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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 16480/2025 del 18/06/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Le ricorrenti impugnano l'avviso di accertamento con cui l'Agenzia contestava: (1) la deduzione del costo fiscale residuo non completamente ammortizzato del capannone principale demolito del complesso "Ansaldo 20" (rilevanza ai fini IRES/IRAP), ritenuta illegittima dall'Ufficio; (2) l'inserimento nel reddito di oneri finanziari (interessi passivi infragruppo). Le società sostenevano che la demolizione del capannone, inserita in progetto di riqualificazione e riflessa in bilancio secondo i principi contabili e l'art. 2426 c.c., costituisce eliminazione dal processo produttivo e legittima la deduzione del costo residuo ai sensi dell'art. 102, comma 4, T.U.I.R.; quanto agli interessi passivi, contestavano la natura e la riconducibilità degli oneri ad operazioni finanziarie rilevanti ai fini dell'art. 96 T.U.I.R.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il primo motivo di ricorso (violazione e falsa applicazione dell'art. 102, comma 4 T.U.I.R. e correlati principi contabili) e ha cassato la sentenza della CTR rimettendo la causa per nuovo esame alla CTR di secondo grado di Salerno in diversa composizione, da svolgersi conformemente al principio di diritto enunciato: la deducibilità del costo residuo è ammessa anche quando il bene demolito faccia parte di un cespite più ampio, purché il bene sia dotato di autonomia funzionale e sia autonomamente utilizzabile. Il secondo motivo (relativo all'art. 96 T.U.I.R. sugli interessi passivi) è stato dichiarato inammissibile in quanto mirava a nuovo apprezzamento del fatto e della prova, settore non sindacabile in cassazione. Sono state altresì dichiarate inammissibili alcune memorie ex art. 378 c.p.c. depositate oltre il limite e la Corte ha regolato le spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • D.P.R. 917/1986 - art. 102, comma 4 (T.U.I.R.)

    La Corte interpreta la norma nel senso che la deducibilità del costo residuo del bene non completamente ammortizzato opera quando il bene è eliminato dal processo produttivo; tale deducibilità non è esclusa se il bene, pur facendo parte di un cespite più ampio, è dotato di autonomia funzionale e di autonoma utilizzabilità

  • D.P.R. 917/1986 - art. 96, commi 1,2,3 (T.U.I.R.)

    La norma limita la deducibilità degli interessi passivi; nel caso di specie la corte ha ritenuto questione di fatto la riconducibilità degli oneri a operazioni finanziarie e ha ritenuto inammissibile in cassazione la ricostruzione alternativa dei fatti operata dalle ricorrenti

  • Codice Civile - art. 2426, comma 1, n. 3

    Rilevanza contabile dell'eliminazione e della svalutazione degli immobilizzi: la Corte riconosce che la rappresentazione contabile (svalutazione/elisione del valore e imputazione del residuo a conto economico) è coerente con l'applicazione fiscale dell'art. 102, comma 4, quando l'eliminazione è effettiva e documentata

  • Principi contabili OIC 16

    I principi OIC relativi alle immobilizzazioni impongono svalutazioni in presenza di perdita durevole di valore; la Corte valorizza la coerenza tra rappresentazione civilistica e trattamento fiscale, richiamando la prevalenza della sostanza sulla forma

  • Codice di procedura civile - art. 378

    Nel giudizio di cassazione con trattazione in pubblica udienza è ammessa una sola memoria ex art. 378 c.p.c.; una seconda memoria, soprattutto se con funzione di replica, è inammissibile e il suo contenuto non è tenuto in considerazione

  • Codice di procedura civile - art. 360, comma 1, n. 3

    Fondamento del motivo di cassazione relativo a violazione o falsa applicazione di norme di diritto; utilizzato per censurare la errata interpretazione dell'art. 102 da parte della CTR

Massime di principio

  • Se un bene strumentale è demolito o comunque eliminato dal processo produttivo, il residuo costo non ammortizzato è deducibile ai sensi dell'art. 102, comma 4 T.U.I.R., anche quando il bene faceva parte di un complesso più ampio, purché il bene mantenga autonomia funzionale e possa essere considerato autonomamente utilizzabile
  • La deducibilità fiscale deve essere coerente con la rappresentazione contabile: l'eliminazione del cespite dovrebbe risultare dalle scritture e dalla applicazione dei principi contabili (art. 2426 c.c., OIC 16), con iscrizione della svalutazione e imputazione del residuo a conto economico
  • Se il bene è unito materialmente a altri in un unico unicum che impedisce l'eliminazione separata, la deducibilità ai sensi dell'art. 102(4) si potrà applicare solo con l'eliminazione dell'intero unicum
  • La deducibilità degli interessi passivi ai sensi dell'art. 96 T.U.I.R. richiede prova della loro effettiva natura e collegamento a operazioni finanziarie pertinenti; questioni di fatto ed evidenza contabile rilevanti su questo punto devono essere documentate e sono difficilmente sindacabili in Cassazione
  • In sede di cassazione con pubblica udienza le parti possono depositare una sola memoria ex art. 378 c.p.c. entro il termine stabilito; memorie successive o repliche scritte sono normalmente inammissibili e la replica va fatta oralmente in udienza
  • In giudizi fiscali è essenziale documentare chiaramente il rapporto funzionale e giuridico tra i beni (autonomia d'uso, danno agli altri edifici, continuità del complesso) per sostenere la deducibilità del costo residuo in caso di demolizione

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