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Sentenza

Sentenza del 06/06/2016 n. 126 - Comm. Trib. Prov. Asti

IRES - Prestazione di servizi per finalità inerenti l'attività d'impresa di varie società coinvolte - Ripartizione dei costi tra società utilizzatrici dei servizi - Onere della prova

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

La controversia riguarda la ripartizione, ai fini IRES, dei costi relativi a prestazioni di servizi rese nell'interesse di più società. L'Amministrazione finanziaria aveva attribuito a ciascuna società utilizzatrice la medesima quota dei costi comuni, senza considerare adeguatamente le diverse realtà operative, le effettive necessità e il concreto beneficio ricevuto da ciascuna società. La questione centrale riguarda l'onere della prova: la ripartizione dei costi deve essere fondata su elementi certi, specifici e coerenti con l'effettiva fruizione dei servizi. Le prestazioni rese nell'interesse dell'attività d'impresa possono inoltre essere effettuate anche gratuitamente, senza che ciò comporti automaticamente un obbligo di tassazione.

La decisione

La ripartizione dei costi operata in sede di verifica fiscale è stata ritenuta non adeguatamente provata, poiché basata sull'attribuzione uniforme della stessa quota a tutte le società utilizzatrici, senza dimostrare che tale criterio riflettesse l'effettivo utilizzo o beneficio dei servizi. Ne consegue l'illegittimità del recupero fiscale fondato su una ripartizione meramente presuntiva e non supportata da prove certe. L'esito è favorevole alla società contribuente.

Massime di principio

  • Quando più società condividono servizi o costi comuni, l'Amministrazione finanziaria non può ripartire automaticamente le spese in quote uguali senza dimostrare che tale criterio rifletta l'effettivo utilizzo o beneficio conseguito da ciascuna società.
  • La ripartizione dei costi infragruppo deve essere sostenuta da elementi oggettivi e verificabili, come contratti, criteri di imputazione documentati, dati sull'utilizzo dei servizi, personale coinvolto, fatturato o altri indicatori coerenti con la specifica natura della prestazione.
  • L'onere della prova della maggiore pretesa fiscale grava sull'Amministrazione finanziaria, che deve dimostrare sia l'effettiva prestazione del servizio sia la correttezza del criterio utilizzato per attribuirne il costo alle diverse società.
  • La gratuità di una prestazione resa per finalità inerenti all'attività d'impresa non determina automaticamente un reddito imponibile o un obbligo di tassazione, purché l'operazione sia coerente con l'attività economica e non emerga un intento elusivo o una diversa realtà sostanziale.
  • In situazioni analoghe, la società contribuente dovrebbe conservare una documentazione capace di dimostrare quali servizi siano stati ricevuti, in quale misura e secondo quale criterio siano stati ripartiti i relativi costi.

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