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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 15515/2026 del 21/05/2026

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La controversia trae origine dalla domanda possessoria proposta da Franca Cardone che lamentava che Annalisa Cristoforetti aveva trasformato in terrazza parte del tetto condominiale, sottraendolo al godimento comune. Cardone chiedeva la sospensione dei lavori e la reintegrazione nel possesso del tetto. In primo grado il Tribunale accolse la reintegrazione; la sentenza di merito confermò il ripristino. La Corte d'Appello di L'Aquila rigettò l'appello della Cristoforetti. Quest'ultima propose ricorso per cassazione con dieci motivi denunciando, tra l'altro, difetto e omissione di motivazione, violazione di norme processuali e sostanziali (anche in relazione alla proprietà delle soffitte e al vincolo pertinenziale), carenza di prova dello spoglio e omissione di esame di prove decisive.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Pur rilevando che la Corte d'appello aveva motivato su profili di titolarita petitoria non pertinenti alla tutela possessoria, la Cassazione ha ritenuto comunque sussistente lo spoglio del bene comune (la copertura) ex actis e ha confermato la decisione impugnata. I primi quattro motivi sono stati dichiarati infondati, con precisazione della corretta motivazione ai sensi dell'art. 384, secondo comma, c.p.c. Altri motivi sono stati ritenuti inammissibili per difetti di specificità o perche attinenti a questioni petitorie non decisive in tema di possesso; la doglianza relativa alla liquidazione delle spese di lite è stata esclusa per mancata specificazione del pregiudizio e per irrilevanza dell'indicazione del valore attribuito nell'atto introduttivo. Non sono state liquidate spese di giudizio in favore della resistente in Cassazione per assenza di attività difensiva della stessa nella sede di legittimità. La Corte ha inoltre richiamato l'obbligo, se dovuto, del versamento di un ulteriore contributo unificato ai sensi dell'art. 13, comma 1-quater, D.P.R. 115/2002.

Norme richiamate

  • Codice civile, artt. 1168 e 1171

    Richiamati come base della domanda possessoria iniziale: gli articoli regolano la tutela del possesso e i rimedi esperibili in caso di turbativa o spoglio.

  • Codice civile, art. 1127

    Citato come possibile eccezione feci sed iure feci ove il proprietario dellultimo piano dimostri che la soprelevazione riguarda pertinenze di sua esclusiva proprieta; la Cassazione ha osservato che la questione di titolarita pertinenziale è petitoria e non idonea a escludere automaticamente la tutela possessoria se sussiste spoglio.

  • Codice civile, art. 1102

    Riferito al confronto tra innovazioni ammesse e uso comune: le modificazioni sono tollerate se non limitano il compossesso degli altri; applicabile in materia di condominio tramite richiamo di altra norma.

  • Codice civile, art. 1117

    Richiama l'elencazione delle parti comuni dell'edificio, includendo la copertura, la quale puo costituire oggetto di compossesso e dunque di tutela possessoria se è stata alterata o sottratta.

  • Codice civile, art. 1120

    Richiamato nel dibattito sui limiti delle innovazioni; la Corte sottolinea che la giurisprudenza che interpreta art.1120 riguarda questioni petitorie e non muta il regime della tutela possessoria contro lo spoglio.

  • Codice civile, art. 2697

    Riguarda l'onere della prova; la Corte ha esaminato le censure in tema di mancata prova della proprieta delle soffitte e ha ricordato i limiti di cio che costituisce fatto decisivo ai sensi di legittimita.

  • Codice di procedura civile, art. 360, primo comma, nn. 1, 3, 4, 5

    Norma che elenca i motivi di ricorso per cassazione; la Corte ha valutato i gravami dedotti sulla base di tali numeri e ha dichiarato alcuni motivi inammissibili e altri infondati.

  • Codice di procedura civile, art. 384, ultimo comma

    Utilizzato per correggere la motivazione e decidere senza rinvio quando la decisione puo essere assunta sulla base degli atti, applicato qui per confermare la sussistenza dello spoglio ex actis.

  • Costituzione, artt. 24 e 111

    Riferiti nelle censure di violazione dei diritti di difesa e giusto processo; la Corte non ha ritenuto fondate le doglianze costituzionali sollevate.

  • D.P.R. 115/2002, art. 13, comma 1-quater

    Prevede l'eventuale versamento di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato per il ricorso di cassazione; la Corte ha dato atto della sussistenza dei presupposti per tale versamento se dovuto.

  • Codice civile, art. 1134 e art. 1139

    Richiamati in motivazione relativa alla disciplina delle spese e all'applicazione di taluni principi di diritto comune al condominio; evidenziata la limitata rilevanza delle spese urgenti e della gestione di iniziativa individuale rispetto allo spoglio.

Massime di principio

  • Nel condominio la trasformazione di una parte comune in uso esclusivo di un condomino integra spoglio quando, senza consenso degli altri, impedisce o restringe in modo apprezzabile il godimento pro indiviso degli altri partecipanti; su tale base e esperibile l'azione possessoria per la reintegrazione.
  • La tutela possessoria e distinta dalla controversia petitoria sulla titolarita: non occorre che chi agisce provi la proprieta esclusiva della porzione di comune quando lo spoglio e dimostrato; viceversa l'accertamento della titolarita e questione distinta e rilevante in sede petitoria.
  • La prova dello spoglio puo emergere dagli atti (ex actis) e non sempre richiede ulteriore istruttoria quando la documentazione e convergente nel dimostrare la modificazione della cosa comune e la privata destinazione d'uso.
  • Le modificazioni consentite dal singolo condomino (art. 1102 c.c. applicato al condominio) sono ammissibili solo se non limitano l'esercizio analogo degli altri comproprietari e non alterano la funzione o la possibilita di godimento della cosa comune; altrimenti si configura spoglio.
  • In sede di cassazione le censure devono essere specifiche e riferirsi a fatti decisivi o a profili di diritto chiaramente identificabili; questioni petitorie o generiche mancanze di motivazione sono spesso inammissibili se non adeguatamente specificate.
  • La qualificazione delle risultanze documentali (ad esempio atti notarili o catastali) come prova di proprieta e pertinenzialita e rilevante in un giudizio petitorio, ma non sottrae automaticamente l'opponente alla tutela possessoria se lo spoglio e evidente.

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