Cassazione Civile, Sentenza n. 3699/2022 del 07/02/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Le ricorrenti impugnavano la sentenza della Corte d'appello di Brescia che aveva riconosciuto l'usucapione dell'immobile in favore degli attori (tra cui Lugana Carlo e Mura Fernanda), deducendo violazione e falsa applicazione di norme codicistiche (artt. 1158, 1803, 476, 480, 1935 c.c.) nonché l'erronea valutazione della prescrizione del diritto di accettare l'eredità della Bazzoli Teodora. In particolare contestavano il riconoscimento del possesso utile per l'usucapione a carico delle controparti e la decisione che aveva ritenuto prescritto il diritto della loro dante causa Zaniboni Deride di accettare l'eredità del genitore.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il motivo procedurale: ha censurato il mancato accertamento e la mancata integrazione del contraddittorio con lo Stato, che poteva essere chiamato a succedere ex art. 586 c.c. alla luce della prescrizione del diritto di accettazione dei chiamati all'eredità della Bazzoli. Per tale ragione la Corte ha cassato la sentenza impugnata e ha rinviato la causa al Tribunale di Brescia in diversa composizione perché integri il contraddittorio (anche nei confronti dello Stato) e decida sulle questioni di merito e sulle spese.
Norme richiamate
art. 581 c.c.
Richiamato per spiegare la misura delle quote ereditarie (mezzo tra coniuge e figli nel caso in esame) e per distinguere le quote che potevano spettare a Deride rispetto a quelle di Bazzoli
art. 479 c.c.
Richiamato in relazione alla trasmissione del diritto di accettare l'eredità agli eredi della chiamata, utile per valutare chi poteva trarre vantaggio dalla prescrizione
art. 522 c.c.
Richiamato per l'ipotesi in cui l'erede acquisti una quota dell'eredità per effetto della prescrizione non esercitata da altri (acquisto dell'eredità da parte dell'erede del concedente)
art. 586 c.c.
Norma centrale: la prescrizione del diritto di accettare l'eredità da parte dei chiamati può comportare la devoluzione dell'eredità allo Stato; pertanto lo Stato diventa soggetto passivo necessario della domanda
art. 1163 c.c.
Richiamato in discussione sulla rilevanza del decorso del termine di usucapione anche quando il bene è divenuto proprietà dello Stato; comunque la Corte osserva che la domanda contro lo Stato deve essere proposta nei confronti dello Stato stesso
art. 1158 c.c.
Norma sull'usucapione; oggetto di censura dai ricorrenti in relazione al riconoscimento del possesso utile alle controparti
art. 1803 c.c.
Richiamato dai ricorrenti nella censura relativa al possesso e alla comunione; contestata la valutazione operata dai giudici di merito
art. 476 c.c.
Censurato (con gli artt. 480 e 1935) nella parte relativa alla disciplina successoria e alla trasmissione dei diritti successori, secondo i ricorrenti mal applicata dai giudici
art. 480 c.c.
Richiamato tra le norme successorie oggetto di censura sulla corretta qualificazione degli effetti della prescrizione del diritto di accettazione
art. 1935 c.c.
Richiamato dai ricorrenti nella seconda censura, connesso alla disciplina successoria invocata per sostenere l'acquisto da parte della loro dante causa
art. 354 c.p.c., comma 1
Richiamato dalla Corte: la Corte d'appello avrebbe dovuto, non potendo decidere il merito, rimettere la causa al primo giudice per l'integrazione del contraddittorio
art. 383 c.p.c., comma 3
Base normativa del rinvio deciso dalla Corte di Cassazione dopo aver cassato la sentenza impugnata
Massime di principio
- Se per effetto della prescrizione del diritto di accettare l'eredità nessun chiamato accetta, l'eredità può devolversi allo Stato (art. 586 c.c.) e lo Stato diventa soggetto necessario del processo relativo ai beni ereditari.
- La domanda di usucapione di un immobile che sia potenzialmente divenuto proprietà dello Stato deve essere proposta e decisa anche nei confronti dello Stato; la mancata chiamata dello Stato integra vizio per difetto di litisconsorzio necessario.
- Quando in una vertenza successoria coesistono più titoli (successione del primo defunto e del secondo coniuge), occorre distinguere le quote e valutare separatamente gli effetti della prescrizione o dell'accettazione per ciascuna quota.
- Il mancato esame dell'integrazione del contraddittorio e la decisione sul merito senza chiamare i soggetti eventualmente divenuti proprietari (es. lo Stato) rende la pronuncia viziata e determina la cassazione con rinvio per integrazione del contraddittorio.
- Anche se, di regola, un bene acquisito dallo Stato può essere oggetto di usucapione da parte di privati, la tutela va esercitata nei confronti dello Stato e non contro i chiamati originari che hanno lasciato decorrere la prescrizione del diritto di accettazione.
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