caratteristiche rese disponibili dal Ministero.
Verifiche, monitoraggio e completamento delle forniture del primo quinquennio
Il Ministero può effettuare verifiche anche in loco sull’attuazione del piano e sull’effettivo utilizzo delle risorse. La regione deve consentire accesso alla documentazione e fornire assistenza.
Il monitoraggio segue il D.lgs. n. 229/2011.
Il decreto disciplina infine il completamento delle forniture del primo quinquennio 2019-2023:
- per le risorse del primo quinquennio non saldate entro il 31 dicembre 2025, la rendicontazione può avvenire entro il 30 settembre 2026 secondo le procedure dei DD richiamati;
- le forniture avviate nel primo quinquennio con OGV entro il 31 dicembre 2025 e non ancora saldate possono essere rendicontate a valere sulle risorse 2024-2028 indicate negli allegati dei decreti precedenti, con successiva presentazione del piano 2024-2028 e corrispondente decurtazione delle somme già rendicontate;
- analoga disciplina è prevista per comuni e città metropolitane ai sensi dei DD n. 175/2021 e n. 287/2021.
Le risorse revocate sono versate all’entrata del bilancio dello Stato.
CUP degli interventi del II quinquennio
L’allegato 1 reca l’elenco dei CUP relativi agli interventi del II quinquennio 2024-2028, suddivisi per regione. Il decreto richiama inoltre che tale allegato costituisce parte integrante dell’atto e aggiorna l’elenco dei CUP per il nuovo periodo di programmazione.
Efficacia
Il decreto acquista efficacia dalla data di pubblicazione sul sito istituzionale del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, dopo la registrazione degli organi di controllo.
Punti principali
Oggetto e funzione del decreto
Definisce le modalità di erogazione, rendicontazione e monitoraggio delle risorse di cui all’articolo 5 del DPCM 17 aprile 2019, in attuazione dell’articolo 3 del decreto interministeriale n. 81 del 14 febbraio 2020, per il quinquennio 2024-2028. Il decreto modifica anche alcune previsioni dei DD n. 134/2021, n. 175/2021 e n. 287/2021 sul termine di rendicontazione delle forniture dei mezzi.
Beneficiari, utilizzo delle risorse e scadenze
Le risorse sono assegnate alle regioni, che possono utilizzarle direttamente o tramite soggetti attuatori, imprese affidatarie/esercenti del TPL, soggetti designati o gestori di parchi rotabili e infrastrutture. È vietato il cumulo, per la quota ammessa a contributo, con altri finanziamenti diversi da quelli del decreto n. 81/2020. Le obbligazioni giuridicamente vincolanti devono essere assunte entro il 31 dicembre 2026, a pena di revoca della quota non vincolata; entro il 31 dicembre 2028 le risorse devono essere integralmente utilizzate con pagamento del saldo e acquisizione delle fatture; entro il 30 settembre 2029 deve essere inviata l’istanza prevista dall’articolo 7, comma 1, lettera c).
Spese ammissibili, tipologie di mezzi e attrezzaggi
Le risorse coprono esclusivamente i costi per la fornitura di autobus, gli attrezzaggi previsti, eventuali ulteriori attrezzaggi dell’articolo 5, comma 4, e le infrastrutture di supporto. Non sono ammesse spese di manutenzione, i costi di cui all’articolo 45, commi 5-7, del D.lgs. 36/2023, i contenziosi e, salvo le condizioni di legge, l’IVA recuperabile. Sono finanziabili solo forniture avviate dopo il 1° gennaio 2023 e con mezzi immatricolati dopo il 1° gennaio 2024, con eccezioni motivate se rispettano gli standard ambientali vigenti al 1° gennaio 2024. Gli autobus devono essere muniti di accessibilità per persone a mobilità ridotta, conta-passeggeri, localizzazione e chiamata di emergenza, validazione elettronica, videosorveglianza, climatizzazione e indicatori di linea; per gli ordini successivi al decreto sono obbligatorie almeno 4 prese USB e, per l’extraurbano medio/lunga percorrenza, prese USB per ciascun posto e servizio igienico.
Riparto per alimentazioni, infrastrutture e modalità di erogazione
Per il servizio urbano/suburbano sono finanziabili autobus M2 e M3 di classe I/classe A a metano, elettrico, idrogeno o ibrido metano/elettrico; per l’extraurbano autobus M2 e M3 di classe II-III/classe A-B con le medesime alimentazioni, oltre ai filobus per la sola fornitura dei mezzi. Le infrastrutture di supporto possono assorbire fino al 50% del contributo previsto per il primo triennio di ciascun quinquennio; i piani esecutivi possono variare fino al 15% le voci di investimento, nei limiti previsti. L’erogazione avviene con anticipazione del 30%, erogazioni successive fino al 90% sulla base di rendicontazione di spesa almeno pari al 20%, e saldo finale del 10%.
Rendicontazione, controlli, vincoli e completamento del primo quinquennio
Il decreto dettaglia la documentazione richiesta per anticipazioni, stati di avanzamento e saldo: piano esecutivo, dati di gara e CUP/CIG, identificativi dei fornitori, elenco dotazioni, provvedimenti regionali sui vincoli, dichiarazioni del RUP, SAL, fatture, quietanze, targhe, certificati di collaudo o regolare esecuzione, certificati di conformità e documenti di circolazione. Le economie da ribassi di gara possono essere subito reimpiegate; le economie emerse in sede di saldo finale sono revocate. I mezzi e le infrastrutture sono soggetti a vincolo di destinazione al TPL regionale fino alla fine della vita tecnica e a vincolo di reversibilità a favore della regione. Il ministero può effettuare verifiche anche in loco. Sono inoltre disciplinati il completamento delle forniture del primo quinquennio 2019-2023, con possibilità di rendicontazione entro il 30 settembre 2026, e l’utilizzo delle risorse 2024-2028 per completare forniture già avviate ma non saldate entro il 31 dicembre 2025.
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