Cassazione Penale, Sentenza n. 01621/2026 del 14/01/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della sentenza di appello che confermava le condanne per concorso in tentata concussione e per quattro ipotesi di induzione indebita (una tentata). Quattro motivi: 1) violazione di legge e vizio di motivazione per l'ammissione della costituzione di parte civile (presunta carenza dei requisiti ex art. 78 lett. d) c.p.p.) e contestazione della provvisionale; 2) vizio di motivazione e violazione di legge sulla configurabilità dei reati e sul concorso con l'intraneus (Luca Antonini), contestando che il concorso sia stato desunto solo da una relazione sentimentale; 3) censure specifiche per ciascun capo (insufficienza delle intercettazioni, mancanza di nesso causale, assoluzioni di privati non considerate); 4) vizio di motivazione e travisamento della prova in ordine all'interpretazione delle intercettazioni e alla valutazione delle dichiarazioni dei testi.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso infondato e lo ha rigettato. Ha ritenuto inammissibile il motivo relativo alla tempestività dell'eccezione sull'ammissibilità della parte civile per mancata dimostrazione della tempestiva proposizione dell'eccezione (art. 80 c.p.p.). Ha confermato la discrezionalità del giudice di merito nella liquidazione della provvisionale e la legittimità della stessa nella misura rientrante nel danno prevedibile. Quanto al merito penale, la Cassazione ha ritenuto adeguatamente provato il concorso e il contributo causale della Tonani sulla base delle intercettazioni e delle dichiarazioni raccolte; ha confermato la configurabilità della tentata concussione e delle diverse induzioni indebite, anche quando i privati hanno resistito o hanno parlato di "raccomandazione", ed ha escluso che la diversa sorte processuale di coindagati renda automaticamente infondata la condanna dell'imputata. Conseguentemente la condanna di merito e la provvisionale sono state confermate.
Norme richiamate
art. 78, lett. d) cod. proc. pen.
La norma richiede specifica indicazione della causa petendi nella costituzione di parte civile; la corte di merito e la Cassazione esaminano la questione anche alla luce della tempestività dell'eccezione prevista dall'art. 80 c.p.p., considerando la mancata prova della tempestiva eccezione come motivo inammissibile.
art. 80 cod. proc. pen.
Stabilisce il termine per l'eccezione di esclusione della parte civile costituita in udienza preliminare; la mancata dimostrazione della tempestiva proposizione dell'eccezione comporta decadenza e rende il motivo inammissibile.
Sez. U, n. 38481 del 25/5/2023 (giurisprudenza)
Giurisprudenza che ha affermato l'esigenza di specificazione della causa petendi per l'ammissibilità della costituzione di parte civile; la Cassazione richiama la questione ma rigetta il motivo per carenza di prova sulla tempestività dell'eccezione.
Sez.2, n. 904 del 5/12/2023 (Puzzo)
Principio secondo cui la quantificazione della provvisionale è riservata al giudice di merito e non è sindacabile in Cassazione quando l'importo rientri nell'ambito del danno prevedibile.
Sez.6, n. 16477 del 15/2/2022 (Frisullo)
Principio secondo cui l'esito diverso di giudizi separati non implica automaticamente conflitto tra giudicati: occorre dimostrare un'inconciliabilità oggettiva tra le ricostruzioni fattuali.
art. 319-quater cod. pen.
Norma sull'induzione indebita: la Cassazione conferma che il reato può integrarsi anche senza minaccia esplicita, mediante condotte subdole o implicite che rendano evidente la necessità di conformarsi per evitare "problemi" con il pubblico agente.
Massime di principio
- Le eccezioni processuali relative all'ammissibilità della costituzione di parte civile devono essere proposte tempestivamente e la parte che le deduce deve dimostrare il momento della loro proposizione; in difetto il motivo è inammissibile.
- La quantificazione della provvisionale è largamente rimessa al giudice di merito e difficilmente sindacabile in Cassazione se l'importo è compatibile con il danno prevedibile.
- Il concorso di persone nel reato richiede elementi oggettivi di cooperazione: relazioni personali non sono di per sé sufficienti, ma intercettazioni e scambi che dimostrino condivisione di metodi e finalità possono comprovare il concorso.
- Le intercettazioni, valutate nel loro contesto e integrate con dichiarazioni di testi e sommarie informazioni, possono suffragare la responsabilità per reati di pressione o induzione indebita anche se non contengono minacce esplicite.
- La resistenza dei privati alla richiesta estorsiva o l'assenza di conseguente affidamento non escludono automaticamente il tentativo di induzione o concussione: il reato tentato è configurabile se vi sono atti idonei diretti a ottenere l'utilità.
- Il diverso esito di procedimenti distinti a carico di coindagati non annulla le valutazioni di responsabilità in altro procedimento, salvo dimostrare una reale inconciliabilità fattuale tra le ricostruzioni.
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