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Ordinanza

Ordinanza n. 3060/2026 - Roma, Sezione 1Q

Giustizia amministrativa202515458

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. I quaterOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di differimento delle prove di efficienza fisica nell’ambito del concorso per l’assunzione di commissari della Polizia di Stato

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la nota con cui il Ministero dell’Interno aveva negato il differimento delle prove fisiche richiesto a causa di una condizione di infortunio. Ha contestato, per quanto occorrente, anche le disposizioni del bando, il calendario concorsuale, le disposizioni operative per l’accertamento dell’efficienza fisica e l’art. 17, comma 2, del d.m. 9 settembre 2022, n. 168, nella parte in cui sarebbero stati interpretati nel senso di precludere il differimento e di consentire la sua esclusione dal concorso. Ha chiesto in via cautelare la riconvocazione per le prove fisiche, l’ammissione alle prove successive e, eventualmente, il differimento delle verifiche fisiche; ha inoltre formulato domanda di risarcimento in forma specifica e, in subordine, per perdita di chance. Con una precedente ordinanza cautelare la domanda era stata accolta, disponendo la riconvocazione del candidato per le prove fisiche e l’ammissione con riserva alle prove successive.

La decisione

Il TAR ha dichiarato improcedibile la domanda cautelare proposta con il ricorso introduttivo. Dopo l’accoglimento cautelare disposto con la precedente ordinanza, il ricorrente ha sostenuto la prova orale del concorso, ma è stato dichiarato inidoneo. Tale sopravvenienza ha fatto venir meno, allo stato, l’utilità concreta della misura cautelare originariamente richiesta, diretta a consentire la prosecuzione dell’iter selettivo. Il ricorrente si è riservato di proporre motivi aggiunti avverso gli esiti della prova orale; il TAR ha quindi dichiarato improcedibile la domanda cautelare, senza definire nel merito le censure contro il diniego di differimento. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La domanda cautelare è stata esaminata nell’ambito del rito cautelare amministrativo; la sopravvenuta perdita dell’utilità concreta della misura ha condotto alla dichiarazione di improcedibilità.

  • art. 30 c.p.a.

    È stato richiamato dal ricorrente quale fondamento della domanda risarcitoria in forma specifica e, in subordine, per perdita di chance; l’ordinanza non decide tale domanda.

  • art. 17, comma 2, d.m. 9 settembre 2022, n. 168

    È stato impugnato per quanto occorrente nella parte in cui sarebbe stato interpretato come ostativo al differimento delle prove fisiche; l’ordinanza non esamina nel merito la relativa censura.

Massime di principio

  • La domanda cautelare diviene improcedibile quando, per una sopravvenienza verificatasi nel corso del giudizio, la misura richiesta non conserva più un’utilità concreta e attuale per il ricorrente.
  • Nel contenzioso relativo a una procedura concorsuale, l’esito negativo di una prova successiva può determinare, allo stato, l’improcedibilità della domanda cautelare diretta a consentire lo svolgimento o il differimento di una prova precedente, ferma la possibilità di impugnare il nuovo esito mediante motivi aggiunti.
  • La dichiarazione di improcedibilità della domanda cautelare per sopravvenuta carenza di utilità non comporta, di per sé, una decisione sul merito delle censure rivolte contro il diniego amministrativo impugnato.

Come è indicizzato

MaterieConcorsi pubbliciTutela cautelareEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiPubblico impiego e concorsiProcesso amministrativo
SottomaterieRequisiti di ammissione ed esclusione dal concorso
IstitutiTutela cautelareSopravvenuta carenza di interesse

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