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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18431/2025 del 15/05/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza di riesame che aveva confermato il sequestro preventivo e la successiva confisca di quattro orologi di marca Rolex. La ricorrente contestava la mancata restituzione sostenendo di essere la proprietaria (beni rinvenuti nella sua abitazione; produceva fotografie e verbali di indagini difensive, e dichiarazioni di donazione), denunciava violazione della presunzione di innocenza e della ripartizione dell'onere probatorio, e deduceva che il d.lgs. 92/2017 non poteva essere applicato ai trasferimenti anteriori alla sua entrata in vigore

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza. Ha confermato che, nel caso di confisca c.d. allargata (art. 240-bis c.p.), quando il bene è oggetto di sproporzione rispetto ai redditi del condannato, sussiste una presunzione di illiceità che legittima sequestro e confisca anche se il bene è formalmente intestato a terzi, salvo che il terzo dimostri con adeguate allegazioni e prove la propria titolarità effettiva. Il Tribunale del riesame è stato ritenuto corretto nel ritenere insufficienti le prove documentali offerte dalla ricorrente circa l'acquisto originario o la storicità del possesso; la censura relativa all'applicabilità del d.lgs. 92/2017 è stata respinta in quanto la Corte ha ritenuto che la circolazione degli orologi di pregio sia comunque soggetta a documentazione attestabile anche anteriormente alla normativa. Il ricorso è rigettato; la ricorrente è condannata alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 74 d.P.R. 309/1990

    Norma penale in base alla quale è stato condannato Demce Elvis; la condanna ha costituito presupposto per la confisca dei beni ritenuti sproporzionati rispetto ai redditi dichiarati

  • art. 240 cod. pen.

    Nel caso di confisca ordinaria la proprietà del bene in capo a soggetto estraneo al reato è ostativa al sequestro; la Corte richiama la distinzione tra questa fattispecie e la confisca allargata

  • art. 240-bis cod. pen.

    Regola la cd. confisca allargata: opera la presunzione di derivazione illecita dei beni in caso di sproporzione tra redditi e patrimonio del condannato; il bene può essere confiscato anche se formalmente intestato a terzi se risulta la fittizietà della titolarità o la effettiva disponibilità in capo al condannato

  • d.lgs. 5 luglio 2017, n. 92

    Normativa sulla tracciabilità dei preziosi: la Corte ritiene che, indipendentemente dall'entrata in vigore della norma, la circolazione degli orologi di pregio è normalmente documentabile e che l'assenza di documenti d'acquisto compromette la prova della titolarità

  • art. 325 cod. proc. pen.

    Limiti del ricorso per cassazione avverso i provvedimenti del giudice del riesame: ammissibile solo per violazione di legge e, con riferimento alla motivazione, in caso di assenza o mera apparenza della stessa

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede l'obbligo di versamento alla Cassa delle ammende per il ricorrente in caso di inammissibilità non colpevole; nella specie applicata la sanzione pari a euro 3.000

  • Sentenza Sezioni Unite n. 48126 del 20/07/2017 (Muscari)

    Giurisprudenza di legittimità richiamata: il terzo estraneo al processo e proprietario può chiedere la restituzione del bene e impugnare, ma il rimedio è limitato alla prova della titolarità effettiva; il terzo resta estraneo alle questioni sostanziali relative ai presupposti della confisca

Massime di principio

  • In caso di confisca allargata (art. 240-bis c.p.) il bene può essere confiscato anche se intestato a un terzo quando sia dimostrata la sproporzione e la fittizietà della titolarità o la effettiva disponibilità del condannato: il terzo deve provare la sua qualità di proprietario
  • Il terzo che chiede la restituzione ha l'onere probatorio di allegare e dimostrare la proprietà e l'origine lecita del bene; mere dichiarazioni o fotografie possono essere insufficienti senza documenti di acquisto o altri elementi probatori
  • La verifica della sussistenza dei presupposti della confisca rientra nel giudizio di merito (Tribunale del riesame); la Cassazione interviene solo per violazione di legge o per assenza/mera apparenza della motivazione
  • Per beni di pregio (es. orologi di lusso) è essenziale documentare la catena di provenienza (fatture, certificati di garanzia, documentazione del rivenditore autorizzato, dichiarazioni qualificanti sul possesso familiare antecedente) per resistere a contestazioni di sproporzione
  • La normativa di tracciabilità (d.lgs. 92/2017) rafforza l'obbligo probatorio ma non è l'unico criterio: anche in epoche precedenti alla norma la circolazione di certi beni era normalmente documentabile e la mancanza di documenti può indebolire la posizione del terzo
  • Nel predisporre un ricorso in Cassazione contro provvedimenti di riesame è necessario focalizzare censure di diritto (violazioni di legge, carenza della motivazione) poiché i criteri di merito sono difficilmente sindacabili

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