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Circolare

Circolare numero 51 del 24-2-2000

Criteri di carattere generale. Applicazione dell’ istituto della compensazione nel settore agricolo. Compensazione legale, requisiti ed effetti. Ambito di applicazione: compensazioni tra le diverse gestioni del settore agricolo( datori di lavoro e lavoratori autonomi) e tra le gestioni del settore agricolo e le altre gestioni contributive.

INPS

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La circolare estende in via generale l’uso della compensazione legale tra crediti e debiti contributivi nei confronti dell’INPS, superando l’interpretazione restrittiva limitata alla stessa gestione. Vengono richiamati i requisiti civilistici di certezza, liquidità ed esigibilità, precisati gli effetti della compensazione e indicato che essa può operare anche tra gestioni diverse, comprese quelle agricole, con ulteriori istruzioni operative e contabili rinviate a successiva comunicazione. Restano ferme le limitazioni già previste dalle precedenti circolari in alcune ipotesi specifiche.

Compensazione legale tra crediti e debiti contributivi INPS, con applicazione generale e nell’area agricola

Compensazione tra crediti e debiti contributivi INPS

La circolare definisce un ampliamento dell’applicazione della compensazione legale nei rapporti contributivi con l’INPS, con particolare attenzione al settore agricolo. L’istituto viene ricondotto ai principi civilistici di cui agli articoli 1241 e seguenti del codice civile e viene interpretato in modo più esteso rispetto al passato, anche alla luce della disciplina introdotta con il modello F24.

Quadro normativo e precedenti orientamenti

La circolare richiama come precedenti le istruzioni già fornite dall’Istituto in materia di compensazione con contributi da versare mediante DM e, successivamente, con il modello F24. In particolare, vengono richiamate:

  • circolare n. 118 del 4 maggio 1991, relativa alla compensazione tra credito del datore di lavoro per prestazioni erogate per conto dell’Istituto e debito contributivo dello stesso periodo in assenza di denuncia contributiva;
  • circolare n. 95 del 27 marzo 1992, sulla compensazione tra partite opposte riferite a periodi contributivi diversi e risultanti da più denunce;
  • circolari nn. 10 del 15 gennaio 1999 e 126 dell’8 giugno 1999, sulle nuove modalità di compensazione nel mod. F24.

L’obiettivo dichiarato è fornire istruzioni per un’applicazione più ampia della compensazione legale, con specifico riguardo all’ambito agricolo.

Applicazione generale della compensazione legale

La circolare supera l’impostazione secondo cui la compensazione sarebbe stata applicabile soltanto all’interno della medesima gestione. In base alla logica della riscossione unificata di imposte e contributi, la compensazione può operare anche tra partite contrapposte riferite a enti diversi.

L’INPS dispone quindi che la compensazione legale sia applicata in tutti i casi in cui il medesimo soggetto risulti contemporaneamente creditore e debitore verso l’Istituto, purché i crediti e i debiti presentino i requisiti di legge. Resta tuttavia fermo che alcune ipotesi specifiche continuano a essere regolate dalle circolari precedenti, che prevedono limiti particolari.

Conseguenze dell’operazione di compensazione

Se, dopo la compensazione, permane un credito per contributi, tale credito deve essere maggiorato degli oneri accessori calcolati dalla data in cui i contributi erano dovuti fino alla data del pagamento. La circolare sottolinea inoltre un caso frequente di applicazione, cioè la variazione di inquadramento aziendale con conseguente mutamento del regime contributivo, come nel passaggio da azienda industriale a azienda agricola.

Requisiti della compensazione nell’area agricola

Nel settore agricolo la compensazione legale opera quando i crediti contrapposti dell’Istituto e del contribuente sono certi, liquidi ed esigibili. Il credito dell’INPS diventa tale quando, a seguito delle dichiarazioni di mano d’opera occupata dei datori di lavoro o delle denunce di iscrizione e variazione dei lavoratori autonomi e della conseguente tariffazione, siano decorsi i termini di pagamento previsti dalle norme specifiche del settore.

I crediti del contribuente, invece, consistono in somme versate in eccesso rispetto al dovuto e diventano liquidi ed esigibili dal momento del pagamento indebito.

Origine dei crediti compensabili

Per i datori di lavoro che occupano mano d’opera subordinata, i crediti da opporre in compensazione possono derivare:

  • da denunce di rettifica di precedenti denunce trimestrali o annuali;
  • da richieste di sgravio degli oneri contributivi.

Per i lavoratori autonomi, invece, i crediti possono derivare:

  • da sgravio per calamità naturali;
  • da denuncia di cessazione dell’attività;
  • da cambio di fascia contributiva;
  • da variazione delle unità del nucleo familiare.

Effetti giuridici della compensazione

La compensazione legale estingue i crediti contrapposti fino a concorrenza dell’importo minore nel momento della loro coesistenza. L’effetto si produce automaticamente, cioè ipso iure, per il solo fatto della coesistenza dei crediti; l’accertamento successivo ha valore meramente dichiarativo.

La determinazione del momento in cui la compensazione si verifica è però essenziale per valutare l’eventuale applicazione di sanzioni e interessi. Lo stesso momento rileva anche ai fini della prescrizione, poiché l’art. 1242 c.c. stabilisce che la prescrizione non impedisce la compensazione se non era già compiuta quando si è verificata la coesistenza dei due crediti.

Ambito di applicazione e accertamento degli uffici

L’accertamento della compensazione legale deve essere effettuato dagli uffici, d’ufficio oppure su richiesta del contribuente interessato. In via ordinaria la compensazione riguarda crediti e debiti interni a una singola gestione, come quella dei datori di lavoro.

La nuova impostazione dell’Istituto consente tuttavia la compensazione anche tra gestioni diverse, ad esempio:

  • tra gestione datori di lavoro e gestione lavoratori autonomi;
  • tra gestioni dell’area agricola e altri settori di attività.

La circolare precisa che tale orientamento sarà recepito in nuove procedure automatizzate e che seguiranno ulteriori istruzioni operative e contabili.

Punti principali

Premessa normativa e finalità

La circolare richiama gli articoli 1241 e seguenti del codice civile sulla compensazione, in particolare la compensazione legale, e osserva che l’istituto è frequentemente invocato in materia di contribuzione previdenziale. Vengono richiamate le precedenti circolari INPS che avevano già disciplinato casi di compensazione nell’ambito dei contributi versati con il sistema DM e con il modello F24. L’obiettivo del nuovo intervento è fornire istruzioni per un’applicazione più ampia della compensazione legale, con specifico riguardo al settore agricolo.

Applicazione generale della compensazione legale

In precedenza la compensazione era stata applicata solo a crediti e debiti afferenti la stessa gestione. La disciplina introdotta con il modello F24 consente invece di superare questa impostazione, perché la riscossione unificata di imposte e contributi ammette la compensazione non solo all’interno del singolo ente impositore, ma anche tra partite contrapposte di enti diversi. L’INPS dispone quindi che la compensazione legale si applichi in tutti i casi in cui lo stesso soggetto sia contemporaneamente creditore e debitore verso l’Istituto, purché le partite contrapposte abbiano i requisiti di legge.

Effetti e limiti della compensazione

Quando, dopo la compensazione, residui ancora un credito per contributi, questo deve essere maggiorato degli oneri accessori calcolati dalla data di scadenza del contributo fino alla data del pagamento. La circolare segnala inoltre che restano ferme le limitazioni previste dalle precedenti circolari per alcune ipotesi particolari di compensazione legale, che mantengono una disciplina specifica.

Caso tipico di applicazione

Tra le ipotesi più ricorrenti viene indicata la variazione di inquadramento dell’azienda, con conseguente variazione delle modalità di contribuzione, ad esempio il passaggio da azienda industriale a impresa inquadrata nel settore agricolo, con obbligo per gli operai agricoli di versare i contributi secondo le regole del settore agricolo.

Requisiti della compensazione nell’area agricola

La compensazione legale opera quando i crediti contrapposti dell’Istituto e del contribuente presentano i requisiti di certezza, liquidità ed esigibilità. Nel settore agricolo il credito contributivo dell’INPS è certo, liquido ed esigibile quando, a seguito delle dichiarazioni di mano d’opera occupata dei datori di lavoro o delle denunce di iscrizione e variazione dei lavoratori autonomi e della conseguente tariffazione, siano scaduti i termini di pagamento previsti dalla normativa di settore. I crediti del contribuente derivano invece da versamenti di contributi in eccesso, che diventano liquidi ed esigibili dal momento del pagamento indebito.

Origine dei crediti compensabili nel settore agricolo

Per i datori di lavoro che impiegano mano d’opera subordinata, i crediti compensabili possono derivare da denunce di rettifica di precedenti denunce trimestrali o annuali oppure da richieste di sgravio degli oneri contributivi. Per i lavoratori autonomi, i crediti opponibili in compensazione possono derivare da sgravio per calamità naturali, denuncia di cessazione dell’attività, cambio di fascia contributiva o variazione delle unità del nucleo familiare.

Effetti giuridici e rilevanza di sanzioni e prescrizione

La compensazione estingue i crediti contrapposti fino alla concorrenza dell’importo minore nel momento in cui coesistono, producendo effetto ipso iure. L’accertamento dell’avvenuta compensazione ha quindi valore meramente dichiarativo. La determinazione del momento in cui la compensazione si verifica è importante sia per valutare l’eventuale applicazione di sanzioni e interessi, sia ai fini della prescrizione, in quanto l’art. 1242 c.c. stabilisce che la prescrizione non impedisce la compensazione se non era già compiuta quando si è verificata la coesistenza dei due crediti.

Ambito di applicazione e procedure

L’accertamento della compensazione legale deve essere sempre effettuato dagli uffici, d’ufficio oppure su richiesta del contribuente interessato. La compensazione riguarda normalmente crediti e debiti interni a una singola gestione, ma la nuova impostazione INPS ne consente l’applicazione anche tra gestioni diverse, ad esempio tra gestione datori di lavoro e gestione lavoratori autonomi, oppure tra gestioni dell’area agricola e altri settori di attività. La circolare anticipa che tale impostazione troverà riscontro in nuove procedure automatizzate e rinvia a successive istruzioni operative e contabili.

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