L.R. Marche 2/2014
Sistema regionale per la difesa dallinquinamento di idrocarburi o altre sostanze nocive causato da incidenti marini
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge istituisce nelle Marche un sistema regionale di prevenzione, monitoraggio e risposta agli inquinamenti di mare e costa causati da incidenti marini. Prevede collaborazione con autorità marittime, reti di allertamento, banca dati, modelli previsionali, formazione degli operatori e integrazione dei piani di protezione civile locali. Le disposizioni attuative dovevano essere definite dalla Giunta entro 24 mesi dall’entrata in vigore; la copertura finanziaria è limitata all’anno 2014.
Sistema regionale di difesa dall’inquinamento costiero da idrocarburi e sostanze nocive
Sistema regionale di difesa dall’inquinamento marino e costiero
La legge disciplina, per la Regione Marche, un insieme coordinato di misure per prevenire e fronteggiare l’inquinamento della costa e del mare causato da incidenti marini con idrocarburi o altre sostanze nocive. L’intervento è impostato in chiave di tutela ambientale, sicurezza pubblica e salvaguardia delle attività economiche legate alla costa.
Finalità e principi generali
La Regione persegue la riduzione del rischio costiero e la lotta all’inquinamento attraverso il monitoraggio delle attività in mare e lungo la costa che possano mettere a rischio ambiente e salute umana. La legge richiama la normativa europea e statale vigente, il d.lgs. 112/1998 e il Piano di pronto intervento nazionale del 4 novembre 2010 per gli inquinamenti da idrocarburi e sostanze nocive causati da incidenti marini.
Collaborazione istituzionale e gestione delle informazioni
La Regione coopera con le Autorità marittime competenti fornendo dati e informazioni territoriali utili a rendere più efficaci le azioni previsionali e operative nei casi di crisi. In caso di emergenze legate allo spiaggiamento di sostanze inquinanti, la Regione assicura inoltre la più ampia divulgazione dei dati e delle informazioni sullo stato di qualità delle acque.
Monitoraggio costiero e prevenzione del rischio
La Regione individua sul proprio territorio costiero uno o più siti idonei all’installazione di sensori di rilevamento per monitorare attività potenzialmente in grado di disperdere sostanze inquinanti in mare e nell’ambiente costiero. Il monitoraggio serve a:
- allertare tempestivamente in caso di emergenza;
- sorvegliare stabilmente tratti di costa di particolare interesse ambientale;
- conoscere in modo continuativo l’esposizione al rischio derivante dal trasporto marittimo di sostanze pericolose;
- prevedere gli spiaggiamenti;
- supportare gli interventi di crisi con dati territoriali e ambientali per gli enti coinvolti.
Pianificazione delle emergenze locali
I Comuni costieri e le Province devono integrare i rispettivi piani di protezione civile con la previsione del rischio di inquinamento costiero, in collaborazione con la struttura regionale competente. La Giunta regionale deve definire linee di indirizzo per la predisposizione dei piani locali di gestione delle emergenze in caso di crisi costiera.
Strumenti informativi, banca dati e reti di allertamento
La Regione predispone un sistema organizzato di archiviazione informatica dei dati utili alla difesa del mare e della costa, al miglioramento degli interventi in emergenza e alla valutazione del danno ambientale ed economico in caso di disastro. Favorisce inoltre la realizzazione di reti di allertamento marino e costiero per rilevare la presenza di sostanze nocive e fornire dati utili a organizzare tempestivamente gli interventi.
Previsione degli spiaggiamenti
La Regione deve predisporre un modello di simulazione per prevedere l’evoluzione e la dinamica delle sostanze disperse nel mare, specie nella zona costiera. Il sistema deve fornire previsioni sui movimenti delle macchie di idrocarburi e di oggetti puntiformi, così da ottimizzare gli interventi di riduzione dell’impatto sugli ambienti costieri.
Formazione e informazione degli operatori
La Regione attiva percorsi informativi e formativi per gli operatori che intervengono nelle emergenze costiere. I programmi devono garantire l’applicazione rapida e corretta delle procedure e tecniche di gestione degli spiaggiamenti previste nei piani provinciali e comunali, prima degli interventi di bonifica.
Accordi e sinergie operative
La Regione promuove accordi e forme di collaborazione per migliorare previsione, prevenzione e gestione delle emergenze da inquinamento costiero con:
- Comuni costieri;
- Province;
- Regioni limitrofe;
- amministrazioni statali;
- categorie produttive interessate;
- soggetti deputati agli interventi di emergenza in mare.
Attuazione, tempi e adempimenti della Giunta
Entro 24 mesi dall’entrata in vigore della legge, la Giunta regionale doveva definire con proprio atto:
- tipo e ampiezza delle analisi e dei monitoraggi;
- caratteristiche degli apparati tecnologici;
- linee di indirizzo per i piani locali di emergenza;
- strutture, modalità e programmi di formazione del personale;
- modalità di creazione delle reti di allertamento e della relativa sala-controllo;
- criteri e modalità del sistema di previsione degli spiaggiamenti;
- ogni altra disposizione necessaria.
Disposizioni finanziarie
Per l’attuazione della legge è stata autorizzata per il solo anno 2014 una spesa complessiva di 90.000 euro. La copertura è stata reperita mediante utilizzo di risorse già autorizzate dalla legge finanziaria regionale 2014, con riduzioni e soppressioni di specifiche voci di spesa relative alla difesa della costa e all’acquisto di prodotti informatici. Per gli anni successivi la spesa doveva essere determinata dalle rispettive leggi finanziarie nel rispetto degli equilibri di bilancio.
Modifiche alla legislazione finanziaria regionale
La legge interviene sulla legge finanziaria regionale 2014, modificando e sopprimendo alcune voci di tabella legate alle risorse destinate alla difesa della costa e al monitoraggio del mare e della costa.
Nota applicativa
In attuazione dell’articolo relativo agli accordi di collaborazione è stata adottata la d.g.r. n. 1000 del 4 settembre 2017.
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