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Sentenza lavoro

Cassazione Civile, Sentenza n. 1328/2025 del 20/01/2025

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente chiedeva che Ansaldobreda S.p.A. fosse condannata al risarcimento dei danni derivanti dall'omissione contributiva subita durante il periodo in cui aveva prestato servizio negli Stati Uniti per una controllata (Breda Transportation Incorporated - BTI), sostenendo che il rapporto di lavoro fosse in realtà alle dipendenze della controllante e che quest'ultima fosse tenuta a versare i contributi previdenziali omessi. In primo grado e in appello la domanda era stata respinta: l'appellante in USA aveva ottenuto giudizio che aveva accertato la titolarità del rapporto in capo alla controllata BTI (condannata al risarcimento), e la Corte d'appello aveva ritenuto tale giudicato preclusivo dell'addebito di titolarità ad Ansaldobreda; Longo ha impugnato in Cassazione deducendo (i) la violazione dell'art. 2909 c.c. per l'operatività del giudicato nei confronti di chi non era parte del processo statunitense; (ii) la violazione dell'art. 7 l. n. 86/1975 e norme correlate, sostenendo che la convenzione USA-Italia e la legge di recepimento attribuirebbero comunque responsabilità contributiva alla controllante.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che il giudicato formatosi nel processo statunitense, che aveva accertato la titolarità del rapporto di lavoro in capo a BTI, poteva essere opposto da Ansaldobreda nel giudizio italiano e produrre efficacia riflessa/operare "secundum eventum litis" laddove l'accertamento inter partes riguardava la medesima fattispecie e la parte avvantaggiata (la controllante) non subisse pregiudizio per l'opposizione del giudicato. Ha inoltre escluso che l'art. 7 l. n. 86/1975 abbia l'effetto di rendere automaticamente debitrice di contributi la controllante quando il giudicato accerti che datore di lavoro, per quel periodo, sia un soggetto diverso; l'art. 7 individua la legislazione applicabile ma non muta la titolarità dell'obbligo contributivo prevista dall'art. 2115 c.c. Le spese di giudizio sono compensate.

Norme richiamate

  • art. 2909 c.c.

    Il principio del giudicato non produce effetti pregiudizievoli contro terzi, ma può avere efficacia riflessa nei confronti di terzi quando sussista una relazione di dipendenza giuridica tra la situazione accertata nel giudizio precedente e la posizione del terzo; la terza parte può avvalersi del giudicato se ciò le è favorevole e non arreca pregiudizio a terzi.

  • art. 1306 c.c.

    Efficacia delle pronunce "secundum eventum litis": la sentenza, pur non avendo normalmente effetto contro terzi, può essere opposta a chi ne è stato parte se risulta favorevole al terzo.

  • art. 7, l. n. 86/1975 (Convenzione Italia-USA, ratifica)

    "il lavoro svolto negli Stati Uniti da un cittadino italiano alle dipendenze di un datore di lavoro italiano o di una impresa controllata da una impresa italiana, sarà coperto dalla legislazione italiana"

    Stabilisce quale legislazione previdenziale si applica (italiana) al lavoro svolto negli USA in presenza dei presupposti indicati, ma non modifica la regola generale sulla titolarità dell'obbligo contributivo: non rende automaticamente debitrice la controllante se per lo stesso periodo è accertato che datore di lavoro sia la controllata.

  • artt. 2115 e 2116 c.c.

    Attribuiscono al datore di lavoro l'obbligo contributivo e la responsabilità per l'omissione; la qualità di datore di lavoro è presupposto dell'azione per il risarcimento del danno derivante dall'omessa contribuzione.

  • art. 1 e 3, r.d. n. 636/1939

    Norme di riferimento in materia previdenziale richiamate in relazione alla disciplina contributiva; interpretate come non sovrapponibili alla determinazione della titolarità del rapporto di lavoro accertata dal giudicato.

Massime di principio

  • Un giudicato espresso in favore di un lavoratore contro una società estera può essere opposto da una controllante italiana in un successivo giudizio se il precedente accertamento riguarda la stessa fattispecie e produce un accertamento incompatibile con la tesi del lavoratore; il terzo può fare valere il giudicato se da esso trae vantaggio e non arreca pregiudizio.
  • La regola generale è che il giudicato non produce effetti automatici verso terzi, ma può avere efficacia "riflessa" o essere fatto valere dai terzi secondo il principio dell'efficacia "secundum eventum litis" (art. 1306 c.c.).
  • La Convenzione USA-Italia (art. 7 l. n. 86/1975) determina quale legislazione previdenziale sia applicabile al rapporto di lavoro svolto negli USA, ma non sposta di per sé la titolarità dell'obbligo contributivo: per rendere la controllante responsabile occorre accertare elementi che la configurino come soggetto titolare dell'obbligo (es. effettiva titolarità del rapporto, coesistenza di codatorialità o autonoma posizione obbligatoria).
  • Per ottenere il riconoscimento di responsabilità contributiva della capogruppo è necessario provare oggettivamente che essa abbia avuto la qualifica di datore di lavoro o che sussistano profili di contitolarità/integrazione del rapporto; il semplice controllo societario non è sufficiente.
  • L'INPS e le controparti possono legittimamente avvalersi di giudicati intervenuti in altri processi per determinare chi fosse il datore di lavoro e, conseguentemente, chi sia tenuto agli obblighi contributivi, purché il precedente accertamento riguardi la medesima prestazione e periodo.

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