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Sentenza

Sentenza n. 749/2026 - Lecce, Sezione 2

per l’accertamento dell’illegittimità del comportamento delle Amministrazioni resistenti nella gestione delle procedure di trasferimento ordinario di cui alla circolare del Comando Generale dei Carabinieri n. 944001-1/T90-1 Stud. (c.d. GETRA 2025) e, per l’effetto, per il riconoscimento di adeguata tutela per la situazione giuridica del ricorrente; nonché, ove occorra, per l’annullamento di ogni atto, presupposto, connesso e consequenziale, anche non conosciuto, ivi incluse le note informative del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri del 16 e 27 giugno 2025, nella parte in cui limitano e/o escludono la manovra di ripescaggio per la Provincia di Lecce, nonché del silenzio serbato dall’Amministrazione sulla doverosa applicazione della manovra di ripescaggio prevista al punto 29 della circolare n. 944001-1/T90-1 Stud.

Giustizia amministrativa202500862

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Lecce, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Note informative del Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri del 16 e 27 giugno 2025, relative alle manovre di ripescaggio nella procedura di trasferimento ordinario GETRA 2025, nonché il silenzio sull'applicazione della manovra per la provincia di Lecce

Esito

DIFETTO DI GIURISDIZIONE

La controversia

Il ricorrente ha contestato la gestione della procedura di trasferimento ordinario GETRA 2025, sostenendo che l'Amministrazione avesse illegittimamente previsto manovre di ripescaggio soltanto per alcuni Comandi Provinciali, escludendo la provincia di Lecce. Ha dedotto, con un unico articolato motivo, la violazione del principio di legalità, della disciplina dettata dalla circolare GETRA 2025, dei principi di trasparenza, legittimo affidamento, buon andamento e imparzialità, nonché degli artt. 3 e 97 Cost.; ha inoltre denunciato contraddittorietà, manifesta illogicità, irragionevolezza assoluta, sviamento ed erronea applicazione della circolare. In via principale ha chiesto l'accertamento dell'illegittimità del comportamento amministrativo e, ove occorrente, l'annullamento delle note informative e del silenzio sull'applicazione della manovra di ripescaggio. Il TAR ha rilevato d'ufficio possibili profili di incompetenza territoriale.

La decisione

Il TAR non ha esaminato nel merito le censure relative alla procedura GETRA 2025. Ha dichiarato il proprio difetto di competenza territoriale, ritenendo applicabile l'art. 13, comma 2, c.p.a., che individua inderogabilmente il tribunale competente per le controversie riguardanti pubblici dipendenti nella sede di servizio. La sede rilevante è quella dell'ufficio presso cui il dipendente è stabilmente e organicamente incardinato, non quella in cui egli si trovi temporaneamente assegnato, salvo che la controversia riguardi direttamente il provvedimento di assegnazione temporanea. Poiché il ricorrente era temporaneamente assegnato alla Stazione di Trepuzzi, in provincia di Lecce, ai sensi dell'art. 42-bis d.lgs. 151/2001, ma risultava stabilmente in servizio presso la Stazione Carabinieri di Stigliano, in provincia di Matera, e la controversia riguardava il trasferimento definitivo GETRA 2025, la competenza è stata attribuita al TAR Basilicata. Il TAR ha inoltre escluso la competenza funzionale del TAR Lazio-Roma ai sensi dell'art. 13, comma 4-bis, c.p.a., poiché la circolare GETRA 2025 non era stata impugnata, essendo contestata soltanto la sua applicazione. Il giudizio potrà essere riassunto davanti al TAR Basilicata entro il termine perentorio di 30 giorni ai sensi dell'art. 15, comma 4, c.p.a. Le spese sono state integralmente compensate, poiché l'incompetenza è stata rilevata d'ufficio.

Norme richiamate

  • art. 13, comma 2, c.p.a.

    Per le controversie riguardanti pubblici dipendenti è inderogabilmente competente il tribunale nella cui circoscrizione territoriale è situata la sede di servizio.

    La competenza territoriale inderogabile si determina in base alla sede presso cui il dipendente è stabilmente e organicamente incardinato, non alla sede di una mera assegnazione temporanea, salvo che la controversia riguardi direttamente tale spostamento temporaneo.

  • art. 13, comma 4-bis, c.p.a.

    Non determina la competenza funzionale del TAR Lazio-Roma la controversia che non impugni direttamente una circolare ministeriale o dell'amministrazione centrale, ma contesti esclusivamente la sua applicazione concreta.

  • art. 15, comma 4, c.p.a.

    Dichiarata l'incompetenza territoriale, il giudizio può essere riassunto davanti al giudice indicato come competente entro il termine perentorio di 30 giorni.

  • art. 42-bis d.lgs. 151/2001

    L'assegnazione temporanea per ragioni familiari non modifica, ai fini della competenza territoriale sulle controversie relative a un diverso trasferimento definitivo, la sede di servizio stabile e organica del dipendente.

Massime di principio

  • Nelle controversie riguardanti pubblici dipendenti, la competenza territoriale inderogabile si determina in base alla sede dell'ufficio presso cui il dipendente è stabilmente e organicamente incardinato, e non in base alla sede di una reggenza, comando, distacco, assegnazione o trasferimento provvisorio.
  • La sede di assegnazione temporanea può rilevare ai fini della competenza territoriale soltanto quando la controversia riguardi direttamente o sia connessa al provvedimento che ha disposto lo spostamento temporaneo.
  • Quando il dipendente impugna l'applicazione concreta di una circolare, senza contestare direttamente la legittimità della circolare stessa, non opera la competenza funzionale del TAR Lazio-Roma prevista per gli atti dell'amministrazione centrale.
  • In caso di declaratoria di incompetenza territoriale, il processo può essere riassunto davanti al tribunale amministrativo indicato come competente entro il termine perentorio stabilito dall'art. 15, comma 4, c.p.a.

Come è indicizzato

MaterieTrasferimenti e impiegoCompetenza
RamiForze armate e forze di poliziaProcesso amministrativo
IstitutiRiparto di giurisdizione

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