L.R. FVG 22/2021
Disposizioni in materia di politiche della famiglia, di promozione dell'autonomia dei giovani e delle pari opportunità.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge istituisce un sistema integrato di interventi regionali per famiglia, giovani e pari opportunità: Carta Famiglia, Dote famiglia, previdenza complementare, microcredito, sostegno alla natalità, ai servizi educativi, all’autonomia abitativa e lavorativa dei giovani, nonché misure contro le disuguaglianze di genere. Prevede programmazione triennale, tavoli consultivi, contributi e regole transitorie per il passaggio dal vecchio regime.
Politiche familiari, autonomia dei giovani e pari opportunità in Friuli Venezia Giulia
Politiche integrate per famiglia, giovani e pari opportunità in Friuli Venezia Giulia
La legge regionale disciplina in modo organico gli interventi della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia a favore della famiglia, dell’autonomia dei giovani e della parità di genere. Il provvedimento definisce principi, strumenti di programmazione, misure agevolative, contributi e interventi sociali, educativi, culturali e abitativi, con efficacia limitata al territorio regionale.
Finalità e impianto generale
La Regione valorizza la famiglia come soggetto sociale fondato su reciprocità, solidarietà intergenerazionale, parità di genere e contrasto a ogni discriminazione. Le politiche regionali sono orientate a:
- sostenere i progetti di vita delle famiglie;
- incentivare la natalità;
- rafforzare l’autonomia dei giovani;
- contrastare disuguaglianze socioeconomiche ed educative;
- ridurre le disparità tra uomo e donna.
L’azione regionale si sviluppa in modo integrato con enti locali, sistema sociosanitario, scuola e formazione, Terzo settore, forze sociali e soggetti privati, anche tramite forme di coprogettazione previste dal Codice del Terzo settore.
Programmazione e governance
La Giunta regionale approva un Programma triennale di politiche integrate per la famiglia, predisposto dalla struttura competente e aggiornato annualmente. Il primo programma doveva essere approvato entro 180 giorni dall’entrata in vigore della legge.
È istituito il Tavolo regionale per le politiche familiari, organo di consultazione e confronto che riunisce rappresentanti politici, istituzionali, del Terzo settore, delle parti sociali, del mondo giovanile e degli organismi di parità e garanzia. Il Tavolo si riunisce almeno una volta l’anno, anche in via telematica, e la partecipazione è gratuita.
Rete famiglia e centri informativi per le famiglie
La Regione promuove una “rete famiglia” aperta alle pubbliche amministrazioni, al Terzo settore e ai privati per diffondere le pratiche più virtuose in materia di politiche familiari.
I Comuni possono istituire Centri informativi per le famiglie con figli (INFO-POINT Famiglia), servizi di orientamento e informazione su prestazioni, opportunità e servizi utili alla vita quotidiana, al sostegno economico e alla prevenzione del disagio. I centri possono essere gestiti direttamente o affidati a soggetti del Terzo settore e avvalersi di mediatori culturali o di personale adeguatamente formato.
Carta Famiglia
La Carta Famiglia è la principale misura di sostegno alle famiglie con figli a carico. Consente agevolazioni su costi e tariffe, benefici economici diretti e riduzioni di imposte e tasse, nei limiti della normativa tributaria statale.
È rilasciata dal Comune di residenza al genitore richiedente che:
- abbia almeno un figlio a carico;
- abbia un ISEE pari o inferiore a 30.000 euro;
- risieda da almeno 24 mesi continuativi nel territorio regionale;
- appartenga alle categorie soggettive indicate dalla legge, tra cui cittadini italiani, cittadini UE regolarmente soggiornanti, titolari di permesso di lungo periodo, rifugiati, soggetti equiparati ex art. 41 TUI immigrazione e titolari di permesso per ricerca.
In caso di separazione o divorzio la Carta spetta al genitore convivente con il figlio e incaricato della gestione ordinaria. È riconosciuta anche ai genitori adottivi dall’avvio dell’affidamento preadottivo e agli affidatari per il periodo di permanenza del minore in famiglia.
La madre inserita in un percorso di protezione dall’uscita da situazioni di violenza può richiedere la Carta anche senza ISEE.
Un regolamento regionale disciplina domanda, rilascio, validità, benefici attivabili e criteri di modulazione delle agevolazioni. I Comuni possono inoltre attivare autonomamente le agevolazioni.
Dote famiglia
La Dote famiglia è un contributo annuale destinato a favorire la fruizione di servizi educativi, ludici e ricreativi per i minori e a conciliare tempi di vita familiare e lavorativa.
È riconosciuta, nei limiti delle disponibilità di bilancio, per spese sostenute nell’anno di riferimento relative a:
- servizi di sostegno alla genitorialità ed educativi extra scolastici;
- sostegno scolastico e apprendimento linguistico;
- servizi culturali;
- servizi turistici;
- percorsi didattici e di educazione artistica e musicale;
- attività sportive.
Possono essere finanziati servizi erogati da soggetti pubblici, privati o del Terzo settore nel territorio regionale. Per accedere alla misura è necessario essere in possesso della Carta Famiglia in corso di validità. Il regolamento regionale determina modalità di domanda e intensità del contributo, che può essere modulata in base al numero dei figli, alla presenza di una persona con disabilità nel nucleo e alla residenza continuativa.
La Dote famiglia è cumulabile con altri benefici solo per la parte di spesa non coperta e comunque entro il costo complessivo sostenuto; non è cumulabile con i benefici dell’art. 15 della l.r. 20/2005.
Sistema integrato 0-6 anni
La legge rafforza il sistema integrato di educazione e istruzione dalla nascita ai sei anni, promuovendone l’accesso attraverso misure di sostegno alle famiglie e ai servizi previsti dalla normativa regionale di settore.
La Giunta regionale, d’intesa con l’Ufficio scolastico regionale e tenendo conto delle proposte degli enti locali, adotta una programmazione pluriennale dell’offerta educativa 0-6, definendo priorità, linee di sviluppo e potenziamento nei limiti del bilancio.
Sono inoltre apportate modifiche alla legge regionale 13/2018 per adeguare la programmazione scolastica e l’evoluzione del sistema integrato 0-6.
Previdenza complementare e microcredito
La Regione riconosce ai nuclei familiari con Carta Famiglia un contributo annuo per i versamenti effettuati in un fondo di previdenza complementare intestato al minore, aperto presso un soggetto convenzionato. Il contributo:
- decorre dall’anno civile successivo all’entrata in vigore della legge;
- riguarda figli minori, anche adottati, a partire dal compimento del secondo anno di età;
- è subordinato alla permanenza della residenza nel territorio regionale.
La misura è attuata tramite regolamento regionale e convenzioni con fondi di previdenza complementare.
In materia di microcredito, la Regione istituisce un Fondo di garanzia fuori bilancio per sostenere operazioni fino a 10.000 euro, garantendo fino all’80% della quota capitale. La disciplina regolamentare definisce caratteristiche delle operazioni, procedure, convenzioni con gli operatori finanziari e regole di recupero del credito.
Misure fiscali e sostegno al Terzo settore
La Regione può prevedere, in sede di legge di stabilità, agevolazioni fiscali su tributi integralmente attribuiti alla Regione, riconoscendo un “fattore famiglia”.
È inoltre prevista la possibilità di sostenere progetti di solidarietà familiare e sostegno alla genitorialità promossi dagli enti del Terzo settore, con criteri, beneficiari, spese ammissibili e controlli demandati a regolamento.
Valorizzazione del sistema di servizi per famiglie e contrassegno Famiglia FVG
La Regione riconosce il ruolo di soggetti pubblici, Terzo settore, privati e associazioni sportive dilettantistiche che favoriscono l’accesso delle famiglie e dei giovani a servizi culturali, turistici, sportivi, di trasporto, edilizia residenziale, attività produttive e agricoltura.
Gli atti attuativi di settore possono prevedere premialità quali:
- preferenza in graduatoria;
- punteggio aggiuntivo;
- riserva di quota delle risorse.
È istituito il contrassegno promozionale “Famiglia FVG” per i soggetti pubblici e privati che collaborano alle politiche familiari anche con risorse proprie. Il contrassegno è concesso su domanda, previa valutazione dell’attività svolta, e può essere utilizzato nelle attività di comunicazione.
Giovani: destinatari, obiettivi e strumenti
Sono destinatari degli interventi giovanili i giovani dai 14 anni compiuti ai 36 anni non compiuti, residenti o presenti nel territorio regionale.
La Regione promuove autonomia, competenze, partecipazione civica, formazione, occupabilità, creatività, inclusione sociale, sport, socializzazione e mobilità internazionale.
Progetti culturali giovanili
La legge inserisce nella normativa culturale regionale un capo dedicato ai progetti culturali realizzati dai giovani o a favore dei giovani. Gli incentivi sono destinati ad associazioni giovanili e soggetti pubblici, esclusi gli istituti scolastici, mentre per questi ultimi continuano a valere le regole della legge sul diritto allo studio.
Le finalità comprendono creatività giovanile, consapevolezza critica, cultura locale e europea, diritti fondamentali UE, tutela ambientale, valorizzazione delle minoranze linguistiche, accesso all’offerta culturale e sviluppo della produzione artistica giovanile.
Interventi educativi, salute e inclusione giovanile
La Regione sostiene progetti di promozione della salute e dell’educazione dei giovani, tra cui:
- valorizzazione di competenze e capacità personali;
- partecipazione attraverso servizio civile e progetti di utilità sociale;
- prevenzione del disagio giovanile e delle povertà educative, anche legate all’uso delle piattaforme digitali;
- educazione sociale ed emotiva;
- promozione dello sport come diritto di cittadinanza e strumento educativo.
I contributi possono essere concessi a soggetti pubblici, scuole, associazioni giovanili, gestori di centri di aggregazione ed enti del Terzo settore, mentre le scuole restano disciplinate dalla normativa sul diritto allo studio. La Regione può anche finanziare iniziative realizzate direttamente o in collaborazione con soggetti pubblici e del Terzo settore.
Tirocini, lavoro estivo e Attiva Giovani
La Regione promuove tirocini per studenti delle scuole secondarie di secondo grado e dei percorsi di istruzione e formazione professionale, attivabili durante la sospensione estiva delle attività didattiche e con durata massima di tre mesi. I servizi regionali di orientamento possono svolgere anche il ruolo di soggetti promotori.
La Regione riconosce inoltre il valore formativo delle esperienze lavorative svolte dagli studenti anche all’estero nei periodi di sospensione, tramite i servizi pubblici per il lavoro e la rete EURES.
Con la misura “Attiva giovani” la Regione finanzia interventi formativi prevalentemente esperienziali per giovani a rischio di esclusione dal lavoro e dalla formazione, affidati a enti di formazione accreditati, enti locali, Terzo settore e imprese in rete.
Internazionalizzazione delle professioni giovanili
È introdotta nella legge regionale sulle professioni una disposizione che consente di sostenere i giovani professionisti, iscritti o non iscritti ad albi/elenchi, nonché diplomati e laureati in attesa di abilitazione, con contributi per:
- esperienze professionali all’estero fino a 24 mesi;
- formazione all’estero presso organismi accreditati, enti, ordini, scuole, università o strutture pubbliche e private.
Per i diplomati o laureati in attesa di abilitazione, la domanda per spese sostenute nei 24 mesi precedenti deve essere presentata entro 180 giorni dall’iscrizione all’albo o all’associazione professionale di riferimento.
Autonomia abitativa, centri di aggregazione e informazione giovanile
Per l’autonomia abitativa dei giovani, la Regione promuove progetti di coabitazione e recupero di immobili dismessi o degradati, anche per rivitalizzare centri storici e aree periferiche. I bandi ERP devono riservare ai giovani non meno del 5% degli alloggi; analogamente, le azioni di sostegno alle locazioni di mercato devono riservare ai giovani almeno il 5% delle risorse.
La Regione favorisce anche la messa a disposizione, gratuita o meno, di beni pubblici o privati a favore di giovani che vogliono realizzare un modello di vita autonomo e in coabitazione.
Sono inoltre promossi i centri di aggregazione giovanile e gli Informagiovani. Questi ultimi funzionano come centri informativi plurisettoriali, di raccolta dati e di servizi, fornendo informazioni gratuite su studio, lavoro, formazione, mobilità internazionale, imprenditorialità, bandi, partecipazione, volontariato, casa, salute, sport, tempo libero e cultura. Possono ricevere contributi regionali per le attività di informazione e per l’adesione a reti nazionali ed europee.
Consulte comunali dei giovani e Portale regionale giovani
Le Consulte comunali dei giovani sono organismi consultivi, autonomi, apartitici e permanenti, attivabili dai Consigli comunali con proprio regolamento. Svolgono funzioni di proposta, partecipazione, monitoraggio degli interventi locali e collaborazione con scuole, associazioni ed enti del Terzo settore.
Il Portale regionale giovani è il sistema informatico ufficiale della Regione per le politiche giovanili, collocato nella home page del sito istituzionale e gestito in collaborazione con uffici regionali, Centri per l’impiego, centri di aggregazione, Informagiovani ed enti locali.
Pari opportunità e parità di genere
La Regione applica la trasversalità delle politiche di genere in tutte le politiche pubbliche, con particolare attenzione a istruzione, formazione, cultura, sport, lavoro, attività economiche, sociale e sanità.
Promuove iniziative contro stereotipi di genere, per la conciliazione vita-lavoro, il superamento del divario retributivo, l’occupazione e l’imprenditorialità femminile, la prevenzione della violenza di genere e la ricerca sulla condizione delle donne.
L’Amministrazione regionale può realizzare proprie iniziative e sostenere progetti di enti pubblici, Terzo settore, organizzazioni sindacali e datoriali per diffondere la cultura della parità di genere e la partecipazione paritaria alla vita economica e sociale.
Politiche sociali e sociosanitarie integrate
La legge integra le politiche familiari con il sistema socioassistenziale e sociosanitario regionale. La programmazione sociale e sanitaria deve individuare obiettivi, azioni e risorse per famiglie e minori.
Sono previste misure per:
- percorsi prenatali e sostegno nel post partum;
- contrasto alla povertà infantile e sostegno alla genitorialità fragile;
- interventi per nuclei monoparentali;
- adozioni, affido familiare e autonomia dei neomaggiorenni fragili;
- sostegno al mantenimento dei minori in caso di inadempimento del genitore obbligato;
- valorizzazione del caregiver familiare e dei servizi per la domiciliarità.
Per il sostegno al mantenimento dei minori l’intervento monetario è subordinato, tra l’altro, a un ISEE non superiore a 22.589,92 euro, annualmente aggiornato. È richiesta la previa infruttuosa esecuzione forzata e la presentazione di querela per l’omesso versamento. La prestazione può cumularsi con altri interventi monetari ed è soggetta a restituzione in caso di successivo adempimento del genitore obbligato.
Per adozioni e affido, la Regione sostiene consultori, adozioni di minori ultradodicenni o con handicap, adozioni internazionali e percorsi di autonomia dei neomaggiorenni usciti da comunità o affidi. Gli interventi economici sono erogati dai Servizi sociali dei Comuni secondo regolamento regionale.
Delega, controlli, monitoraggio e valutazione
Le funzioni amministrative relative a Carta Famiglia, Dote famiglia e contributi ai progetti del Terzo settore possono essere delegate a Comuni, enti gestori dei servizi sociali e aziende sanitarie regionali.
I benefici della legge sono in linea generale cumulabili con altri interventi pubblici, salvo diversa disposizione. La Regione può avvalersi di collaborazioni per i controlli sulla rendicontazione.
È previsto il monitoraggio delle politiche familiari, giovanili e di pari opportunità in collaborazione con gli osservatori regionali del lavoro e della protezione sociale, anche mediante database integrati e metodi statistici e predittivi.
Il Consiglio regionale esercita il controllo sull’attuazione della legge sulla base di relazioni biennali della Giunta, con eventuali forme di valutazione partecipata.
Abrogazioni e regime transitorio
La legge abroga un ampio insieme di disposizioni precedenti in materia di famiglia, giovani, sostegno al mantenimento dei minori, consultori, attiva giovani, consulte giovanili e altre misure collegate, sostituendo il precedente assetto normativo regionale.
Per il passaggio al nuovo regime, fino all’entrata in vigore dei regolamenti attuativi continuano ad applicarsi varie discipline previgenti, tra cui quelle su Carta Famiglia, contributi per nascite, progetti culturali giovanili, internazionalizzazione professionale, adozioni e mantenimento dei minori. Le carte famiglia già rilasciate restano valide fino alla scadenza originaria; le consulte giovanili già esistenti continuano fino alla scadenza prevista.
Disposizioni finanziarie e durata pratica
La legge reca una dettagliata copertura finanziaria per gli anni 2022 e 2023 e per alcune annualità successive previste dai singoli interventi. Molte misure sono dunque collegate a stanziamenti di bilancio specifici e, per vari aspetti, a esercizi finanziari già conclusi. Ciò non ne esclude la permanenza formale, ma riduce in modo significativo l’utilità applicativa attuale di diverse previsioni economiche e transitorie.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Normativa regionale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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